Mastocitoma nel cane e nel gatto: aspetto e diagnosi!

mastocitoma

 Cari proprietari oggi vi parlerò del tumore frequentissimo….Il mastocitoma!!

Il mastocitoma è una neoplasia del tessuto connettivo che si caratterizza per la proliferazione di cellule indicate con il termine mastociti (MC) o “mastzellen”. I MC originano nel midollo osseo e fanno parte del sistema immunitario dell’organismo e per questo migrano attraverso la via ematica fino ad arrivare ai vari tessuti dove espletano la loro funzione difensiva.

Il mastocitoma può comparire ovunque sulla superficie corporea, sia in forma singola che in forma multipla disseminata.

I mastocitomi (MCT) sono neoplasie rarissime nell’uomo ma molto frequenti nei nostri “pets”.

Il mastocitoma nel cane:

 Nel cane, i tumori cutanei rappresentano circa il 30% di tutte le neoplasie  ed il 55% di essi è di origine mesenchimale. Inoltre, circa il 20% dei tumori primitivi cutanei è di natura maligna. I mastocitomi del cane rappresentano il 6% di tutti i tumori nel cane, dal 7 al 20% di tutte le forme di neoplasie cutanee e circa il 50% delle neoplasie connettivali.

Il tumore può colpire cani di tutte le età. Tuttavia il numero maggiore di casi si riscontra nella fascia di età compresa tra gli 8 e i 10 anni. Attenzione però nei brachicefali e specialmente nel Bouledogue francese non è raro già verso i 3-4 anni di età! Nel cane la localizzazione primaria prevalente è a livello di cute e connettivo sottocutaneo. Le regioni più frequentemente colpite sono: tronco e perineo (50%), arti (40%), testa e collo (10%).  Sono state descritte anche altre  localizzazioni primarie ad esempio: a milza, fegato e rene,  nasofaringe, cavità orale, linfonodi epatici e pancreatici, intestino e congiuntiva.

 




Ci sono predisposizioni di razza o di età per il mastocitoma?

  1. Le razze canine che sembrano essere particolarmente predisposte sono:  Boston terrier, American staffordshire terrier, Fox terrier, Bulldog Inglese, Bouledogue Francese, Labrador , Weimaraners,Boxer, Shar-pei, Carlino, Beagle, Rhodesian ridgeback, Schanauzer, Bull terrier, Boston terrier, mentre non è stata osservata alcuna particolare predisposizione legata al sesso. (stato ipotizzato che Boxer e Boston terrier posseggano onco-geni che, in condizioni particolari, come debilitazione e stress, potrebbero determinare l’insorgenza della neoplasia)
  2. traumi e processi infiammatori cronici; in letteratura medica veterinaria sono riportati casi di MCT insorti su focolai post-traumatici.
  3. virus oncogèni: l’ipotesi si basa sui risultati di ricerche sperimentali che hanno consentito di trasmettere la neoplasia attraverso l’inoculazione di estratti tumorali privi di cellule cancerose. Per quanto riguarda il gatto, è stata indicata una predisposizione genetica per la razza Siamese ma non è stata osservata alcuna correlazione con malattie virali quali FeLV, FIV e FIP.

Come capisco se il mio cane/gatto potrebbe avere un mastocitoma?

Innanzitutto il mio consiglio come già vi ho detto in precedenti articoli è quello di abituare i vostri cani a essere ispezionati periodicamente, il mastocitoma appare macroscopicamente come un nodulo singolo (potete già accorgervene quando ha la dimensione di una lenticchia), di dimensioni variabili, ben circoscritto, la cui superficie può essere alopecica, ulcerata ed edematosa; in rari casi può riscontrarsi un’insorgenza con noduli multipli. Quindi cari proprietari anche nel caso dei tumori cutanei il vostro ruolo è fondamentale!!!!

mastocitoma

Cosa faccio se mi accorgo che il mio cane/gatto ha un nodulo?

Innanzi tutto non manipolatelo troppo, soprattutto se di grosse dimensioni. Infatti, il mastocitoma ha la peculiarità di poter liberare istamina se compresso o stimolato. L’istamina come forse sapete è la sostanza che viene liberata dall’organismo quando ci sono crisi allergiche e quindi porta a una forte vasodilatazione e shock! Ora, non voglio dire che questa sia un’evenienza comune (capita di frequente durante la chirurgia per rimuoverlo ma con cane sveglio è sicuramente più raro) però nel dubbio evitate di toccarlo troppo.

Cosa farà il vostro veterinario se sospetta un mastocitoma?

