Cari proprietari oggi voglio parlarvi di una malattia poco conosciuta e non molto frequente ma che ha sintomi caratteristici: la miastenia gravis nel cane e nel gatto.

Prima di parlare della miastenia gravis devo però fare una premessa anatomica:

Esiste un punto di giunzione fondamentale (che spesso non viene considerato) tra nervo e muscolo che è fondamentale per garantire il movimento sia nostro che del cane e del gatto: la placca neuromuscolare. La placca neuromuscolare ve la dovete immaginare come una sorta di piccola ventosa terminale del nervo che va ad attaccarsi alla fibra muscolare. Stiamo parlando di una struttura microscopica ovviamente ma è il punto di contatto fra nervo e muscolo. Senza la placca neuromuscolare i nostri nervi non riuscirebbero a comunicare al muscolo di contrarsi.

Come è fatta la placca neuromuscolare?

Non voglio entrare troppo nello specifico ma vi devo dare poche e semplici informazioni di base affinchè possiate capire in cosa consiste la miastenia gravis nel cane e nel gatto. La placca neuromuscolare è costituita da una parte pre-sinaptica (il nervo), lo spazio inter-sinaptico, e la parte post-sinaptica (il muscolo). Quando arriva lo stimolo elettrico dalla parte pre-sinaptica si libera il neurotrasmettitore (acetilcolina) che si accumula nello spazio inter-sinaptico e va a legarsi ai recettori della parte post sinaptica. Nel momento che si lega ai recettori l’informazione arriva al muscolo che così si contrae.

miastenia gravis nel cane

In cosa consiste la miastenia gravis nel cane e nel gatto?

La miastenia gravis nel cane e nel gatto è una patologia autoimmune che prevede la formazione di anticorpi contro i recettori di placca. La riduzione dei recettori porta a una maggior difficoltà nella contrazione muscolare. La miastenia gravis nel cane si può presentare nella forma congenita o acquisita.

La miastenia gravis congenita: In alcune razze come Jack Russel, Labrador, Old Danish Pointer, Bassotto, esiste questa forma ereditaria che manifesta i sintomi allo svezzamentoe può interessare più soggetti della stessa cucciolata.

La miastenia gravis acquisita: è una malattia autoimmune  che può essere idiopatica (senza causa accertata) oppure associata a neoplasie come timoma, linfoma cutaneo o altre. In questi casi quindi è a tutti gli effetti una sindrome paraneoplastica.




 

Esiste una predisposizione per la miastenia gravis nel cane?

La forma acquisita si osserva soprattutto in cani di taglia medio-grande, con una predisposizione in PAstore Tedesco, Golden Retriver e Labrador. La malattia solitamente compare o sotto i 5 anni o sopra i 7 anni. I gatti invece non hanno predisposizioni particolari ma la fascia di età di presentazione della malattia è o prima dei 3 anni o dopo i 10 anni.

miastenia gravis nel cane

Quali sono i sintomi della miastenia gravis nel cane e nel gatto?

La miastenia gravis acquisita si può manifestare in una forma focale, generalizzata e fulminante.

La forma focale:

si presenta con debolezza dei muscoli della faccia, faringe, laringe ed esofago. I sintomi di conseguenza sono:

  • rigurgito,
  • disfagia,
  • deglutizione a vuoto,
  • cambio voce,
  • tosse (da polmonite ab ingestis),
  • riduzione del tono della mandibola (il cane resta con la bocca aperta)

La forma focale di miastenia gravis rappresenta il 36-43% dei casi nel cane e il 15% dei casi nel gatto.




 

La forma generalizzata:

E’ caratterizzata da progressiva debolezza. Il cane comincia a camminare, cammina normalmente per qualche metro poi si affatica sempre più e si ferma a riposare. L’impressione è quella di un paziente a cui si “scaricano le pile”! Nella forma generalizzata sono presenti tutti i sintomi della forma focale più questo tipico “affaticamento progressivo”. La forma generalizzata rappresenta il 57-64% dei casi nel cane e l’80% dei casi nel gatto. Nel gatto si nota anche ventroflessione del collo con difficoltà ad alzare la testa.

La forma fulminante:

Di fatto una debolezza gravissima e iperacuta che porta a morte l’animale in poche ore per paralisi respiratoria acuta.

Come si fa diagnosi di miastenia gravis nel cane e nel gatto?

Il sospetto diagnostico viene già alla visita di base per i sintomi abbastanza tipici di questa malattia. Davanti a esami del sangue normali e radiografia del torace con megaesofago per differenziare la miastenia gravis da una polimiosite o una poliredicoloneurite il neurologo vi proporrà il test di stimolazione con neostigmina e il test sierologico per la ricerca degli anticorpi anti recettori per l’acetilcolina e infine l’elettromiografia. Tutti questi test possono dare risultati anche dubbi e quindi starà al neurologo far combaciare tutti i dati in suo possesso per emettere una diagnosi definitiva di miastenia gravis.

In cosa consiste la terapia per la miastenia gravis nel cane?

Una volta fatta diagnosi il paziente dovrà mangiare in posizione eretta in appositi seggioloni per evitare il rigurgito, nel contempo inizierà una terapia gastroprotettrice per ridurre l’esofagite da reflusso e la terapia sintomatica con Piridostigmina bromuro. La miastenia gravis infatti è una delle poche malattie autoimmuni in cui non si fa terapia immunosoppressiva ma sintomatica. Una delle complicanze più temute è la polmonite ab ingestis dovuta al megaesofago. La mortalità nel cane è infatti del 40-60% dopo un anno a causa del megaesofago. In presenza di cause neoplastiche scatenanti la terapia si basa sulla risoluzione della neoplasia.

Terapia per la miastenia gravis nel gatto:

Nel gatto invece a differenza del cane si fa la terapia immunosoppressiva con cortisone. Nel gatto la prognosi è migliore perché non ha megaesofago e quindi non presenta polmonite ab ingestis.




 

E’ possibile la guarigione dalla miastenia gravis nel cane e nel gatto?

Spesso la patologia va in remissione e la guarigione è completa (soprattutto nel gatto). Nel cane la guarigione è legata alla gestione del megaesofago e quindi la prognosi resta riservata fino alla risoluzione dei sintomi. La terapia va continuata per lungo tempo e si può monitorare la presenza di anticorpi anti recettori per l’acetilcolina ogni 8 settimane.

 

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