Parvovirosi nel cane e nel gatto!!!

parvovirosi nel cane e nel gatto

Cari proprietari oggi vi voglio parlare di una terribile malattia infettiva che spaventa molto i neoproprietari di cuccioli: la parvovirosi!

La parvovirosi esiste sia nel cane che nel gatto. Il virus però è diverso tra le due specie e non c’è contagio crociato. Nel gatto la malattia prende nome di Panleucopenia felina. I sintomi sono sovrapponibili nelle due specie.

Parvovirosi canina o gastroenterite virale: che cos’è?

La malattia è causata da un virus, il parvovirus canino (anche CPV, sigla di Canine Parvovirus), comparso per la prima volta nella seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso tra i cani domestici in Europa.

La parvovirosi colpisce i cani adulti non vaccinati ma soprattutto i cuccioli. È causata dal parvovirus, un virus estremamente contagioso e particolarmente resistente, soprattutto negli ambienti esterni.

La parvovirosi ha due organi bersaglio: il cuore e l’intestino. Le due patologie che può causare sono quindi miocardite o gastroenterite. La miocardite colpisce soprattutto i neonati dando morte improvvisa e come manifestazione del virus  in via di scomparsa, probabilmente per un’immunità acquisita dagli animali nel corso del tempo, e oggi la malattia causa soprattutto gastroenterite.

le cucciolate sono a rischio parvovirosi

Le forme più gravi possono provocare la morte del cane colpito, immediata o nell’arco di 2-3 giorni. Come per tutti i virus non esiste una cura specifica per questa malattia. Si interviene con terapie di sostegno per aiutare l’animale a superare la fase più critica, rinforzandone l’organismo e contrastando le conseguenze secondarie della malattia.

La comparsa del virus determinò un’epidemia di miocardite e gastroenterite diffusa tra i cani di tutto il mondo. Oggi la malattia è meno frequente, grazie anche allo sviluppo di vaccini efficaci, ma non è stata debellata.

Chi sono i soggetti più a rischio di contrarre la parvovirosi?

Sono più colpiti i cuccioli fra i 30 giorni e i 3 mesi di vita, anche se in realtà forme acute possono colpire cani di qualsiasi razza, sesso ed età. Tuttavia sembra che alcune razze come il Rottweiler, i Labrador, i Dobermann, i Pastori tedeschi, gli Alaskan malamute e gli American Staffordshire terrier siano più sensibili.




 

Come si trasmette la parvovirosi?

La prima brutta notizia è che questo virus è resistentissimo nell’ambiente.

Il parvovirus  è in grado di sopravvivere anche per mesi negli ambienti esterni, inoltre può diffondersi ovunque, anche nell’ambiente domestico, veicolato da animali e oggetti infetti. È anche resistente all’azione dei detergenti normalmente usati per la pulizia della casa. La candeggina (diluizione 1:30 con acqua) è l’unico disinfettante efficace contro questo virus.

Il contagio è di tipo oro-fecale, ossia ha luogo tramite il contatto tra la bocca del cane e feci o oggetti contaminati dal virus. L’ambiente tipico in cui avviene il contagio è quello esterno, per esempio un parco cittadino frequentato da molti cani o un altro ambiente dove i cani socializzano.

La seconda brutta notizia è che le possibilità di infezione sono piuttosto alte, dal momento che il virus è contenuto in abbondanza nelle feci degli animali infetti.

Resta una sola buona notizia e cioè che fortunatamente, solo il 20% circa degli animali infettati sviluppa la malattia. Inoltre, con opportuni cicli di vaccinazioni potrete risparmiare al vostro amico a quattro zampe questo rischio.

Come agisce la parvovirosi?

Il periodo di incubazione tra il momento dell’infezione e la comparsa dei primi sintomi è generalmente di 3-7 giorni. Il virus aggredisce dapprima i linfonodi nella gola, dove resta in incubazione per poi riprodursi e invadere il flusso sanguigno. Quindi aggredisce tipicamente il midollo spinale e le pareti intestinali; nel midollo spinale attacca le cellule del sistema immunitario, mentre sulle pareti dell’intestino aggredisce villi e microvilli, provocando la distruzione della mucosa intestinale e i conseguenti sintomi.




Quand’è che dovete preoccuparvi e sospettare che il vostro cane abbia la parvovirosi?

Se il vostro cucciolo ha:

– vomito,

– diarrea emorragica (inizialmente può essere normale e poi diventare emorragica),

-inappetenza,

– depressione,

– anoressia

-febbre alta che poi con l’aggravarsi dello stato del paziente può normalizzarsi.

