Cari proprietari oggi voglio parlarvi della toxoplasmosi nel gatto con qualche cenno anche sul falso mito della pericolosità del gatto per le donne in gravidanza.

Che cos’è la toxoplasmosi nel gatto?

La causa della toxoplasmosi nel gatto è il Toxoplasma gondii, un parassita endocellulare obbligato di cui il gatto domestico e gli altri felidi sono ospiti definitivi, mentre uomo, cane, coniglio, topo, volatili e potenzialmente tutti gli altri animali a sangue caldo sono ospiti intermedi.

toxoplasmosi nel gatto

Abbiamo due diversi cicli riproduttivi del Toxoplasma gondii:

Nel Gatto abbiamo il ciclo enterico.   Quando il gatto mangia le sue prede (ospiti intermedi con il Toxoplasma gondii incistato nei loro muscoli) il parassita entra nelle cellule intestinali del gatto e dopo diverso tempo produce  le oocisti (consideratele come le uova del parassita) che vengono rilasciate nell’ambiente con le feci. Quando queste oocisti di Toxoplasma vengono esposte a determinate condizioni di umidità, ecco che sporulano e diventano infestanti. Questo ciclo dura 3-10 giorni dall’ingestione delle cisti tissutali e a quanto pare il 97% dei gatti sviluppa questo ciclo, ma solo il 20% dei gatti che le ingerisce svilupperà la malattia extra enterica.

Nell’ospite intermedio abbiamo il ciclo extra intestinale: questo ciclo è quello tipico di cani, persone o anche gatti quelle volte che fungono da ospite intermedio anch’essi (Il 20% vi ricordate?). Il ciclo extra intestinale può avvenire sia che si ingeriscano le oocisti sporulate nel terreno che le cisti tissutali nella carne cruda. Si verifica quelle  volte in cui il parassita passa la barriera intestinale ed entra in circolo andando a localizzarsi ovunque nei tessuti ma soprattutto  nel sistema nervoso centrale, nei muscoli o in qualsiasi organo viscerale.

toxoplasmosi nel gatto

Come si trasmette la toxoplasmosi nell’uomo?

Quello che mi preme farvi capire è che il gatto non è pericoloso per l’uomo nè tantomeno per le donne in gravidanza. L’uomo infatti può contrarre la toxoplasmosi solo ed unicamente ingerendo le cisti tessutali nella carne cruda (maiale, agnello, coniglio, bovino ecc…) o portandosi le mani alla bocca sporche di terra del giardino in cui hanno defecato dei gatti infetti con ciclo enterico in corso.

Vediamo le vie di trasmissione nel dettaglio:

  • ingestione di carne cruda o poco cotta
  • ingestione di salumi crudi (mi spiace, ma se siete recettive, i salumi ve li scordate per nove mesi)
  • manipolazione di carni crude
  • ingestione di verdura cruda contaminata
  • ingestione di oocisti da terriccio o sabbia infetta (evitate di fare giardinaggio)

 




 

Come si trasmette la toxoplasmosi nel gatto?

Essendo che il gatto si infesta mangiando carne cruda o leccando terriccio contaminato, mi sembra evidente che se il gatto vive sempre ed esclusivamente in casa e non viene mai alimentato con carne cruda, la possibilità che contragga la toxoplasmosi è nulla. I gatti che escono possono più facilmente contrarla dalle loro prede ma l’eliminazione delle oocisti nelle feci avviene solo per una ventina di giorni. Anche in caso di gatto infetto in casa le donne in gravidanza non corrono nessun rischio a meno che non decidano di pulire la cassetta del gatto a mani nude e poi mettersele in bocca. Mi auguro che questo non avvenga in ogni caso.

Per quanto riguarda le oocisti che rimangono sul pelo del gatto, il mantello è secco, per cui non ci sono le condizioni giuste per cui esse possano sporulare. Quindi se qualcuno vi dice di dare via il gatto perché siete incinta sapete dove mandarlo!

toxoplasmosi nel gatto

Quali sono i sintomi della toxoplasmosi nel gatto?

Il gatto è spesso asintomatico. Nella forma enterica può comparire una lieve diarrea transitoria. In caso di forma extra-intestinale invece possono comparire sintomi sistemici come ad esempio:

  • febbre,
  • anoressia,
  • abbattimento,
  • dimagramento,
  • dolore muscolare,
  • congiuntivite, rinite, tosse, dispnea, tachipnea, polmonite,
  • diarrea, vomito,
  • artrite, zoppia,
  • linfoadenomegalia, splenomegalia,
  • sintomi neurologici,
  • uveite,
  • mortalità neonatale,

Questi sintomi possono essere ad insorgenza improvvisa o graduale. Quando coinvolto l’apparato respiratoria e il sistema nervoso centrale, la morte è molto più veloce.

Come si fa diagnosi di toxoplasmosi nel gatto?

Non è sempre facile trovare le oocisti nelle feci (per il breve periodo di eliminazione). Esattamente come in umana, esiste poi un test sierologico che valuta la presenza di anticorpi. Fondamentalmente sono tre i risultati che si possono trovare:

  • assenza di IgM e IgG: il paziente non ha la malattia in corso, ma non l’ha neanche fatta in passato, quindi significa che è recettivo.
  • presenza di IgM: il risultato più temuto, significa che la malattia è in corso perché questi sono gli anticorpi dell’infezione recente.
  • presenza di IgG: il risultato che vi tranquillizza di più, significa che il paziente in passato ha fatto la toxoplasmosi e che adesso ne è immune, potrebbe però riattivarsi in caso di immunodepressione.

toxoplasmosi nel gatto

Qual è la terapia per la toxoplasmosi nel gatto?

Per quanto riguarda la terapia in caso di manifestazione clinica in cani e gatti, la Clindamicina rimane l’antibiotico di prima scelta. Tendenzialmente, dopo 24-48 dalla sua somministrazione i segni clinici cominciano a migliorare, anche se a dire il vero in caso di polimiosite ci si mette settimane prima di guarire. Tuttavia se il sistema nervoso è stato gravemente danneggiato, potrebbero permanere comunque dei deficit neurologici anche a guarigione clinica avvenuta.

Ovviamente andranno trattati con gli appositi farmaci anche tutti gli altri sintomi, una terapia di supporto è fondamentale.

 




 

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