Cari proprietari oggi parliamo di rinite linfoplasmocellulare nel cane (può colpire a volte anche il gatto). Sebbene non sia grave tanto da mettere a rischio la vita del vostro cane è una patologia snervante per il proprietario perchè cronica e non di facile risoluzione. Ma partiao dal principio.

Che cos’è la rinite linfoplasmocellulare?

La rinite linfoplasmacellulare (RLP) è una malattia infiammatoria della mucosa nasale. Purtroppo è una forma di rinite cronica e ingravescente. Fra le patologie che colpiscono le cavità nasali è sicuramente frequuente nel cane mentre nel gatto è decisamente più rara. 

 

Qual è la causa della rinite linfoplasmocellulare?

Ad oggi ancora non si conosce una causa precisa. La teoria più probabile è che sia un’alterazione ed eccessiva risposta infiammatoria della mucosa nasale a seguito di stimoli ripetuti da parte di allergeni, batteri, miceti inalati frequentemente dal cane.

Quali sono i sintomi della rinite linfoplasmocellulare?

I sintomi sono aspecifici e possono indicare altre patologie delle cavità nasale:

  • scolo nasale muco-purulento (le infezioni batterice si sovrappongono alla rinite linfoplasmocellulare portando a pus)
  • starnuti
libro

 

Come si fa diagnosi di rinite linfoplasmocellulare?

Molte altre malattie delle cavità nasali hanno sintomi sovrapponibili ed è quindi necessario un iter diagnostico che prevede:

  • radiografie in anestesia
  • rinoscopia e biopsie 
  • la TAC può servire a completamento del quadro clinico. La rinoscopia infatti a volte non riesce essere approfondita a causa del molto muco e pus presente. La valutazione dei seni nasali e dei turbinati può essere solo parziale e quindi la Tac può darci informazioni aggiuntive.

 

Cosa evidenzierà l’istologia delle biopsie nasali?

Il quadro di infiltrato infiammatorio ricco di plasmacellule è tipico di questa patologia ma aspecifico. Aspecifico vuol dire che anche altre malattie possono presentarlo (come ad esempio l’aspergillosi), ecco perchè l’iter diagnostico nella sua completezza ci fornisce la diagnosi.

Esiste una terapia per la rinite linfoplasmocellulare del cane?

Solitamente la rinite linfoplasmocellulare subisce molte terapie alla cieca prima di arrivare a un percorso diagnostico. Le classiche terapie antibiotiche e cortisoniche fatte in prima istanza senza una diagnosi funzionano molto bene perchè l’antibiotico distrugge i batteri che si sovrappongono alla rinite e il cortisone fa parte della terapia indicata. Purtroppo però i sintomi si ripresentano appena la terapia viene sospesa.

rinite linfoplasmocellulare cane

Esiste una cura definitiva?

Non è così semplice. La terapia è immunosoppressiva e quindi presenta diversi effetti collaterali. La terapia deve essere somministrata per lunghi periodi, ciclicamente e la guarigione è difficile. La terapia si basa su:

  • prednisone o prednisolone per bocca alla dose di attacco immunosoppressiva per 15 giorni a scalare poi fino ad arrivvare alla dose minima efficace.
  • gastroprotettori per contrastare gli effetti collaterali dei cortisonici
  • terapia antibiotica per 15 giorni per abbattere la carica batterica

In pazienti nei quali la somministrazione di steroidi per lunghi periodi è sconsigliata oppure in quegli animali dove sono evidenti gravi effetti collaterali da cortisonici è possibile seguire un protocollo farmacologico alternativo che prevede l’uso di piroxicam (antinfiammatorio non steroideo associato a antibiotico (doxiciclina).

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