Cari Proprietari oggi abbiamo il piacere di avere come ospite la Dott.ssa Silvia Zordan che ci parlerà della sindrome di Conn nel gatto o iperaldosteronismo. La collega si occupa di medicina interna nella Clinica Europa a Ferrara e nell’ambulatorio di San Benedetto Val di Sambro (BO).

Dott.ssa Silvia Zordan

Ciao Silvia, grazie di partecipare ad Amica Veterinaria:

Cominciamo dall’inizio, da dove origina questa sindrome?

Dalle ghiandole surrenali (destra e sinistra) che sono organi situati in una regione denominata retroperitoneo e si trovano posizionate cranialmente ai reni. Sono suddivise in due zone, midollare e corticale, ciascuna delle quali è preposta alla sintesi e secrezione di diversi ormoni.

 

Che cos’è la sindrome di Conn nel gatto?

La sindrome di Conn chiamata anche iperaldosteronismo primario (o aldosteronismo primario) è una malattia della corticale del surrene caratterizzata da una secrezione eccessiva ed autonoma di mineralcorticoidi (principalmente aldosterone) che porta a ipertensione sistemica e/o ipokaliemia e rappresenta il disturbo corticosurrenalico più frequente nel gatto, nonché una importante causa di ipertensione arteriosa. Nel momento in cui si rileva in un paziente ipertensione e/o ipokaliemia spesso accade che questi dati vengano associati alla presenza di malattia renale cronica (malattia causale), trascurando il fatto che la stessa potrebbe invece essere la conseguenza della presenza dell’iperaldosteronismo; questo approccio medico, unitamente al fatto che non venga misurata routinariamente la pressione arteriosa nel gatto, fa sì che la sindrome di Conn risulti essere ad oggi sottodiagnosticata.

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Qual è la causa?

L’iperaldosteronismo viene classificato in primario e secondario:

  • Nell’iperaldosteronismo primario occorre una secrezione eccessiva ed autonoma di ormone (aldosterone) a causa di un tumore (benigno o maligno) o di tessuto iperplastico non tumorale  nella zona corticale del surrene. Questa forma di iperaldosteronismo è più frequente in gatti di età media/avanzata.
  • Nell’iperaldosteronismo secondario l’ipersecrezione di ormone è una risposta fisiopatologica secondaria alla presenza di altre malattie che causano ipovolemia (es. insufficienza cardiaca).

Quali sono i sintomi della sindrome di Conn nel gatto?

I sintomi clinici correlati alla carenza del potassio (ipokaliemia) sono rappresentati principalmente da:

  • debolezza muscolare (sviluppo di postura plantigrada degli arti posteriori, difficoltà a saltare, ventroflessione del collo)
  • che a volte progredisce fino a paresi flaccida,
  • ipotonia muscolare e difficoltà alla respirazione;
  • il sintomo correlato all’ipertensione arteriosa può essere cecità improvvisa causata da distacco retinico e/o emorragie intraoculari

E’ da tenere presente che non tutti i gatti con Sindrome di Conn primaria manifestano i segni clinici associati all’ipokaliemia o all’ipertensione arteriosa.

sindrome di Conn nel gatto

Come si fa diagnosi di Sindrome di Conn?

Nei pazienti in cui si identifica ipertensione arteriosa e/o ipokaliemia risulta quindi necessario verificare se i dati possono essere correlati alla Sindrome di Conn. A tal scopo nell’iter diagnostico si includono esami quali misurazione dell’aldosteronemia, misurazione dell’ARR (rapporto aldosterone-renina), misurazione dell’UACR (rapporto aldosterone : creatinina urinari), associati ad esami di diagnostica per immagini (ecografia addominale/TAC). Questi ultimi hanno alcuni limiti rappresentati dal fatto che alcuni tumori possono avere dimensioni così ridotte tali da non essere identificati (sono al di sotto della soglia di rilevamento) e, nel caso venga identificata una lesione, non permettere di distinguere se è un tumore funzionale o un incidentaloma (neoplasie corticosurrenaliche non funzionali).

 

 

Esiste una terapia per la Sindrome di Conn nel gatto?

Nel caso venga identificato un tumore ad una ghiandola surrenalica che provoca iperaldosteronismo primario la terapia di elezione è rappresentata dalla rimozione chirurgica della stessa (surrenalectomia monolaterale), soprattutto nel caso non siano state rilevate metastasi. Nei pazienti in cui si identifica invece un iperaldosteronismo primario che non può essere approcciato con la terapia chirurgica (evidenza di iperplasia di entrambe le ghiandole surrenaliche/neoplasia di una ghiandola surrenalica non operabile/presenza di metastasi/limitazioni economiche/presenza di altre patologie che limitano l’approccio chirurgico) è possibile istituire la terapia medica (integrazione di potassio, farmaci antipertensivi, farmaci bloccanti il recettore per l’aldosterone -spironolattone).

Qual è la sopravvivenza alla sindrome di Conn?

La prognosi legata alla rimozione completa di un tumore surrenalico in assenza di metastasi risulta essere eccellente (il tempo di sopravvivenza libero da malattia va da 1 a diversi anni); per quanto riguarda la prognosi legata all’approccio con terapia medica, risulta essere variabile e non sempre favorevole.

 

 

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