Cari proprietari prima di parlarvi della prostatite nel cane vi consiglio di leggere l’articolo che ho scritto in precedenza sull’iperplasia prostatica benigna visto che alcuni concetti di base sono gli stessi. L’iperplasia prostatica benigna infatti è una causa predisponente alla prostatite anche se a volte la prostatite può avvenire indipendentemente da essa.

Che cos’è la prostatite nel cane?

La prostatite nel cane è come indica il nome una infiammazione e infezione della prostata. La prostatite si può presentare in forma acuta o cronica. Mentre la forma cronica non da sintomi particolari se non ipofertilità (rappresenta quindi un problema solo per gli stalloni) la forma acuta è molto frequente e colpisce cani di tutte le età e di tutte le razze.

Prostatite nel cane

Quali sono i sintomi della prostatite nel cane?

Il sintomo più tipico di questa malattia che ci semplifica di molto la diagnosi è la perdita di gocce di sangue dall’uretra. Voi proprietari ve ne rendete conto perché incominciate a trovare goccioline di sangue in giro per casa o nella cuccia. La prima cosa a cui si pensa è che il cane si sia ferito. Questo sintomo tuttavia non è detto che compaia così chiaramente e soprattutto se un cane vive fuori può non essere notato.

Altri sintomi sono:

  • Letargia, febbre, inappetenza
  • Andatura rigida sul posteriore
  • Le urine possono essere scure (ma non è detto)
  • Dolore alla defecazione (a volte)

In caso di sospetto di prostatite nel cane cosa farà il veterinario?

In seguito al sospetto di prostatite il veterinario eseguirà un’ispezione rettale con il dito (anche se è molto dolorosa e quindi alcuni preferiscono evitare questo passaggio che solitamente non fa altro che confermare che c’è un ingrossamento della prostata). Il secondo passaggio sarà l’ecografia della prostata. Quando c’è prostatite le immagini ecografiche lasciano ben pochi dubbi.




 

In cosa consiste la terapia della prostatite nel cane?

Se anni fa si consigliava la castrazione oggi grazie anche alla consapevolezza che gli ormoni maschili hanno una loro utilità (leggi l’articolo sulla castrazione e sulla sterilizzazione) si cerca di evitare in prima battuta. Infatti la prostatite soprattutto acuta e in assenza di cisti prostatiche o ascessi risponde bene alla terapia medica. La terapia si basa sull’utilizzare di Ypozane per 7 giorni e di antibiotico per 28 giorni (importante che siano 28 giorni altrimenti si rischia la recidiva). I primi giorni si può aggiungere un antinfiammatorio per controllare il dolore.

La prostatite nel cane può guarire?

La prostatite acuta nel cane risponde molto bene alla terapia e nonostante l’iniziale guarigione la possibilità di recidiva esiste. Per questo motivo è consigliabile fare un’ecografia alla prostata ogni sei mesi per controllare la situazione. Se dovesse recidivare si può ripetere il ciclo terapeutico oppure optare per la castrazione che metterà a riposo la prostata per sempre.

 

E in caso di cisti prostatiche o ascessi?

Le cisti prostatiche se di piccole dimensioni (1 cm circa) possono essere alcoolizzate per via ecoguidata con buoni risultati (si aspira il contenuto della ciste e si inietta alcol puro in sedazione) intraprendendo comunque la terapia per la prostatite a seguire. Se invece sono presenti cisti molto grandi o ancor peggio ascessi prostatici la cosa si complica. In questi casi la castrazione viene raccomandata contestualmente al trattamento chirurgico delle cisti e/o ascessi.

Prostatite nel cane

Se il cane ha un notevole valore riproduttivo cosa si può fare?

In questo caso vi raccomando di farvi seguire da un collega specializzato in riproduzione che sceglierà la strategia terapeutica migliore per il caso specifico e vi seguirà nel monitoraggio onde evitare l’evoluzione in prostatite cronica e ipofertilità.

Per la prostatite nel cane la cosa fondamentale è il monitoraggio e il controllo. La castrazione è un rimedio che sicuramente funziona ma merita di essere discusso con voi proprietari e valutato di caso in caso.




 

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prostatite nel cane