
Cari proprietari oggi voglio parlarvi della sindrome della diarrea emorragica acuta del cane, una patologia ad insorgenza improvvisa, piuttosto diffusa nei cani di piccola taglia, con una maggior incidenza negli Schnauzer nani.
Che cos’è la sindrome della diarrea emorragica acuta del cane?
La sindrome della diarrea emorragica acuta è caratterizzata dall’insorgenza acuta di diarrea liquida emorragica, ovvero con sangue rosso vivo, dovuta a necrosi della mucosa intestinale, ed è spesso accompagnata a vomito (a volte con sangue) e concomitante anoressia. Si sospetta che le tossine del Clostridium perfrigens possano svolgere un ruolo in questa patologia, ma non ci sono ad oggi certezze assolute sulla causa.
Cosa deve fare il proprietario?
La prima cosa da fare quando si sospetta che il proprio cane abbia la sindrome della diarrea emorragica acuta è recarsi dal veterinario, infatti bastano poche ore di diarrea e vomito emorragico sostenuto per ridurre un cane in pericolo di vita. Può succedere che un cane giunga in pronto soccorso in decubito laterale dopo poche ore dall’insorgenza dei sintomi. Perdendo velocemente liquidi con la diarrea e il vomito il cane può andare incontro a shock ipovolemico e sepsi. 
Sintomi della sindrome della diarrea emorragica acuta del cane:
- Diarrea liquida rosso vivo
- vomito con sangue o senza
- abbattimento ingravescente
- anoressia
- mucose asciutte
- tachicardia
- respiro affannoso
- ipo o ipertermia
Questi ultimi quattro segni clinici, insieme all’ipoglicemia, l’ipovolemia e alla variazione del numero di globuli bianchi, possono far sospettare al veterinario l’insorgere della setticemia.
La sindrome della diarrea emorragica acuta del cane si può curare?
La cura per un cane che mostra i segni clinici della sindrome della diarrea emorragica acuta molto spesso può essere fatta solo in regime di ricovero, anche se il cane può sembrare in condizioni non gravi. Questo avviene perché nella maggior parte dei casi il “tracollo” può giungere da lì a 12-24 ore con segni di grave disidratazione e ipoglicemia. 
La terapia per la sindrome della diarrea emorragica acuta del cane:
La terapia è prima di tutto a base di fluidi, per correggere quanto prima la disidratazione. In caso di ipoglicemia poi sarà necessario integrare il glucosio e le eventuali carenze di elettroliti persi con la diarrea e il vomito. È molto importante che il cane non smetta di alimentarsi perché altrimenti i danni all’intestino sarebbero più gravi, quindi bisogna somministrargli pasti piccoli e frequenti di cibo iper digeribile, anche forzatamente. In aggiunta possono essere necessari farmaci antivomito, gastroprotettori, antidolorifici e probiotici per l’intestino. La maggior parte dei cani migliora visibilmente entro le prime 24 ore; solo un quarto circa dei pazienti con sindrome della diarrea emorragica acuta necessita di terapia antibiotica che di solito è ad ampio spettro.
Perché non si dà antibiotico a tappeto a tutti?
Per scongiurare il pericolo dell’antibiotico resistenza ovviamente! Oltre al fatto che somministrare un antibiotico ad un intestino già danneggiato causerà inevitabilmente disbiosi intestinale con magari un allungamento del periodo di ripresa.
Quali esami vengono effettuati per la sindrome della diarrea emorragica acuta del cane?
Di solito durante l’ospedalizzazione vengono fatti degli esami del sangue che servono a definire quanto è grave la situazione; i più importanti sono:
- Emocromo
- Glicemia
- Emogas
- Profilo biochimico
- Esame delle feci + Test per Parvovirus
Può inoltre essere utile fare un’ecografia addominale per verificare che non ci siano altri motivi di sanguinamento, come ad esempio delle ulcere o dei tumori. 
Il cane può guarire?
In linea di massima sì! Ma non bisogna assolutamente temporeggiare. Risulta facile capire che se si interviene all’insorgere dei primi sintomi i danni saranno lievi e magari non si andrà incontro alla setticemia, se invece il cane arriva ipotermico, steso sul fianco, non responsivo agli stimoli in shock ipovolemico ahimè bisognerà poi fare i conti con tutti i potenziali danni agli organi che possono subentrare (danni renali, disturbi della coagulazione ecc.). Tendenzialmente se tutto va bene il ricovero va dalle 24 alle 48 ore nei casi semplici, infatti la maggior parte dei cani impiega circa 12 ore per essere adeguatamente reidratato con la fluidoterapia. Il ricovero può protrarsi se dovessero servire trasfusioni di sangue o di albumine con conseguente incremento dei costi di gestione. Cari Proprietari, se vi è piaciuto l’articolo lasciate un mi piace e condividetelo!
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