Sterilizzare si o no? Pro e contro, quando e perchè!

Cari proprietari oggi voglio rispondere a una delle vostre domande più frequenti e cioè sterilizzare o non sterilizzare?

Che si stia parlando di cani o gatti, di maschi o di femmine tutti voi siete passati per questa decisione.

Oggi si discute molto di questo argomento anche fra noi veterinari a causa di un susseguirsi di studi scientifici che negli anni hanno prima confermato e poi smentito alcune tesi sulle conseguenze che porta la sterilizzazione sulla salute del nostro amico a quattro zampe.

Il FOCUS ON SCIVAC:

L’argomento è tanto dibattuto che quest’anno la SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) al suo congresso più famoso ha organizzato un confronto sull’argomento con quattro esponenti delle varie branche della medicina che entrano in gioco sull’argomento sterilizzazione e cioè da sinistra: endocrinologa, comportamentista, chirurgo e anestestesista.

 

Il video ve l’ho già linkato in passato sulla mia pagina Facebook Amica Veterinaria ma visto che dura 2 ore e ci sono anche discorsi tecnici di non facile comprensione ho pensato di farvi un bel riassunto sui pro e i contro che menzionano i 4 specialisti. Di seguito ho riportato le domande che sono state fatte ai quattro colleghi e le loro risposte.

Pro:

Contro

 

 

Le vostre domande:

Quando sterilizzare la cagna?

Un vecchio studio suggeriva che la sterilizzazione precoce riduceva il rischio di tumori mammari. Questo ha dato il via una campagna di sterilizzazione prima del primo calore quando in realtà poi è stato dimostrato che si riducono solo i tumori mammari su base ormonale (scarsamente aggressivi) e non tutti gli altri. Inoltre si è visto che la sterilizzazione prepubere aumenta l’incidenza di altri tumori. Oggi  quindi mai sterilizzare prima del primo calore. Un’altra motivazione è che si rischia di non terminare lo sviluppo dei genitali esterni (vulva troppo piccola) che poi provoca processi infiammatori cronici (vaginiti, uretriti, cistiti). Anche la comportamentista è concorde per un completamento dello sviluppo psicologico del cane. Il cervello infatti durante l’adolescenza si modifica sotto l’influsso degli ormoni.  La sterilizzazione precoce porta quindi a cani e gatti immaturi per tutta la vita (ansiosi, iperattivi).

 

Sterilizzare a che età?
Sterilizzare a che età?

In quale fase del ciclo sterilizzare la cagna?

Durante l’anestro, cioè la fase di riposo sessuale. Non durante l’estro per eccessivo sanguinamento e non nel diestro (periodo sucessivo all’estro di durata di 2 mesi circa) perché causerebbe abbassamento rapido del progesterone, potrebbe insorgere la lattazione. E’ consigliabile quindi aspettare 60 giorni dopo la fine del calore per effettuare la sterilizzazione.

Sterilizzare i gatti prima dei 3 mesi (domanda che fanno spesso gli allevatori) può creare problemi?

Non sappiamo con certezza quali conseguenze comportamentali avremo ma seguendo la logica togliamo tutta la fase della adolescenza e quindi si può presupporre lo sviluppo di seri problemi comportamentali. Anche l’anestesia su un paziente pediatrico è più complicata. Meglio più tardi quindi.

Quali sono i vantaggi e svantaggi di una castrazione chirurgica rispetto a una farmacologica? Qual è il farmaco più indicato?

Bisogna domandarsi se la sterilizzazione deve essere permanente o temporanea. Soprattutto nel gatto si richiede la temporanea. Oggi abbiamo a disposizione farmaci che sospendono l’attività riproduttiva, il suprerolin è il più usato, come impianto, registrato solo per il cane maschio, ma si usa per tutto. Nella cagna femmina per l’induzione del calore, nel gatto per la soppressione del ciclo riproduttivo per 12-24 mesi. E’ una molecola reversibile e dopo massimo 30 mesi il gatto torna normale. La castrazione chimica permanente ad oggi non c’è. Si sta facendo ricerca in questo senso. A volte si può ricorrere alla castrazione chimica se il rischio anestesiologico ad esempio è troppo elevato (cardiomiopatie dilatative, ipertrofiche ecc). Si può utilizzare a volte anche per ritardare la castrazione per problemi comportamentali, vedere se castrandolo il comportamento migliora o i famigliari riescono a gestirlo meglio, si usa quindi per prendere tempo in caso di disturbi comportamentali.




Quante volte è consigliato o possibile usare il suprelorin?

Non abbiamo dei dati in letteratura. In linea teorica potremmo ripeterlo per sempre. La valutazione è che se deve essere ripetuto più volte perché non ha pregio riproduttivo ha senso passare alla chirurgia a meno che non ci siano gravi controindicazioni anestesiologiche. Nel cane ogni 8-12-18 mesi, nel gatto fino a 30 mesi e quindi bisogna guardare fino a che fa effetto.

Un riproduttore a fine carriera bisogna sterilizzarlo?

Non ci sono indicazioni particolari se non ci sono patologie a carico di ovaio o utero. Bisogna ricordarsi che nel cane la sterilizzazione porta ad un aumento dell’incontinenza urinaria fino al 20% per un ridotto tono dell’uretra senza l’influenza ormonale (fino a 3-5 anni dopo l’intervento).

La vasectomia nel cane maschio può portare danni testicolari?