Come vi ho già detto nell’articolo dedicato ai tumori, di fronte a un nodulo bisogna SEMPRE fare citolgia tramite agoaspirato. State tranquilli, è una procedura veloce e che si può fare con paziente sveglio! La liberazione di istamina è possibile ma essendo dal veterinario può somministrare farmaci che prevengano l’accidentale rilascio di questa sostanza (antistaminico e cortisone da fare in vena prima di fare gli aghiaspirati).  Nel caso venga diagnosticato un mastocitoma a questo punto dovete intraprendere l’iter uguale per tutti i tumori e cioè la STADIAZIONE (l’insieme di esami che verifica se ci sono metastasi)

La stadiazione ha lo scopo di rilevare la localizzazione ed il numero di masse tumorali, il coinvolgimento dei linfonodi regionali, le metastasi, le recidive ed i segni sistemici di malattia. Quasi sempre il sospetto di mastocitoma scaturisce dall’osservazione di uno o più noduli cutanei da parte del proprietario, con superficie alopecica, eritematosa, ulcerata, pruriginosi ed alla cui manipolazione può conseguire lo sviluppo di pomfi ed eritemi (segno di Darier). Un esame accurato è riservato a tutti gli organi filtro quali i linfonodi regionali, il fegato, la milza, il midollo osseo che potrebbero essere coinvolti da processi di disseminazione neoplasica.

mastocitoma ulcerato
esempio di mastocitoma ulcerato.

Solo ed esclusivamente dopo aver stadiato il mastocitoma si procederà all’intervento chirurgico!

Le sedi prevalentemente interessate da metastasi sono i linfonodi regionali, la milza ed il fegato, più raramente il polmone. Talvolta può verificarsi un coinvolgimento del midollo osseo, sebbene quest’evenienza eccezionale nel cane, si associ alla forma mastocitaria sistemica, simile a una leucemia. Il mastocitoma, nella sua forma gastroenterica, insorge prevalentemente in razze di piccola taglia (es. Maltese), di età avanzata (8-9 anni). In questo caso oltre a ostruire l’intestino può esserci sindrome paraneoplastica da mastocitoma e cioè ulcere gastrointestinali da iper-istaminemia, singole o multiple, che si localizzano soprattutto nella regione del fondo dello stomaco, nel piloro e nel primo segmento duodenale. Gli animali colpiti presentano anoressia, vomito, diarrea e melena. Il rilascio di eparina ed enzimi proteolitici da parte dei MC neoformati può prolungare i tempi di coagulazione, ritardare la guarigione delle ferite e indurre ulcerazione dei noduli tumorali.

Mastocitoma nel gatto:

Per quanto riguarda il gatto, il mastocitoma rappresenta il secondo tumore cutaneo con un valore di incidenza pari a circa il 20%.

Nel gatto il mastocitoma può presentarsi in 3 diverse ed importanti forme che hanno un comportamento e una prognosi molto diversa:
– cutaneo
– splenico
– viscerale.

Il mastocitoma cutaneo nel gatto:

Nel gatto, le forme cutanee sono caratterizzate da noduli dermici singoli (75%) o multipli (25%), rilevati, duri, ben circoscritti, alopecici, non sempre pruriginosi ed ulcerati, con un diametro compreso fra 0,5 e 3 cm. In questa specie sono state descritte altre due forme cutanee:

  1. lesioni pruriginose “a placca”, molto simili alla “placca eosinofilica”;
  2. lesioni nodulari sottocutanee multiple. Diversamente dal cane, le sedi più comuni di insorgenza nel gatto sono la testa (particolarmente frequenti nella porzione basale della pinna auricolare) ed il collo seguite da tronco ed arti, in alcuni casi correlati ad edema ed eritema (segno di Darier). La forma cutanea istiocitica può regredire spontaneamente e si caratterizza per la presenza di noduli sottocutanei multipli, non pruriginosi, di consistenza ferma, di colore rosa, solo occasionalmente ulcerati.

La forrma cutanea si distingue istologicamente in due tipologie: una mastocitica (tipica) caratterizzata da un comportamento biologico potenzialmente recidivante-metastatico, che insorge in un’età media compresa fra gli 8 e 9 anni; una istiocitica, con un comportamento biologico benigno-regressivo, che solitamente insorge prima dei 4 anni di età.

Il mastocitoma cutaneo nel gatto è comunque tendenzialmente benigno ma seppur raramente può dare metastasi quindi la stadiazione e la successiva escissione chirurgica è tutt’oggi consigliata come prima scelta.

 

 

Il mastocitoma splenico nel gatto:

La forma splenica rappresenta, nel gatto, il tumore più frequentemente riscontrato a livello della milza. Colpisce gatti adulti senza predisposizione di razza. Gli animali affetti presentano marcata splenomegalia e sintomi aspecifici come anoressia, abbattimento, perdita di peso, ecc. Il mastocitoma splenico nel gatto ha un comportamento completamente diverso dalla forma cutanea. E’ infatti altamente metastatico ai linfonodi ed agli altri organi, motivo per il quale, dopo stadiazione negativa, la terapia d’elezione prevede la splenectomia.