Come vi ho già accennato nell’articolo sul cucciolo la diarrea e vomito portano in breve tempo a una condizione di disidratazione, ipotensione e ipoglicemia che può avere conseguenze fatali, specialmente negli animali più giovani nei quali, in assenza di interventi terapeutici, la morte sopraggiunge entro poco tempo.

Nel caso invece della miocardite da parvovirosi invece le cose cambiano:

Innanzitutto questo tipo di infezione si sviluppa o quando la madre trasmette la malattia durante la vita intra uterina o quando i cuccioli si infettano a età inferiore alle 8 settimane di vita. Occhio che in questo caso spesso vengono colpiti tutti i cuccioli della cucciolata e che si può sviluppare o subito una forma miocardica o a seguito di una forma enterica. I sintomi sono:

  • morte improvvisa;
  • episodio breve di dispnea, lamenti, conati di vomito e morte;
  • insufficienza cardiaca congestizia, preceduta o meno da lieve diarrea, che si manifesta in cuccioli fra le 6 settimane e i 6 mesi di vita

cucciolo colpito da parvovirosi

Se sospettate la parvovirosi nel vostro cucciolo (vomito e diarrea) correte dal veterinario:

Come spesso accade aspettare non è una cosa saggia soprattutto quando si tratta di cuccioli. Una visita tempestiva da parte del veterinario consente di intervenire rapidamente sia per arrivare a una diagnosi, sia per avviare una terapia. I sintomi di questa patologia sono comuni anche ad altre malattie, perciò il veterinario dovrà visitare accuratamente l’animale e procedere anche a test clinici per capire esattamente quale sia il problema.

Il test ELISA (sigla dell’inglese Enzyme Linked ImmunoSorbent Assay, comunemente detto test immunoenzimatico) può essere eseguito con relativa rapidità e aiutare a determinare la presenza di infezione da parvovirus, anche se può dare falsi negativi e falsi positivi, in determinate circostanze. Diciamo quindi che il solo test ELISA non è molto affidabile.

Di solito la certezza diagnostica la si ha quando all’emocromo si presenta una grave leucopenia (ovviamente in presenza dei sintomi sopracitati).

Se si ha una cucciolata con cagnolini morti per un sospetto di parvovirosi, si può portare il corpo all’Istituto Zooprofilattico dove effettueranno autopsia ed esami istologici sui tessuti. Avere la diagnosi certa è importante nel caso di allevamenti o luoghi dove soggiorneranno altri cani.




 

Come curare la parvovirosi nel cane:

Cari proprietari questo punto è importantissimo e gioca un ruolo fondamentale fra la vita o la morte del vostro amico a quattro zampe!

A prescindere dal fatto che la gastroenterite virale è una malattia gravissima che spesso non lasci scampo le cure di sostegno intensive sono fondamentali per aumentare le à di un esito favorevole.

Cosa farà il veterinario se sospetta la parvovirosi e che iter vi si prospetta?

Essendo una patologia estremamente contagiosa non tutte le strutture accettano il ricovero di questi pazienti. Ovviamente è necessaria una lunga ospedalizzazione con assistenza medica sia diurna che notturna. Il vostro cucciolo verrà messo in isolamento  da altri animali e il personale medico lo maneggerà solo con guanti, camici e strumenti a lui dedicati.

L’Iter terapeutico si basa sull’obiettivo di contrastare:

  • dolore
  • vomito

Sarà necessaria la fluidoterapia endovenosa. Obiettivo importante è combattere:

  • disidratazione
  • alterazioni metaboliche
  • alterazioni elettrolitiche
  • infezioni batteriche.

Per fare questo verranno fatti quotidianamente esami del sangue (emogas e emocromo).Si somministreranno perciò fluidi per via endovenosa e farmaci per combattere vomito e diarrea, antibiotici per combattere le infezioni batteriche causate dai danni alle pareti intestinali. In casi particolarmente gravi può essere necessario ricorrere alla trasfusione di sangue o ad altre cure specifiche. Bisogna poi provvedere all’alimentazione del cane, che eventualmente in un primo periodo potrà avvenire mediante un sondino rinogastrico o esofageo. L’alimentazione forzata è fondamentale per sostenere l’animale, soprattutto se riesce a trattenere qualcosa e non vomitare.

Nel caso di diagnosi tempestiva e trattamento terapeutico adeguato, nella maggior parte dei casi si ha una buona guarigione, con recupero completo e sviluppo di immunità al virus.




 

Come prevenire la parvovirosi:

L’avvento di vaccini efficaci ha consentito di ridurre l’impatto di questa malattia, che non va comunque sottovalutata.

