Sindrome vestibolare: Parla lo specialista!!!

sindrome vestibolare

Cari proprietari oggi ho il grande onore di avere come ospite su Amica Veterinaria la Dott.ssa Federica Balducci che ci parlerà della sindrome vestibolare nel cane e nel gatto. La collega per chi non la conoscesse è diplomata al College Europeo di Medicina Veterinaria e fa parte dell’equipe di neurologia dell’Ospedale Veterinario I Portoni Rossi (Bologna).

ci parla di sindrome vestibolare
Dott.ssa Federica Balducci.

Cara Federica è un enorme piacere averti come ospite su Amica Veterinaria, cominciamo dall’inizio: Che cos’è la sindrome vestibolare?

Prima di addentrarci nella spiegazione di cosa sia la sindrome vestibolare, spendo due parole per introdurre “il sistema vestibolare”.

Cos’è il sistema vestibolare e a cosa serve?

Il sistema vestibolare è una struttura pari, quindi presente sia destra che a sinistra ed è costituito da un nervo (nervo vestibolococleare) che origina a livello di orecchio, percorre un piccolo tratto all’interno dell’osso temporale, un osso del cranio, per terminare in un’area del cervello chiamata tronco encefalico.

Il sistema vestibolare è quella parte del sistema nervoso che regola l’equilibrio.

Quindi la sindrome vestibolare è una patologia che va a colpire l’equilibrio?

La sindrome vestibolare è un insieme di sintomi che ci indicano che c’è un danno a carico del sistema vestibolare di destra o di sinistra e che dipendono in parte dalla localizzazione del danno a livello vestibolare. Mi spiego meglio: se il danno è a carico del nervo alla sua origine (orecchio) parleremo di sindrome vestibolare periferica, se invece il danno è a carico dell’area del cervello in cui termina il nervo parleremo di sindrome vestibolare centrale.




 

Quali sono i sintomi della sindrome vestibolare? Sono facilmente riconoscibili?

Fortunatamente abbiamo dei sintomi caratteristici, che ci consentono praticamente sempre di riconoscere una sindrome vestibolare sia  periferica che centrale, vediamoli nel dettaglio:

  • TESTA RUOTATA DA UN LATO: sembra che il cane abbia un orecchio più “pesante” dell’altro;
  • NISTAGMO: gli occhi si muovono con movimenti a scatto in diverse direzioni dello spazio: orizzontale, verticale, rotatorio;
  • DIFFICOLTA’ DI EQUILIBRIO: alle volte anche drammatiche tanto da non consentire al nostro animale di stare in piedi o perfino di rotolare su se stesso;
  • ATASSIA: andatura incoordinata, sembra di vedere camminare un ubriaco;
  • CIRCLING: andatura in circolo;
  • STRABISMO: questo sintomo lo può vedere solo il veterinario;
  • VOMITO e NAUSEA.

Quali sono le cause della sindrome vestibolare?

Le cause dipendono strettamente dalla localizzazione del danno.

Per le sindromi vestibolari periferiche la cause più frequenti sono:

  • le OTITI che da esterne possono diventare medie (in seguito alla perforazione del timpano) e da medie diventare interne e coinvolgere quindi il nervo vestibolo-cocleare.
  • IDIOPATICA o GERIATRICA: molto spesso i pazienti anziani, in particolare i cani, sviluppano sindromi vestibolari periferiche. Vengono definite idiopatiche perché dopo avere effettuato tutto l’iter diagnostico non si evidenziano cause.
  • Neoplasie della bolla timpanica o delle strutture ad essa vicine.
  • Cause endocrine: ad es ipotiroidismo.

Per le sindromi vestibolari centrali le cause sono invece diverse , tra queste ricordiamo:

  • ictus o cause vascolari;
  • meningoencefaliti o cause infettivo-infiammatorie;
  • tumori del tronco encefalico;
  • traumi cranici.

Quanto è grave? E’ una situazione reversibile?

Questo dipende strettamente dalla causa e dalla localizzazione.

