Melanoma nel cane e nel gatto: come affrontarlo?

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Cari proprietari oggi parliamo di oncologia e più precisamente del melanoma nel cane e nel gatto.

Che cos’è il melanoma nel cane?

Il melanoma è un tumore che origina dai melanociti (le cellule pigmentate del corpo) ed è per questo che solitamente è un tumore di colorazione nerastra che si presenta come un’unica lesione solitaria. Il melanoma si divide fondamentalmente in due tipi:

Melanoma delle mucose a localizzazione tipica in bocca (ma non solo, anche anali, vaginali)

Melanoma della cute (le localizzazioni su palpebre, orecchie, mento, naso, collo, spazio interdigitale sono le più comuni).

I melanomi cutanei possono avere andamento benigno o maligno, quelli a localizzazione digitale possono essere molto maligni. I melanomi del cavo orale e  più generalmente quelli che originano dalla giunzione muco-cutanea sono tutti maligni e solitamente molto aggressivi.

Esiste una predisposizione di razza per il melanoma nel cane e nel gatto?

Alcune razze canine sono più predisposte a sviluppare il melanoma: tra queste Scottish terrier, Boxer, Boston terrier, Dobermann, Chow Chow, Golden retriever, Pastore di Beauce, Bassotto, Barbonicino, Rottweiler, Labrador retriever e Schanuzer. Anche cani non predisposti possono però svilupparlo, soprattutto i soggetti neri o con mucose pigmentate.

Qual è l’approccio a un possibile melanoma nel cane ?

Come vi ho già raccontato parlandovi dei tumori del cane e del gatto in generale la parola chiave per approcciare qualsiasi lesione tumorale o sospetta tale è la STADIAZIONE. A maggior ragione per un tumore come il melanoma che può andare da un comportamento benigno ad altamente maligno ed aggressivo la stadiazione è fondamentale. Come per tutti i tumori la stadiazione de melanoma consiste in un iter diagnostico per un giusto approccio terapeutico (quando possibile) o palliativo (per prolungare il più possibile la vita del paziente). Quindi cari proprietari guai a non farla.

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La stadiazione del melanoma nel cane e nel gatto:

La stadiazione del melanoma (così come per quasi tutti i tumori)  inizia con una citologia.  Come sapete la citologia è un primo approccio, pratico e veloce al tumore e nel caso del melanoma ci aiuta quasi sempre a identificarlo. Bastano poche cellule prelevate con un ago (anche da paziente sveglio) per avere già tante informazioni utili.

Con la citologia il sospetto di melanoma diventa quasi una certezza. A questo punto è fondamentale la tac e la biopsia (per effettuare un esame istologico). In questo modo saprete se ci sono già metastasi e il chirurgo avrà chiaro quanto del tessuto circostante al tumore è già invaso. Di fatto la tac è fondamentale per il chirurgo per ragionare su quale approccio eseguire e quanto margine dare al tumore (per evitare recidive in breve tempo). L’esame istologico invece vi darà informazioni sulla malignità e aggressività del tumore, molto utili per l’oncologo che vi seguirà.

Voglio dedicare un capitolo a parte per il melanoma del cavo orale:

Il melanoma orale è un tumore molto aggressivo, con un’alta propensione a creare metastasi al linfonodo locale (retromandibolare) e ai polmoni. Non sono rare neanche metastasi a fegato, milza, cuore e cervello. Come frequenza è al primo posto tra i tumori maligni del cavo orale del cane. La chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia non sembrano in grado di prolungare in maniera significativa la sopravvivenza dei cani con un melanoma orale in stadio avanzato.

Quali sono i sintomi del melanoma orale?

Se i melanomi a localizzazione cutanea sono ben visibili o palpabili tutta altra storia è il melanoma del cavo orale che viene diagnosticato tardivamente per la scarsa abitudine dei proprietari a ispezionare la bocca del proprio amico a quattro zampe.

Proprio perché è difficilmente visibile dovete stare attenti a questi sintomi:

  • Sanguinamenti buccali
  • Alitosi (non è la classica alitosi ma una puzza nauseabonda di marcio)

Come si presenta il melanoma del cavo orale?

Può originare in ogni punto della cavità orale, comprese le tonsille, frequentemente prende origine dalle gengive a livello dei premolari inferiori o dei molari superiori.

Il grado di pigmentazione non è costante, può essere nero (melanotico), a macchie nere (parzialmente melanotico)  o rosa (amelanotico). La colorazione non rappresenta un parametro prognostico. Le forme amelanotiche, comunque, sono più difficili da riconoscere istologicamente ed è spesso emessa diagnosi di tumore indifferenziato o anaplastico o, addirittura, di tumore epiteliale. Il tasso di crescita del melanoma  è elevatissimo, con precoce invasione ossea locale (aumento di mobilità e perdita di denti); alto è anche il tasso metastatico (linfonodi retromandibolari già colpiti fino al 70-80% dei casi). Ecco perché è di vitale importanza non aspettare se osservate in bocca al vostro cane o gatto una lesione rotondeggiante molto piccola.

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Melanoma del cavo orale (parzialmente melanotico), un tumore invisibile al proprietario se non si ha l’abitudine di aprire la bocca.

Cosa dovete fare se al vostro cane o gatto viene diagnosticato un melanoma?

Oltre alla stadiazione è sempre meglio farsi affiancare da un oncologo che vi aiuterà a decidere per il meglio. La chirurgia, soprattutto nel caso del melanoma orale è demolitiva, consiste nell’asportare in parte o tutta la mandibola o la mascella. L’impatto psicologico su di voi e sul vostro pet non è da sottovalutare ed è per questo che vi serve un professionista che vi spieghi accuratamente tutte le possibilità.

Ad oggi oltre la chirurgia nel trattamento del melanoma entrano in gioco anche chemioterapia, radioterapia e addirittura un vaccino.

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Che cos’è il vaccino per il melanoma nel cane?

Il vaccino contro il melanoma è una terapia nuova e molto promettente per il melanoma maligno. Questo vaccino oggi è disponibile anche in Italia (Torino, Prof. Buracco se avete bisogno di informazioni più specifiche). Esso rappresenta una forma di terapia completamente nuova che ci permette di controllare meglio il melanoma maligno del cane, prolungando la durata di vita dei pazienti. Il vaccino attiva il sistema immunitario del paziente per eliminare il tumore. Dopo l’attivazione del sistema immunitario provocata dal vaccino, il corpo del paziente riconosce le proteine corrispondenti sulle cellule del melanoma e può così eliminare queste cellule.

Che influenza ha il vaccino contro il melanoma sulla durata di vita dei pazienti?

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha mostrato che nei pazienti affetti da melanoma che hanno ricevuto, oltre alla terapia convenzionale, anche questo vaccino, si è potuto aumentare in maniera notevole il tempo di sopravvivenza, arrivando a un valore medio di 389 giorni. In certi casi la durata di vita può essere prolungata fino a due anni.

Dal melanoma si può guarire?

Dipende dalla localizzazione, dall’aggressività, da quanto prontamente è stato diagnosticato ed asportato. La guarigione completa nei melanomi maligni è molto difficile, ma si può sperare in un tempo di sopravvivenza anche di 2 anni con il giusto approccio terapeutico e un po’ di fortuna.

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