Cari proprietari oggi parliamo di una delle malattie che ho sempre considerato tra le più spaventose: la rabbia nel cane. Come prima precisazione voglio dirvi che la rabbia nel cane è la stessa malattia che colpisce anche l’uomo, la volpe, il gatto e molti altri mammiferi.

Che cos’è la rabbia canina?

La rabbia è una malattia infettiva provocata dal Lyssavirus un genere di virus a singolo filamento negativo di RNA, appartenente alla famiglia dei Rhabdoviridae. E’ una zoonosi, cioè una malattia che gli animali possono trasmettere all’uomo. La rabbia è una malattia per la quale una volta comparsi i sintomi non c’è cura ed è una delle poche malattie al mondo con una letalità del 100%.

 

Come si trasmette la rabbia dal cane all’uomo e fra animale e animale?

La rabbia si trasmette attraverso il morso di un animale malato. Il virus infatti è secreto ad alte concentrazioni nella saliva. A volte trovate scritto nei testi anche attraverso graffi ma si intende che la saliva di un animale infetto entri in contatto con ferite aperte, abrasioni o graffi appunto di un uomo o di un altro animale. Il concetto è che la trasmissione avviene attraverso la saliva infetta che entra in contatto con il sangue.

Rabbia nel cane

Quali animali vengono colpiti dalla rabbia?

La rabbia colpisce pontenzialmente tutti i mammiferi ma sono i carnivori ( animali che possono mordere di fatto)  a garantirne la diffusione. Abbiamo:

  • la rabbia silvestre: che funge da serbatoio per la malattia colpendo gli animali selvatici come volpi, lupi, orsi, procioni, pipistrelli ecc…possono essere colpiti anche gli erbivori come cervi, caprioli ma ovviamente questi animali non contagiano altri animali;
  • la rabbia urbana: colpisce cani randagi e cani di proprietà, gatti, animali da cortile e infine l’uomo.

Come è facile comprendere il punto critico della diffusione della malattia è il contatto tra animali selvatici e domestici e il randagismo canino diventa la fonte principale di contagio.

Rabbia nel cane

Come si replica il Lyssavirus ?

Il periodo di incubazione varia molto da 2 a 8 settimane in cui il Lyssavirus si replica a livello periferico e risale i nervi per arrivare al cervello. Più il morso è vicino alla testa più l’animale si ammala in fretta. Una volta arrivato al cervello provoca encefalite e compaiono i sintomi. Dal cervello arriva alle ghiandole salivari dove si replica massivamente pronto per essere trasmesso con il morso.

 

Quali sono i sintomi della rabbia nel cane?

L’encefalite provocata dal Lyssavirus può provocare due forme cliniche:

  • la rabbia paralitica: in cui prevale l’atassia e poi la paralisi fino a che non sopraggiunge insufficienza respiratoria, coma e morte, rappresenta il 25% dei casi.
  • la rabbia furiosa: i sintomi neurologici si manifestano con  irrequietezza, tremori, mioclonie, delirio, bava alla bocca, aggressività marcata verso qualsiasi cosa, oggetti, animali, persone, alterazione della voce con ululati e latrati dal tono alterato e particolarmente caratteristico (per chi ha esperienza di questa malattia). Questi sintomi durano qualche giorno (3-4) in cui il cane vaga mordendo tutto ciò che gli capita a tiro fino a che non muore. Questa forma rappresenta il 75% dei casi.
Rabbia nel cane

Dove il randagismo incontra la povertà e le baraccopoli la rabbia trova il suo ambiente ideale di diffusione

La rabbia era in passato conosciuta come idrofobia:

Quando i sintomi diventano evidenti il cane (ma anche l’uomo e gli altri animali) hanno una fase in cui hanno grande difficoltà nel deglutire  a causa dei deficit neuromuscolari provocati dalla malattia. L’impossibilità di deglutire porta l’animale a non riuscire a bere e ad avere reazioni di aggressività o spavento nei confronti dell’acqua. Da qui il nome idro-fobia e cioè paura dell’acqua. L’impossibilità di deglutire è il meccanismo responsabile anche della “bava alla bocca”, non potendo deglutire la saliva si accumula in bocca e aumenta la possibilità di trasmettere il contagio con il morso. (Un meccanismo ingegnoso da parte del virus).

In Italia è presente la rabbia?

