Pacemaker nel cane: quando, come e perchè!

pacemaker

Cari proprietari dopo un’intera giornata passata in cardiochirurgia mi sono resa conto che non vi ho mai parlato di uno miei miei argomenti preferiti: il pacemaker nel cane !

Cercherò di parlarvi di questo argomento in modo chiaro e comprensibile visto che in realtà non lo è per niente!!!!

Partiamo da capire quando il pacemaker può essere utile:

A volte il cuore di un cane (più raramente nel gatto) può andare incontro a quelle che vengono chiamate genericamente bradiaritmie.

Con questo termine si indicano tutte quelle alterazioni del ritmo cardiaco che portano a una frequenza molto molto bassa (40-30 battiti al minuto). Se è vero che a volte i nostri cani possono arrivare a queste frequenze durante il sonno profondo purtroppo questo numero di battiti non è assolutamente sufficiente per far arrivare la giusta quantità di sangue e quindi di ossigeno ai vari organi durante le normali attività giornaliere. Il primo organo a risentirne è il cervello e il primo sintomo è quindi lo svenimento (sincope).

Come si scopre se il proprio cane ha una bradiaritmia?

Di solito se ne accorge il veterinario curante in due modi:

1- accidentalmente durante una visita di routine;

2- quando il paziente viene portato in visita perchè sviene.

Non tutte le bradiaritmie (motivo per il quale spesso si scoprono accidentalmente) danno sintomi clinici ma quando questi sono presenti, l’animale può mostrare intolleranza all’esercizio, letargia, sincope e anche segni di insufficienza cardiaca congestizia (di solito nelle fasi più tardive).

 Le razze Schnauzer nano e West Highland White terrier sono le più sensibili alla sincope.

 




 

Quanti tipi di bradicardia ci sono?

Ve le elenco giusto per amor di cronaca ma per un profano non è facile comprendere le differenze, non statevi quindi a fissare su queste definizioni, a voi deve interessare solo il concetto che il cuore non batte sufficientemente veloce per mantenere una adeguata perfusione dei tessuti:

Le aritmie che richiedono l’impianto del pacemaker nel cane sono:

1- Bradicardia sinusale;
2- Blocco o arresto sinusale;
3- Sick sinus sindrome o sindrome del seno malato;
4- Arresto atriale;
5- Blocco atrioventricolare (quello di terzo grado è il più grave)

aritmie in cui può servire il pacemaker
Uno schema molto semplice per spiegare come nasce il blocco atrioventricolare!!!!

Esiste anche un’altro caso in cui si mette il pacemaker, per una patologia che è praticamente l’opposto e cioè la tachiaritmia refrattaria alla terapia. In parole semplici se il cuore batte a velocità elevatissime si va a fare la distruzione per mano dell’uomo delle vie di conduzione, e poi si impianta il pacemaker! E’ una sorta di reset da parte nostra, distruggiamo artificialmente le vie di conduzione che stanno facendo battere il cuore all’impazzata e riprendiamo il controllo con un pacemaker che impostiamo alla giusta velocità.

Quali sono le cause delle bradiaritmie?

Escludendo tutte le cause uomo dipendenti come intossicazioni da farmaci o analgesici, abbiamo alcune malattie che portano a bradiaritmie come l’iperkaliemia (aumento del potassio spesso per danno renale) o l’ipotiroidismo! In questo caso bisogna curare la patologia sottostante. Ci sono però dei casi dove il problema è proprio a carico del cuore, processi infiammatori (miocarditi) o infiltrativi (sostituzione fibrosa delle cellule cardiache, ischemia, tumori) che vanno a distruggere le vie di conduzione dello stimolo elettrico che fa battere il cuore. Se queste vengono colpite lo stimolo elettrico non passa e di conseguenza il cuore non batte. Questi sono i casi in cui si rende necessario l’impianto del pacemaker.

 




 

Cosa dovete fare se il veterinario scopre che il vostro cane ha una bradiaritmia?

Mi sembra molto intuitivo…dovete recarvi da un cardiologo che vi faccia visita cardiologica completa, tracciato ECG e ecocardiografia. Una volta che avete la diagnosi definitiva probabilmente verrete indirizzati al centro specialistico più vicino che effettua questo tipo di intervento!

Importante: se il vostro cane ha un’evidente bradiaritmia è inutile perdere tempo con l’esecuzione di un’esame Holter e aspettarne la lettura! L’esame Holter per intenderci è quel macchinino che resta attaccato al cane per 24 h per registrare il suo ECG, serve in quei casi in cui l’aritmia viene sospettata ma non è visibile in visita dal veterinario, oppure in determinate razze come il dobermann per contare quante extrasixstoli ha in 24h (dato che indica una possibile oppure no evoluzione in cardiomiopatia dilatativa).

Come funziona l’impianto del pacemaker?

batteria del pacemaker che va impiantata sottocute.

Il vostro cane verrà sottoposto ad anestesia (ovviamente non priva di rischi in questo caso specifico) e attraverso un semplice accesso chirurgico verrà inserito un catetere contenete un elettrodo stimolatore attraverso la vena giugulare fino al cuore. Qui l’elettrodo verrà posizionato e lasciato all’interno del cuore rimanendo collegato a una batteria che verrà alloggiata in una tasca sottocutanea a livello del collo del vostro amico! Qui la batteria resterà per tutta la sua durata (più o meno 10 anni).

Come sarà il postoperatorio dell’impianto del pacemaker?

Il vostro cane dovrà indossare una fasciatura rigida circa per un mese per impedire i movimenti del collo e permettere quindi la cicatrizzazione ben salda dell’elettrodo all’interno del cuore. Sarete poi chiamati a controlli ripetuti nei mesi a seguire per controllare il funzionamento corretto della batteria.

Ovviamente sarà obbligatorio l’uso della pettorina per tutta la vita del cane!!!

 




 

Quali complicanze possono esserci dopo aver messo il pacemaker?

Ovviamente il mio racconto è estremamente semplicistico ma le complicanze durante la chirurgia sono sempre in agguato e a volte il paziente può morire durante la procedura o subito dopo il risveglio.

Però non voglio spaventarvi, mettere il pacemaker non è poi così pericoloso:

Innanzitutto l’impianto di pacemaker è una pratica ampiamente utilizzata in medicina veterinaria per il trattamento delle bradicardie sintomatiche.
La percentuale di successo dell’intervento chirurgico è pari al 98,1% con l’1,9% di soggetti deceduti. Le complicanze maggiori riscontrate sono rappresentate da dislocazione dell’elettrocatetere ed erosione o dalla formazione di sieroma  della tasca cutanea in cui è alloggiata la batteria.
Se invece consideriamo il tasso di sopravvivenza a più lungo termine, ossia a 1, 3 e 5 anni abbiamo percentuali di soppravivenza rispettivamente di 86, 65 e 39%.

Cosa succede se non mettete il pacemaker?

La risposta è drammatica, il vostro amico andrà incontro a morte improvvisa.  Di solito in un tempo variabile di 2-6 mesi dalla diagnosi.

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