Valutazione del dolore: il mio cane/gatto ha male?

Cari proprietari oggi affrontiamo insieme un argomento molto delicato ma anche molto sottovalutato: la valutazione del dolore nel cane e nel gatto.

In altri articoli abbiamo visto le tecniche per controllare efficacemente il dolore intraoperatorio. Questa volta invece voglio dare a voi degli strumenti validi per valutare a casa il dolore spontaneo  e quello postoperatorio.

Un problema di linguaggio:

Il problema principale è che i nostri amici animali non parlano e quindi non possono dirci “ho male alla pancia” “ho male in bocca” “ho male al collo” ecc….

Anche per noi veterinari non è facile capire se un animale ha dolore e negli anni si sono studiate una serie di test a risposta multipla (esattamente come quelli che trovate sulle riviste) con assegnazione di un punteggio ad ogni risposta per capire se l’animale che abbiamo di fronte ha male. Questi test prendono nome di SCALE DEL DOLORE. Rappresentano un aiuto per noi veterinari ma hanno delle limitazioni nell’utilizzo.

Nel gatto poi siamo ancora molto lontani dal riuscire a comprenderne le manifestazioni dolorifiche (resta sotto tutti gli aspetti un animale più misterioso rispetto al cane).

Valutazione del dolore post-operatorio:

Chi di voi ha mai subito un intervento chirurgico? In quanti di voi hanno avuto dolore tanto da far venire più e più volte un’infermiera supplicandola di darle un analgesico? In medicina umana l’analgesia lascia piuttosto a desiderare, e sono frequenti i racconti di amici e conoscenti che hanno patito le pene dell’inferno….perchè? Nell’uomo gli oppioidi (gli analgesici più potenti in assoluto) hanno la cattiva fama di dare dipendenza e di conseguenza si lesina su queste molecole.

Nella mia esperienza personale mio figlio all’età di 4 anni si si fratturò il braccio, una frattura scomposta e dovetti impuntarmi per fargli fare anestesia e analgesia per riallineargli il braccio. Con il fatto che ero un’anestesista e sapevo di cosa stavo parlando mi accontentarono, ma l’ortopedico era piuttosto scocciato perchè doveva attendere che arrivasse l’anestesista. Mi disse “Ma signora, l’anestesia è esagerata, il bambino sta dormendo sulla barella, ci mettevo un attimo!” Ero inviperita…gli risposi :” Vuole davvero che gli spieghi la differenza fra sonno naturale e l’anestesia? Crede che continuerà a dormire mentre gli tirate  e ruotate un braccio fratturato o piuttosto si metterà a urlare come un pazzo? Spero stia scherzando…”

Questo per farvi capire che oggi ci sono tutti i mezzi per evitare il dolore (e di conseguenza traumi psicologici) sia a noi che agli animali.

 

In questo video è evidente un atteggiamento di dolore intenso:

Quando dovete pensare che il vostro amico possa avere dolore?

Ogni post operatorio comporta dolore in seguito all’insulto chirurgico. Gli interventi più dolorosi sono quelli addominali, ortopedici e toracici. Ancora più dolorosi sono gli interventi demolitivi, con asportazioni di vasti lembi cutanei e muscolari. Le tecniche endoscopiche (laparoscopia, toracoscopia, artroscopia) sono nettamente meno dolorose. In definitiva potete supporre che in ognuna di queste situazioni il vostro cane abbia male.

Il dolore può essere anche spontaneo, legato a una patologia che si sta manifestando.

 

 

Cerchiamo di riassumere in un elenco tutte le manifestazioni dolorose del cane:

  • zoppia (dolore all’arto colpito);
  • si lecca insistentemente un punto;
  • guaisce o piange sommessamente se toccato;
  • un cane solitamente buono improvvisamente ringhia o piange se gli si tocca una parte precisa del corpo;
  • non mangia o fa fatica a masticare (dolore in bocca);
  • tiene la testa e il collo abbassato (dolore al collo);
  • guaiti improvvisi nel fare un determinato movimento;
  • schiena incurvata verso l’alto (come se avesse la gobba, indica solitamente dolore addominale);
  • dopo un intervento se sta rigido, fermo o depresso in cuccia oppure al contrario rimane in movimento perpetuo senza sedersi mai, ansimando e camminando continuamente (dolore intenso);
  • se premendo leggermente l’addome  si irrigidisce o ha delle contrazioni addominali (dolore alla pancia).

Queste sono le scale del dolore che l’ISVRA (Società italiana veterinaria per l’anestesia regionale e controllo del dolore) mette a disposizione per voi proprietari sul suo sito, provate ad usarle:

Per proprietari di cani che non si alzano e non camminano.

Per proprietari di cani che sono in grado di alzarsi e camminare.

 




 

Valutazione del dolore nel gatto:

Nel gatto la valutazione del dolore come vi dicevo è molto più difficile:

  • si nasconde;
  • un gatto solitamente buono non si fa toccare;
  • zoppica (dolore all’arto), se un gatto arriva a non appoggiare per niente un arto di solito il dolore è molto intenso;
  • sta fermo in cuccia in una posizione arrotolata verticale con la testa nascosta o appoggiata sotto di se;
  • quando viene toccata la parte interessata miagola, si ribella o soffia.

Come vedete questi comportamenti possono appartenere a un gatto che sta bene ma è poco socievole. Diventa quindi difficile stabilire se è dolore.

valutazione dolorosa nel gatto
Posizione da dolore nel gatto.

 

La regola d’oro sia per il cane che per il gatto è un’attenta osservazione da parte di voi proprietari del comportamento del vostro amico a quattro zampe. 

Cari proprietari è vostro diritto chiedere e avere spiegazioni dettagliate su quello che verrà fatto al vostro amico!!! Pretendete un anestesia sicura!

Ricordate che mi trovate sempre sulla pagina Facebook Amica Veterinaria dove potrete essere sempre aggiornati sui nuovi articoli che pubblico e casi clinici particolari! Sulla pagina mi trovate anche  per rispondere quasi istantaneamente alle vostre domande!!!

 

 

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