
Cari proprietari, oggi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’ormai nota “legge Brambilla”, che prevede modifiche al codice penale in materia di reati contro gli animali. Ho letto tantissimi titoli sensazionalistici e post sui social molto poco attinenti alla realtà, quindi proverò a spiegare alcune delle questioni principali su cui si è fatta estrema confusione. Ovviamente questo articolo non pretende di essere un trattato giuridico, non è mia competenza: vorrei solo aiutare a risolvere un po’ di dubbi che si sono inevitabilmente creati dopo la notizia dell’approvazione della legge. Ci tengo a ringraziare l’Avvocato Salvatore Cappai che ci ha concesso una diretta per aiutarci a capire i punti fondamentali, se vi interessa l’argomento ho pubblicato la diretta su Instagram!
Cosa è cambiato con la legge Brambilla sui reati contro gli animali?
Con la legge Brambilla è stato cambiato il Titolo IX-bis del Libro II del Codice penale, che si occupa dei delitti contro gli animali: prima ci si riferiva a “dei delitti contro sentimento per gli animali”, quindi si tutelava l’emozione negativa delle persone verso i maltrattamenti sugli animali; adesso è stato modificato in “dei delitti contro gli animali”, quindi si è passibili di denuncia per il danno arrecato all’animale in quanto essere senziente, non perché qualcuno potrebbe soffrirne. Si tratta di piccoli passi avanti anche a livello culturale, si passa da tutela indiretta a diretta, anche se è importante capire che le norme sono rimaste sostanzialmente le stesse. Ha senso quindi smorzare sia le voci entusiaste che quelle che dicono che non è cambiato niente: per farvi un parallelismo, anche il termine animalicidio è entrato nel codice penale solo nel 2004 e all’epoca molti la ritenevano una modifica inutile, mentre adesso è visto come un cambiamento apprezzabile. La sensibilità in generale sull’argomento è molto diversa rispetto ad anche solo trent’anni fa, quando uccidere un cane o un gatto non avrebbe suscitato lo sdegno che invece provoca oggi.
Con la legge Brambilla sono considerati esseri senzienti e non più cose?
In realtà la risposta è no: a livello normativo nel nostro diritto civile gli animali rimangono “res”, ovvero cose, però il tentativo è quello di specificare che la tutela legale riguarda direttamente l’animale. Ricordiamoci comunque che esistono diverse normative a vari livelli, ad esempio a livello Europeo già dal 2009 sono considerati esseri senzienti.
Con la legge Brambilla è diventato illegale uccidere gli animali?
Anche il titolo acchiappa-like che recita che “con la legge Brambilla finalmente uccidere animali è reato”, magari riferendosi all’orrenda abitudine di sbarazzarsi delle cucciolate non volute buttandole nei campi (è terribile ma purtroppo succede, pensate ai cuccioli di maremmano di cui vi avevo parlato qualche tempo fa) è fuorviante: uccidere animali per crudeltà o senza necessità NON è diventato reato ora, LO ERA GIÀ! Questa legge infatti non introduce reati nuovi, ma inasprisce le pene per quelli già esistenti.
A livello sanzionatorio con la legge Brambilla cosa succede se qualcuno fa volontariamente male ad un cane o ad un gatto?
Le modifiche apportate dalla legge Brambilla sono molte e differenti, ma mediamente possiamo dire che hanno inasprito, spesso raddoppiato, le pene previste precedentemente. Vediamone alcune insieme:
Uccisione di animali:
come abbiamo detto era già reato e la pena andava dai 4 mesi ai 2 anni, mentre adesso è aumentata da 6 mesi a 3 anni ed a questa si applica, NON in alternativa ma IN AGGIUNTA una multa che può andare dai 5.000 fino ai 30.000 euro, cosa che non era prevista prima. Sono previste aggravanti se il reato è commesso con sevizie o prolungando volutamente le sofferenze dell’animale, passando alla reclusione da 1 a 4 anni e da 10.000 a 60.000 euro di multa.
Maltrattamento animali:
prima erano previsti da 3 a 18 mesi OPPURE la multa. Adesso siamo passati a reclusione dai 6 mesi a 2 anni e multa da 5.000euro a 30.000 CONGIUNTA, quindi non una pena oppure l’altra.
Combattimenti tra animali:
è considerato responsabile chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate che possono mettere in pericolo l’integrità fisica degli animali; la pena viene estesa a chiunque partecipi a qualsiasi titolo, ovvero anche essere semplici spettatori o scommettitori è passibile di denuncia. Le pene sono aumentate rispetto a prima, prevedendo la reclusione da due a quattro anni.
Abbandono di animali:
prima punita con l’arresto fino ad un anno (perché si tratta di una contravvenzione e non di un delitto) a cui si aggiungeva una sanzione da 1.000 a 10.000 euro, che ora è salita da 5.000 fino a 000. Lo stesso vale per chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro salute ed etologia.