Infatti per quanto riguarda le sindromi vestibolari periferiche, in particolari quelle idiopatiche/geriatriche l’andamento è benigno e non necessitano di terapie se non quelle di supporto, in caso di otite media-interna è necessaria una pronta diagnosi e la corretta terapia, ma comunque la prognosi è buona.

Per quanto riguarda invece la sindrome vestibolare centrale, in questo caso dipende moltissimo dalla causa sottostante. La prognosi può essere molto buona in caso di ictus, ovviamente riservata in caso di meningoencefalite e riservata-infausta in caso di neoplasia.




 

Come si diagnostica una sindrome vestibolare?

Il primo passo è la visita neurologica, quindi riconoscere i sintomi e soprattutto distinguere tra sindrome vestibolare periferica e centrale. Nell’80% dei casi dalla visita clinica è possibile distinguere le due forme. Questo è importante non tanto per l’iter diagnostico che è lo stesso, ma per stilare una lista di diagnosi differenziali e soprattutto per la prognosi.

Il secondo passo sono gli esami collaterali: solitamente studio di risonanza magnetica o TC del cranio ed eventuale esame del liquido cefalorachidiano se necessario.

La risonanza magnetica ci consente di esaminare contemporaneamente sia le strutture che compongono l’orecchio, da cui parte il nervo vestibolococleare, che il cervello. In questo modo esaminiamo il sistema vestibolare nella sua completezza andando ad annullare quel 20% di incertezza che ci lasciava la clinica nella classificazione tra danno periferico o centrale.

Una volta fatta diagnosi esiste una terapia per la sindrome vestibolare?

Per quanto riguarda la terapia dobbiamo distinguere due aspetti: terapia sintomatica o di supporto e terapia “ eziologica”.

Molti pazienti con sindrome vestibolare hanno nausea, vomito e sono inappetenti o non vogliono bere, quindi per questi pazienti è necessaria una terapia di supporto che preveda l’idratazione e farmaci antiemetici. Inoltre si consiglia di farli stare “tranquilli” nei primi giorni poiché ogni cambiamento di posizione crea forti vertigini. Successivamente è buona cosa stimolarli a fare brevi passeggiate in modo da stimolare i normali meccanismi di compensazione.

Per quanto invece riguarda la terapia eziologica questa, come dice il termine dipende dalla causa sottostante.




 

La sindrome vestibolare idiopatica o geriatrica è una forma molto comune ma bisogna comunque indagare per averne la conferma?

Spendo due parole per questa forma, particolarmente comune che affligge i nostri amici più anziani. La causa della sindrome vestibolare geriatrica ad oggi è ancora sconosciuta, la diagnosi si fa per esclusione delle altre forme, tramite esami del sangue e risonanza magnetica. In questi pazienti tutti gli esami risultano nella norma. Nel cane è una forma molto frequente nel paziente anziano (10-14 anni) da cui il nome sindrome vestibolare geriatrica, nel gatto invece è comune anche nell’animale giovane/adulto. Come dicevo è piuttosto frequente, ha una insorgenza assolutamente acuta/iperacuta e spesso è caratterizzata da sintomi anche drammatici: vomito, impossibilità alla stazione, rotolamenti. Spesso i nostri “vecchietti” sono in ansia quando colpiti da questi sintomi, sono spaventati e molto a disagio. Inoltre per un paziente anziano il fatto di non mangiare e di non bere può costituire un problema da non sottovalutare, quindi è bene dare loro un supporto in tal senso il prima possibile.

La cosa positiva è che solitamente questa patologia ha un andamento assolutamente benigno, cioè tende a risolversi spontaneamente e necessita solo di terapia di supporto.

Non serve, anzi può essere controproducente, somministrare corticosteroidi (cortisone).

Anche per i pazienti più anziani, in assenza di patologie concomitanti che precludano all’anestesia generale, è indicato l’iter diagnostico di cui sopra, proprio per escludere cause più gravi.




 

Bhè…che dire di più! Sei stato chiara e gentilissima come sempre! Grazie infinite Federica da parte mia e di tutti i followers di Amica Veterinaria per queste preziose informazioni!

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