Il cane appena nato gode di un certo periodo di protezione grazie agli anticorpi provenienti dall’organismo della madre. Sono anticorpi che però diminuiscono nel corso del tempo, lasciando i nostri piccoli amici vulnerabili nei confronti di una serie di patologie, compresa la gastroenterite virale causata dal parvovirus, perciò si provvede generalmente ad avviare la profilassi vaccinale attorno alle 6-8 settimane di vita del cucciolo, in modo da ridurre al minimo le possibilità che contragga l’infezione. Possibilità che comunque sono più elevate nel periodo in cui gli anticorpi materni riducono la loro efficacia e l’organismo del cucciolo non ha ancora risposto in modo completo al vaccino.

Anche qui c’è una brutta notizia: a volte se il protocollo vaccinale non è stato fatto nei tempi corretti il vostro amico può non essere coperto e quindi contrarre lo stesso la malattia. Il consiglio è quello di fare la titolazione degli anticorpi.

Anche un cane adulto che non sia mai stato vaccinato può ricevere la vaccinazione.  Per quanto riguarda questo discorso vi rimando all’articolo sui vaccini che troverete sempre sul blog!

Il grande dilemma di quando far uscire il cucciolo la prima volta!!!

parvovirosi nel cane e nel gatto

Su questo punto io ho sempre trovato moltissimo da discutere…molto spesso si sente dire di non portarlo fuori fino a copertura vaccinale completata e cioè 3 mesi circa, anche di più a volte! Io su questo punto non sono molto d’accordo! Anche se sono veterinaria do sempre molta importanza alla socializzazione del cucciolo e quindi i miei cani li ho sempre portati fuori in aree poco contaminate. Evitavo appunto le aree cani, i parchi cittadini e tutti quei posti con alto passaggio di cani! Preferivo la campagna, i boschi, magari organizzando incontri con cani adulti equilibrati vaccinati e sverminati!

Ma questa è la mia opinione. Sono contraria alla clausura per principio. Inoltre noi con le nostre scarpe possiamo portare in casa il virus (soprattutto se frequentiamo ambienti dove c’è un alto passaggio di cani).

IMPORTANTE:
Se avete avuto in casa un cucciolo che è purtroppo morto di Parvorirosi, non cedete alla tentazione di prenderne subito un altro: il virus persiste nell’ambiente per mesi e mesi, quindi conviene disinfettare con candeggina  più e più volte, per tempi prolungati.




La parvovirosi nel gatto:

 Il parvovirus felino (FP) è il virus che causa la panleucopenia felina.. I gatti più esposti al contagio sono i gattini, tra le quattro e le dodici settimane di età, e gli adulti che non sono stati vaccinati contro il virus.

In entrambi i casi la malattia va presa molto seriamente perché il parvovirus distrugge i globuli bianchi, compromette l’apparato digerente ed indebolisce il sistema immunitario del gatto, esponendolo al rischio maggiore di infezioni da batteri o da altri virus. Nelle forme acute la panleucopenia porta rapidamente alla morte.

Il quadro è sovrapponibile alla parvovirosi del cane anche se come vi ho detto sono virus diversi e specie-specifici.

I principali sintomi del parvovirus nel gatto sono:

  • diarrea;
  • vomito;
  • perdita di appetito;
  • letargia (il gatto appare apatico e disinteressato a quello che lo circonda);
  • febbre;
  • convulsioni;

I gatti più a rischio sono quelli che vivono in condizioni di sovraffollamento, come spesso capita purtroppo nei rifugi. L’igiene scrupolosa degli ambienti di vita del gatto, la vaccinazione ed i controlli preventivi sui gatti randagi, prima che entrino per la prima volta in casa o nei gattili, sono misure sufficienti a scongiurare gran parte dei rischi di contagio.

Per quanto riguarda il discorso terapia valgono le stesse cose del cane e quindi non starò a ripetermi.

Spero di avervi fornito informazioni utili.

Ricordatevi l’importanza di una terapia di sostegno intensiva per aumentare le probabilità di sopravivenza!

Se l’articolo vi è piaciuto ricordatevi di condividerlo!

Ricordate che mi trovate sempre sulla pagina Facebook Amica Veterinaria dove potrete essere sempre aggiornati sui nuovi articoli che pubblico e casi clinici particolari! Sulla pagina mi trovate anche  per rispondere quasi istantaneamente alle vostre domande!!!

parvovirosi nel cane e nel gatto

Potrebbe interessarti anche:

Avvelenamento nel cane e nel gatto!

Colpo di calore nel cane, cosa fare?

Morso di vipera nel cane: come comportarsi!

Ipotermia nel cane e nel gatto! Una vera urgenza!

Calcoli vescicali e ostruzione uretrale!

Anemia emolitica immunomediata nel cane!!!

Ferita da morso nel cane e nel gatto!

Se il cane o il gatto non urina è un’urgenza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.