Traffico illecito di animali (le famose puppy farm):
chiunque al fine di procurare a sé stesso o altri un ingiusto profitto, reiteratamente e con attività organizzate introduce animali da compagnia senza identificazione o passaporti individuali è punito con multe che vanno dai 6.000 a 30.000 euro e reclusione da 4 a 18 mesi. Le pene sono aumentate rispetto a prima ma onestamente, vista la portata del fenomeno e del business che ne deriva, avrei sperato meglio. Se consideriamo che i cuccioli di bouledogue francesi vengono venduti anche a 1500-2000 euro l’uno, una multa da 30.000 euro non è un grande deterrente. Oltretutto con questi mesi previsti di reclusione la probabilità che queste persone finiscano in carcere è pressoché nulla, perché tendenzialmente in Italia le pene per tutti i delitti sotto una certa soglia (indicativamente 4 anni) vengono risolte con sanzioni o lavori socialmente utili. Rimangono comunque le conseguenze di un procedimento penale. Le pene sono aumentate anche per i privati (quindi non società organizzate) che introducono illegalmente cuccioli, passando da 100 a 1.000 euro a 200 a 2.000 euro.
Confisca e pene accessorie:
è stata fatta un’aggiunta che prevede l’impossibilità di abbattere o alienare a terzi uno o più animali durante il corso di indagini per maltrattamento, uccisione (anche tentata), combattimento, spettacolo vietato, traffico illecito di animali da compagnia. In pratica, una persona indagata non può uccidere o trasferire ad altri la proprietà dei suoi animali fino alla sentenza definitiva.
La legge Brambilla prevede aggravanti?
Sì, la legge Brambilla prevede aggravanti in caso di:
- Fatto commesso davanti a minori: sia per la tutela del minore stesso, ma anche perché è un soggetto debole e che può essere influenzato o educato in maniera negativa
- Fatto commesso su più animali: pericolosità sociale maggiore
- Diffusione dei fatti attraverso foto, video o strumenti informatici o telematici: questo è rilevante vista la spasmodica ricerca della viralità sui social che ha portato anche ragazzini ad accanirsi su animali per filmarsi e pubblicare online.
Nella legge Brambilla sono coinvolti anche altri animali o si tratta solo di cani e gatti?
I reati relativi al maltrattamento di animali sono applicabili a tutti, che siano selvatici, da reddito o domestici.
Con la legge Brambilla è vietata la caccia?
Le pratiche di caccia, di macellazione, di pesca, allevamento, trasporto, sperimentazioni scientifica, attività circensi, giardini zoologici (ed altri) sono regolamentate e non sono da configurarsi come maltrattamento o uccisione senza necessità. Diverso è se vengono imposte sofferenze inutili all’animale.
Con la legge Brambilla sarà ancora possibile detenere i cani alla catena?
Un cambiamento importante dettato dalla legge Brambilla è che viene finalmente vietato utilizzo di catena o strumento similare su tutto il territorio nazionale. Prima era a discrezione regionale, quindi in un comune potevi avere il divieto, nell’altro la libertà di usarla e nell’altro ancora potevi usarla ma con limiti di lunghezza. Adesso non si può e basta. La sanzione amministrativa va da 500 a 5.000 euro a meno che non si configuri il maltrattamento, allora siamo nella casistica di cui sopra (penale).

Il cittadino che assiste cosa può fare per denunciare?
In teoria basta la testimonianza ma avere delle prove fotografiche o video è meglio. Si tratta di reati perseguibili d’ufficio, ovvero una volta fatta la segnalazione alle autorità giudiziarie queste devono procedere con le indagini, anche senza una denuncia formale. Ricordate che in questi casi tutte le forze dell’ordine (polizia, vigili, carabinieri…) fungono da autorità giudiziaria e sono quindi tenute a raccogliere e trasmettere la denuncia inoltrata dal cittadino. Non esiste il “non siamo competenti”.
Per concludere:
Penso che queste sanzioni possano essere un ottimo deterrente se applicate in maniera sistematica, bisogna sperare che così venga fatto ed in futuro inasprire ulteriormente le pene (per me non sono mai abbastanza ma capisco che sia una sensibilità individuale) ed un passettino alla volta dare anche a tutti gli animali il riconoscimento ufficiale di essere senzienti e non più solo cose con le relative tutele. Se l’articolo vi è piaciuto mettete like e condividetelo!
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1 Comment
Ciao, l’anno scorso hanno ucciso il mio gatto apposta, immagino anche chi può essere stato, so che la legge Brambilla è entrata in vigore da qualche mese, quindi anche volendo il responsabile non può essere più denunciato?, grazie..