Osteosarcoma nel cane: sintomi, diagnosi e prognosi!

osteosarcoma

Cari proprietari oggi vi parlo di uno dei tumori che fa più paura nel cane e cioè l’osteosarcoma.

L’osteosarcoma è il tumore osseo più frequente nel cane e infatti rappresenta circa il 75% delle neoplasie ossee.

Riconoscere precocemente l’osteosarcoma è importante:

Come vi dico sempre voi proprietari giocate un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce.

L’osteosarcoma è molto doloroso quindi, visto che colpisce prevalentemente gli arti, il cane inizierà a zoppicare. A un’attenta palpazione dell’arto interessato potrete notare una sporgenza o gonfiore, duro alla pressione, di consistenza ossea, corrispondente al punto di insorgenza della neoplasia. La zoppia non tende a diminuire, ma anzi si aggrava. Se ci sono questi segni deve essere portato al più presto dal veterinario.

Attenzione perché a volte l’osteosarcoma si presenta sulle ossa piatte come cranio, mandibola, scapola, bacino oppure sulle coste o vertebre. Questo punto di insorgenza è più raro ma comunque da tenere in considerazione.

La scapola e la mandibola fra tutte le ossa piatte sono un punto di insorgenza frequente ma insidioso in quanto si fa più fatica notare il gonfiore, solo un’attenta palpazione ci può far rendere conto di una tumefazione.

Quando è invece coinvolto il cranio con crescita verso l’interno o il tumore ha colpito le vertebre i sintomi possono essere molto vari e difficili da interpretare, solitamente comprendono sintomi neurologici.




 

Chi sono i soggetti più colpiti dall’osteosarcoma?

La fascia di età in cui si manifesta con maggiore frequenza è fra i 6 e i 12 anni, ma purtroppo può verificarsi anche nei giovani.

Sono più colpiti i soggetti di razze grandi e giganti.

Quali ossa vengono colpite più frequentemente dall’osteosarcoma?

La localizzazione dell’osteosarcoma più frequente è “vicino al ginocchio” (estremità distale del femore o estremità prossimale di tibia) o  “lontano dal gomito” (estremità prossimale dell’omero o estremità distale di radio).

osteosarcoma estremità distale del radio
osteosarcoma all estremità distale del radio

Come si fa diagnosi di osteosarcoma?

La diagnosi è piuttosto semplice e consiste nella radiografia dell’arto colpito.

Più difficile è individuarlo quando si localizza nel cranio o colonna vertebrale, in questo caso la TAC è necessaria.

Sulle ossa lunghe degli arti l’alterazione radiologica è evidente, si presenta come lisi ossea della corticale e può essere tanto grave da portare a fratture patologiche.

L’ aspetto radiografico può essere simile a quello della osteomielite in particolare ad eziologia fungina, bisogna anche differenziarlo da altri tumori primitivi dell’ osso come il condrosarcoma, il fibrosarcoma, l’ emangiosarcoma, le metastasi da tumori sviluppati in altre sedi, il mieloma, il linfoma, anche le micosi sistemiche, le infezioni batteriche, le cisti ossee.

Quindi è fondamentale  procedere con una biopsia e successivo esame istopatologico.

osteosarcoma

Istologia dell’osteosarcoma:

L’ aspetto istologico varia da un tipo di tumore all’ altro e può anche variare fra diverse zone dello stesso tumore. Per questo motivo campioni bioptici piccoli portano ad errori diagnostici: è fondamentale far esaminare la parte anatomica dopo l’ asportazione chirurgica.




 

 Terapia dell’osteosarcoma:

Come vi ho già detto più genericamente nell’articolo sui tumori del cane e del gatto la stadiazione del paziente oncologico è fondamentale prima di procedere con la terapia. Per stadiazione si intende l’insieme di tutti quegli esami collaterali che ci possano fornire informazioni utili sull’estensione e quindi operabilità del tumore, la presenza o meno di metastasi e che quindi ci diano il quadro completo della condizione del paziente affinchè si possa intraprendere l’iter terapeutico più adatto a lui.

Generalmente la terapia consiste nell’ amputazione dell’arto coinvolto e nella somministrazione di chemioterapici.

La scelta terapeutica terrà conto di eventuali metastasi e loro localizzazione, della presenza di sindromi paraneoplasiche, delle condizioni generali del paziente e quindi dalla prognosi che ha il paziente.

osteosarcoma

Si può guarire? Quali sono i tempi di sopravvivenza nei pazienti colpiti da osteosarcoma?

Per questo tipo di tumore purtroppo non ho buone notizie da darvi per quanto riguarda la prognosi.

Le metastasi purtroppo sono molto frequenti, prevalentemente polmonari e ossee.

Con il trattamento di sola amputazione o asportazione del tumore il tempo di sopravvivenza medio va da 3 a 5 mesi il paziente infatti va incontro a malattia metastatica anche se le metastasi non erano visibili al momento della diagnosi. Questo tempo può essere prolungato associando all’amputazione la chemioterapia arrivando a circa 1 anno di sopravvivenza.

Per l’ osteosarcoma che si sviluppa a carico di mandibola, mascella , orbita, scapola vertebre, costole si ha una prognosi di pochi mesi anche se trattato con escissione chirurgica e chemioterapia.

Quando l’osteosarcoma aggredisce le ossa lunghe degli arti la prognosi migliora a patto che lo si diagnostichi molto precocemente perché metastatizza velocemente. Ovviamente in questi casi l’amputazione dell’arto coinvolto è necessaria.

I tempi di sopravvivenza più lunghi si osservano quando l’ osteosarcoma si sviluppa a carico delle parti distali degli arti.

Livelli elevati di fosfatasi alcalina nel siero di cani con osteosarcoma indicano una prognosi peggiore.

La  sede omerale prossimale (vicino alla spalla per intenderci) è un fattore prognostico negativo.

La localizzazione scapolare del tumore porta un ridotto tempo di sopravvivenza.




 

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