Se la vasectomia è fatta bene non da danni testicolari. Se la vasectomia è fatta da giovanissimi aumenta il rischio di 8 volte di tumori prostatici (è l’eiaculazione che riduce il rischio).

Nella cavia e nel coniglio conviene sterilizzare anche in età avanzata in caso di problemi ovarici o uterini?

La chirurgia in caso di problemi ovarici o uterine non può essere evitata, se invece parliamo di prevenzione questi animali rispondono benissimo al suprerolin. Visto che in questi soggetti l’anestesia è molto difficoltosa e pericolosa, (il tasso di mortalità sugli esotici sani arriva fino all’8%). Quindi con patologie in corso il rischio è ancora maggiore. Ovviamente se c’è una patologia in corso non si può evitare, per questo è meglio prevenire.

Sterilizzare la coniglia

Perché le cagne sterilizzate possono andare incontro a incontinenza urinaria?

Il tono della muscolatura liscia dell’uretra dipende dagli ormoni e quindi togliendo gli ormoni il tono si riduce e può andare incontro a incontinenza. Bisogna prima però scartare altre ipotesi come ureteri ectopici e vescica pelvica. Esistono anche chirurgie ricostruttive per aumentare il tono dello sfintere. Nelle femmine sterilizzate prima della pubertà è più frequente la comparsa di minzione emozionale.

In sede chirurgica si tolgono solo ovaie o ovaie e utero?

Se c’è un problema uterino l’utero va tolto. In un paziente sano oggi si tolgono solo le ovaie. Ci sono degli studi che hanno confrontato le due tecniche. L’ovarioisterectomia è più dolorosa dell’ovariectomia. L’utero lasciato in sede non da nessun problema. Togliendo l’utero non si aumenta il rischio di incontinenza urinaria, però visto che a volte la tecnica chirurgica non è corretta si traziona troppo sull’utero o si usa materiale da sutura che non va bene allora togliere l’utero può dare problemi di incontinenza. L’anestesista conferma che l’ovaristerectomia (togliere anche l’utero) è più dolorosa.

Sterilizzare in laparoscopia
Togliere solo le ovaie è più che sufficiente…

La castrazione nel cane maschio previene i tumori prostatici?

La castrazione predispone il paziente a sviluppare 8 volte di più  tumori prostatici e sono molto più aggressivi. Quindi è esattamente il contrario.

La chirurgia mininvasiva (ovariectomia laparoscopica) è vero che è la tecnica migliore?

Nel cane assolutamente si, è consigliata ed è il gold standard. Nel gatto non c’è differenza con la tecnica standard perché il taglietto è comunque molto piccolo.

Per una normale ovariectomia è necessaria la terapia analgesica postoperatoria?

Certo che si. Se è stata fatta una buona analgesia perioperatoria nel postoperatorio può bastare un trattamento antinfiammatorio.

Anche se viene fatta l’ovariectomia in laparoscopia, 24-48h di riposo postoperatorio ci vogliono. L’antibiotico non serve in questi tipi di chirurgia.

Ha senso castrare il cane perché è aggressivo?

L’unica forma di aggressività che la castrazione può attenuare è l’aggressività tra maschi da competizione sessuale. Tutti gli altri tipi di aggressività non vengono attenuate, anzi è contriondicata in pazienti ansiosi o fobici. Spesso la castrazione nel cane maschio aggressivo per ansia o paura peggiora. Nella femmina invece l’aggressività con la sterilizzazione può peggiorare, soprattutto l’aggressività fra femmine. Quindi riassumendo, decidere di sterilizzare per un problema comportamentale è un azzardo, si rischia di peggiorare la situazione.

 

Sterilizzare per problemi comportamentali non è indicato

Nei soggetti fobici che effetto ha la castrazione?

E’ più facile che peggiori, perché il testosterone serve a dare coraggio. Togliamo sicurezza. Favoriamo quindi le fobie e quindi potenzialmte anche l’aggressività.

Durante il cesareo è meglio sterilizzare e togliere o meno l’utero?

E’ preferibile lasciare l’utero e posticipare la sterilizzazione a un’altra volta. Perché ridurre al minimo il dolore per per la mamma che si dovrà occupare dei cuccioli è importantissimo. Alla mamma non si devono somministrare antinfiammatori ma si possono dare oppioidi, quindi, vietato lasciare la mamma con il dolore perché influisce negativamente sulla lattazione.

Tumori mammari e sterilizzazione? Previene veramente?

Era un vecchio studio ma non è più vero. Stiamo continuando a dare numeri statistici non più attendibili. In questo studio dicevano che sterilizzando prima del primo calore si azzerava praticamente il rischio di tumori mammari, dopo il primo calore si arrivava all’8% nell’incidenza di tumori, dopo il secondo si arrivava al 26%, dopo non c’era più prevenzione. Purtroppo questi numeri sono riferiti solo ai tumori mammari ormono indotti (quelli meno aggressivi). Nella cagna c’è una predisposizione genetica come nella donna (più aggressivi). Con la sterilizzazione precoce quindi non preveniamo i tumori mammari genetici. Anzi la sterilizzazione prepubere aumenta la probabilità di osteosarcomi, linfomi, mastocitomi nei retriver (molto maligni). Quindi resta sconsigliata la sterilizzazione prepubere. La sterilizzazione al momento della mastectomia è invece consigliata per evitare una recidiva al 56% di un altro tumore mammario (sempre poco aggressivo) nella fila controlaterale.

 

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