Cari proprietari oggi parliamo della Pseudorabbia nel cane e nel gatto, conosciuta anche come “Malattia di Aujeszky” o “Morbo di Aujeszky” “paralisi infettiva bulbare” o “prurito furioso”.

Cos’è la pseudorabbia?

La pseudorabbia è una malattia infettiva contagiosa propria dei suidi ma che può colpire altri mammiferi. Maiale e cinghiali sono identificati come ospiti primari o serbatoi, mentre gli altri mammiferi, tra cui il cane e il gatto, vengono definiti “ospiti accidentali”. Si tratta di una malattia virale causata da Suid Herpesvirus-1 (SHV-1), l’herpesvirus dei suini.

 

Come si infettano cane e gatto?

Normalmente, gli herpesvirus sono specie-specifici, ovvero non si trasmettono tra specie diverse, poiché ogni herpes ha il suo ospite di “elezione”, abbiamo infatti l’herpesvirus canino e l’herpesvirus felino; tuttavia, SHV-1 rappresenta una eccezione e può essere trasmesso dal suide ai mammiferi. Nonostante il virus abbia un resistenza in ambiente che può arrivare al massimo a 7 giorni, la via di infezione è quasi esclusivamente diretta, ovvero per contatto da suide infetto a cane o gatto.

 

La trasmissione avviene principalmente attraverso:

  • Inalazione: si verifica quando c’è un contatto molto ravvicinato tra il suide e il cane o il gatto che permette uno scambio tramite respiro;
  • Ingestione di carni o visceri crudi del suide infetto;
  • Ferite cutanee, maggiormente tramite morsi o zannate.

Il gatto è un animale per natura molto diffidente, per questo motivo la probabilità di infettarsi è bassa, ed è imputabile principalmente all’ingestione di visceri crudi. Il cane, invece, è un animale di per sé più curioso, inoltre, è protagonista nella caccia al cinghiale, motivo per cui è più soggetto a scontri che possono esitare in una infezione da questo virus.

pseudorabbia

contatto e convivenza tra cane e maiale possono portare a contagio. Per fortuna nei maiali di allevamento esiste il vaccino.

Come si presenta la pseudorabbia nel cane?

Una volta penetrato nel cane, Il virus effettua una prima replicazione (si duplica in maniera esponenziale) nel luogo in cui è penetrato, oppure nei linfonodi più vicini. Dopo di che, il virus invade i nervi periferici, il cervello e il midollo spinale causando una encefalite  (infiammazione del cervello).

 

Quali sono i sintomi della pseudorabbia nel cane?

L’incubazione della malattia (periodo che intercorre tra l’infezione e la comparsa dei sintomi) è generalmente molto breve, ma può variare dai 2 ai 10 giorni. I sintomi più frequenti sono:

  • Anoressia;
  • Depressione e letargia;
  • Talvolta alternanza di fasi depressive e fasi in cui è molto eccitato, ma senza comparsa di aggressività (come invece abbiamo nella Rabbia);
  • Difficoltà nella deambulazione;
  • Respiro accelerato e spesso difficoltoso;
  • Prurito: è il sintomo più rappresentativo della malattia. Solitamente il prurito è localizzato nel punto di ingresso del virus o nella parte del muso, ed è talmente forte che, spesso, l’animale arriva ad automutilarsi;
  • Ipersalivazione;
  • Cambiamenti della “voce”;
  • Vomito;
  • Diarrea;
  • Crisi convulsive;
  • Coma;
  • Morte rapida entro 24-48 h in cane e gatto

Come si fa disgnosi di pseudorabbia?

La diagnosi definitiva di Pseudorabbia, nel cane e nel gatto, si fa attraverso la PCR (test molecolare). Nella pratica però, la malattia porta a morte in brevissimo tempo, la diagnosi quindi è quasi sempre clinica o post-mortem. Per via della somiglianza di alcuni sintomi, questa malattia viene messa in diagnosi differenziale con la rabbia. In Italia la rabbia urbana è stata eradicata quindi basta controllare le vaccinazioni ed eventuali viaggi recenti. La diagnosi è fondamentalmente basata sulla clinica e sull’anamnesi, i sintomi così caratteristici associati all’ingestione di carne di cinghiale o di maiale crudi o a uno scontro diretto con i cinghiali lascia pochi dubbi.

In questo video è evidente il sintomo di “prurito furioso” tipico della malattia.

La pseudorabbia si trasmette all’uomo?

Nonostante esistano casi segnalati di infezione nell’uomo, non viene considerata una zoonosi. Nell’essere umano, tuttavia, non causa complicanze importanti, potrebbe presentarsi un lieve prurito che scompare in pochi giorni ma è quasi sempre asintomatica. Secondo alcuni nuovi studi però, potrebbero esserci delle varianti del virus più aggressive nei confronti dell’uomo.

 

Esiste una cura per la pseudorabbia?

Purtroppo, la malattia è mortale al 100% nel cane e nel gatto e, ad oggi, non esiste nessuna cura.  Possono essere somministrati anestetici e anticonvulsivanti per evitare le convulsioni ma non potranno comunque salvare l’animale, per questo motivo è raccomandata la soppressione al fine di evitare sofferenze inutili.

pseudorabbia

Come si previene la pseudorabbia?

Attualmente non esistono vaccini per cani e gatti nei confronti di SHV-1, per questo motivo l’unica prevenzione è evitare le situazioni di contagio. Cani e gatti che vivono in prossimità di allevamenti suini non dovrebbero essere lasciati liberi di girovagare senza sorveglianza. Gli allevatori amatoriali di suini o cacciatori non dovrebbero dare carcasse di suidi morti ai propri animali domestici (ricordate che la carne cruda, anche se controllata, può rappresentare un rischio per i nostri animali soprattutto per quanto riguarda le infestazioni da parassiti). Negli allevamenti però, la malattia è tenuta sotto controllo, non solo esistono i vaccini per i suini, ma gli allevatori sono obbligati a denunciare i casi sospetti, e vengono messe in atto misure atte a contenere il rischio. Il rischio maggiore è rappresentato quindi dai cinghiali, che non possono essere controllati; per questo motivo è opportuno che i cacciatori, o coloro che passeggiano nei boschi, stiano attenti e siano informati.

 

La diffusione della pseudorabbia in Italia:

I piani di vaccinazione per eradicare la malattia negli allevamenti sta dando buoni frutti, il problema restano i cinghiali. La malattia di fatto è endemica e non si conosce esattamente la diffusione nella popolazione selvatica.

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