Pancreatite nel cane e nel gatto: parla lo specialista!

Cari proprietari oggi abbiamo come ospiti le colleghe Veronica Degli Amori DVM gpCert SAM e Tania Venturoli DVM gpCert SAM che ci parleranno di pancreatite nel cane e nel gatto.

Dott.ssa Veronica Degli Amori
Dott.ssa Veronica Degli Amori

 

Dott.ssa Tania Venturoli
Dott.ssa Tania Venturoli

Le due colleghe lavorano presso il Centro veterinario Anzola.

Ciao Veronica, ciao Tania e benvenute su Amica Veterinaria, oggi ci parlate di una patologia molto frequente nei cani e nei gatti, cominciamo dall’inizio: Cos’è la pancreatite?

La pancreatite è un’infiammazione del pancreas esocrino.

Il pancreas è una ghiandola sia esocrina che endocrina dell’apparato digerente che produce enzimi necessari alla digestione delle proteine e dei grassi.

(Definizioni: le ghiandole esocrine versano il loro secreto all’esterno del corpo o in cavità comunicanti con l’esterno come l’intestino in questo caso, le ghiandole endocrine secernono ormoni che restano all’interno del corpo).

La parte esocrina produce enzimi enzimi vengono secreti in forma inattiva e, una volta arrivati nell‘intestino tenue vengono attivati ed esplicano la loro funzione digestiva.

La parte endocrina produce  ormoni come insulina e glucagone che sono gli ormoni che regolano la glicemia (articolo sul diabete).

Quando il pancreas si infiamma, parte degli enzimi digestivi vengono liberati in sede e la danneggiano, a volte anche in maniera molto seria.

La pancreatite può essere distinta in acuta e cronica e, soprattutto nel gatto, questa infiammazione può coinvolgere altri organi dello stesso apparato (fegato e intestino tenue, cosiddetta triadite).

 

pancreatite

Quali sono le cause della pancreatite?

Sono molteplici:

  • infiammatorie,
  • infettive,
  • traumatiche,
  • neoplastiche,
  • di origine alimentare: infatti si sospetta anche che un’alimentazione ricca di grassi possa causare pancreatite anche se ci sono pochi lavori scientifici al riguardo.
  • farmaci: bromuro di potassio, calcio, L-asparaginasi, azatioprina, organofosforici, furosemide.
  • Nel gatto una delle cause può essere anche una caduta dall’alto!

Può capitare però che la causa rimanga sconosciuta.

 

 

Esistono predisposizioni di età o di razza?

Ci sono razze canine predisposte, come gli Schnauzer nani. Altre razze colpite più frequentemente sono boxer, cavalier King Charles spaniel, cocker, barboncini.

A parte questo, diciamo che dipende dalle cause. In generale non c’è una spiccata predisposizione di età o sesso.

pancreatite

Quali sono i sintomi della pancreatite?

Sia nel cane che nel gatto i sintomi principali sono:

  • anoressia,
  • nausea,
  • dolore addominale (più evidente nel cane, che può assumere un tipico atteggiamento “a preghiera” mentre i gatti manifestano poco il disagio),
  • vomito,
  • Si può notare un colore giallo delle mucose (ittero).
  • Se il livello di calcio ematico risulta basso (possibile, in caso di pancreatite) si possono osservare tremori e prurito del muso.

 

Come si fa diagnosi di pancreatite?

Innanzi tutto è fondamentale una visita clinica per confermare il sospetto poi si dovranno fare esami del sangue ed ecografia addominale. Tra i valori alterati segnaliamo spesso (ma non sempre) diminuzione del calcio, rialzo di amilasi e bilirubina, leucocitosi. Nel gatto possiamo avere anche aumento delle transaminasi (enzimi epatici).

Tra gli esami, oltre al profilo biochimico di base, è importante eseguire la misurazione della lipasi pancreatica specifica, che soprattutto nel cane è di fondamentale ausilio diagnostico.

Una volta fatta diagnosi quali sono le terapie?

La pancreatite è una patologia che non si può gestire a casa, soprattutto nelle prime fasi, quando l’animale non mangia o se è itterico. Deve fare fluidoterapia in vena, farmaci antinausea, antidolorifici, eventualmente antibiotici, integratori vari.

E’ inoltre fondamentale cominciare a rialimentare prima possibile il paziente, soprattutto se è un gatto. Un valido supporto è il sondino gastroesofageo, che può essere gestito anche a casa nelle fasi successive per somministrare i farmaci.

Sarebbe opportuna una dieta con scarso tenore di grassi ed enzimi pancreatici durante la malattia.

Nelle pancreatiti acute, una volta superata la fase critica non è richiesta una dieta specifica di mantenimento.

In caso di pancreatite cronica il gatto può raramente sviluppare diabete mellito e/o insufficienza pancreatica esocrina.

 

 

Si può morire di pancreatite?

Dipende dalle cause e dall’entità del danno: le pancreatiti neoplastiche e le necrotizzanti sono associate a peggiore prognosi.

Sicuramente in tutti i casi non è una patologia da sottovalutare. La diagnosi precoce e l’intervento tempestivo possono davvero fare la differenza.

Grazie care colleghe vi ringrazio infinitamente da parte mia e anche da parte di tutti i lettori di Amica Veterinaria per questa intervista. Sono sicura che sarà utile a molti!

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