No. L’Italia attualmente è indenne da rabbia. L’ultima epidemia, dopo quasi 13 anni di assenza è ricomparsa con alcuni focolai dal 2008 al 2011 in Friuli Venezia Giulia, la provincia di Belluno e le province di Trento e Bolzano. Questi casi sono arrivati dalla vicina Slovenia e Croazia dove la rabbia è ancora presente. Queste ultime epidemie sono state eradicate con la vaccinazione orale delle volpi. Il nostro paese ha quindi riottenuto lo stato di indennità dalla rabbia nel 2013.

 

La rabbia nel mondo:

Si stima che ogni anno nel mondo ci siano circa 50000 persone che muoiono di rabbia. E’ un numero sottostimato visto che la maggior parte dei casi si presenta in Asia e Africa in cui molti malati non arrivano al sistema sanitario nazionale. Negli Stati Uniti infatti, nonostante la malattia sia presente i casi sono pochissimi visto la facilità di accedere all’immunizzazione post contagio e alla politica di vaccinazione degli animali domestici.

Esiste una cura per la rabbia nel cane?

Abbiamo detto che, una volta comparsi i sintomi la rabbia è una malattia sempre letale. Per l’uomo però esiste la possibilità oltre al vaccino preventivo anche un trattamento post esposizione (o post contagio). Nel cane invece è diverso e si applica l’articolo 86 e 87 del Regolamento di Polizia Veterinaria che qui riassumo molto:

  • per il cane morsicatore si predispone sempre l’isolamento domiciliare per 10 giorni in cui sono vietati ogni tipo di trattamente immunizzante. Dopo 10 giorni  un veterinario asl andrà a controllare che non abbia sviluppato sintomi. Se dovesse essere sintomatico viene abbattuto.
  • per il cane morsicato da un altro animale riconosciuto rabido si predispone il sequestro per 6 mesi e “nel caso che l’animale venga sottoposto a vaccinazione antirabbica post-contagio da iniziarsi non oltre 5 giorni per ferite alla testa e non oltre 7 giorni negli altri casi dal sofferto contagio, il predetto periodo di osservazione può essere ridotto a mesi 3 o anche a mesi 2 se l’animale si trova nel periodo di protezione antirabbica vaccinale pre-contagio” (articolo 87 del Regolamento di Polizia Veterinaria).

Che cos’è l’Immunizzazione post-contagio nell’uomo?

Se un uomo viene morso da un animale potenzialmente rabido, dopo aver pulito chirurgicamente e disinfettato la zona dove è avvenuto il morso, si effettua una somministrazione di siero immune (gammaglobuline anti Rabbia) più il vaccino nei giorni 0 (ovvero il giorno del contagio), tre, sette, quattordici e trenta. Questa “vaccinoterapia” risulta essere molto utile in quanto, nella rabbia, l’immunità artificiale (protezione) del soggetto può essere stimolata efficacemente nel corso del periodo d’incubazione della malattia.

Rabbia nella volpe

La vaccinazione preventiva nell’uomo: si fa solo se c’è una alto rischio di esposizione.

Il trattamento pre-contagio si effettua solo quando c’è un rischio reale di contrarre la Rabbia, e consta nella somministrazione di un vaccino inattivato, un richiamo dopo tre settimane e successive vaccinazioni annuali.

 

 

La vaccinazione antirabbica nel cane e nel gatto è l’unico sistema per prevenire la malattia:

I vaccini contro la Rabbia per gli animali da compagnia, disponibili in Italia, sono: i vaccini inattivati NOBIVAC® RABBIA, RABIGEN MONO, RABISIN®, VANGUARD®. A differenza di ciò che si pensa comunemente non sono vaccini “pesanti” o “pericolosi” o con più effetti collaterali rispetto ai soliti vaccini. Si può vaccinare il cucciolo a partire dai 3 mesidi vita e poi a seconda del tipo di vaccino la si fa una volta all’anno o ogni 3 anni.

Il vaccino per la rabbia nel cane e nel gatto è obbligatorio ?

No, per chi vive o si sposta all’interno del territorio italiano il vaccino per la rabbia non è più obbligatorio. E’ invece obbligatorio per andare all’estero con il proprio cane o proprio gatto (deve essere effettuato almeno 21 giorni prima di partire). E’ obbligatorio anche per chi vuole venire in Italia dall’estero. Anche per partecipare alle Expo non è più obbligatorio da gennaio 2020. Per recarsi in alcuni stati come il Regno Unito è necessaria la titolazione anticorpale. Ne ho parlato anche nel video:

 

 

 

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