Il mastocitoma intestinale nel gatto:

La forma intestinale  rappresenta il terzo tumore più comune nel gatto in questo organo. Si presenta come una massa nodulare a carico del piccolo intestino.
Voi proprietari vi accorgete del dimagrimento, diarrea costante e/o intermittente e vomito.
Alla visita clinica, in particolare alla palpazione addominale, viene spesso percepita una massa. Questa forma tumorale è molto aggressiva ed altamente metastatica ai linfonodi meseraici e fegato ed anche in questo caso la terapia d’elezione, quando possibile, è chirurgica e spesso accompagnata da chemioterapia adiuvante.

 

Se il mio cane o il mio gatto hanno un mastocitoma possono guarire?

Cari proprietari purtroppo non posso darvi un’unica risposta a questa domanda! Dipende da molti fattori. Sicuramente è importante la diagnosi tempestiva e nonostante questo la speranza che non metastatizzi. La chirurgia, quando possibile, deve essere sempre fatta da un chirurgo che abbia esperienza in oncologia e che sappia quanto margine dare. Vi dico già che nel cane viste le frequenti recidive locali si tende a dare 3 cm di margine per lato, questo vuole dire che dovranno asportare molto tessuto, stando molto ampi. Purtroppo questo a volte comporta l’impossibilità di riuscire a richiudere e quindi la necessità di fare una plastica cutanea! Non spaventatevi per questo motivo! E’ molto peggio fare una chirurgia con margini sporchi, riiuscire a richiudere la cute e dopo un mese trovarsi punto a capo con una recidiva nello stesso punto!!!

chirurgia demolitiva per mastocitoma
Esempio di chirurgia ad ampi margini per mastocitoma in una zona difficilmente richiudibile. Sempre importante il drenaggio per evitare raccolte di liquidi che impediscano la guarigione ed elastomero sottocute per il controllo del dolore!

 

esempio di chirurgia ad ampi margini per il mastocitoma
esempio di margini chirurgici ampi, il mastocitoma èquello nel cerchietto piccolo al centro. Il rombo attorno è la parte di cute che verrà asportata!

Quanto è alta la possibilità che il mastocitoma recidivi?

 Purtroppo la percentuale di casi che recidivano dopo l’intervento chirurgico è piuttosto elevata e la  prognosi è notevolmente diversa in base alle caratteristiche del soggetto (specie, razza, età) ed in riferimento agli aspetti propri della neoplasia (tipo, grado istologico, sede anatomica). Nel cane è stato osservato che i tempi di sopravvivenza non sono influenzati dal sesso né dall’età mentre la razza sembra avere una certa rilevanza sulla prognosi.

 I mastocitomi localizzati nell’area perineale, prepuziale, inguinale, ungueale, viscerale (intestino, milza, fegato), giunzioni muco-cutanee e nel midollo osseo hanno un comportamento biologico più aggressivo rispetto a quelli localizzati altrove.

Il mastocitoma cutaneo del gatto ha generalmente un comportamento biologico benigno e la chirurgia meno demolitiva.

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mastocitoma

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4 commenti su “Mastocitoma nel cane e nel gatto: aspetto e diagnosi!

  1. Ho avuto a che fare con il mastocitoma nel 2012 con Bach, pastore del caucaso.
    Mastocitoma localizzato alla zampa dx, difficilmente asportabile totalmente.
    Si decide per l’intervento anche se non sara’ possibile rispettare i margini di sicurezza.
    Successivamente terapia con Masivet a meta’ dosaggio, rispetto al consiglio dell’oncologo.
    Dopo 10 giorni Bach si sente male e dagli esami sembra che ci siano poche speranze.
    Viene sospeso il Masivet e grazie al consiglio di un amico omeopata inizio a somministrare Arsenicum Album 9ch, 4 granuli 4 volte al di.
    Bach se ne e’ andato a luglio 2016 e ancora la sua rimane per i suoi veterinari una guarigione miracolosa.

    1. Caro Filippo sicuramente è molto difficile ricostruire l’iter diagnostico e terapeutico che è stato fatto all’epoca. Avevi fatto stadiazione prima della chirurgia? All’istologia di che grado era il mastocitoma? Tralasciando il rimedio omeopatico direi che o era stata sbagliata la diagnosi e non era un mastocitoma oppure è stato veramente un miracolo! Sicuramente il chirurgo ha fatto un buon lavoro. Grazie al cielo ogni tanto le cose vanno bene nonostante le premesse!

  2. Alessandro proprietario di pittbull 7anni operato di mastocitoma di ll grado alla coscia dx fatto immunoistochimica kj 67 cellule positive 97 neanche il tempo che la ferita cicatrizzasse altre due mastocitoma sono apparsi fatto analisi complete fegato milza e linfonodi gli ultimi sono già metastasi . Conviene fare la chemioterapia ? Si potrà salvare? Vi ringrazio x un eventuale risposta

    1. Se ha un oncologo che la segue ascolti il suo consiglio. La chemioterapia può aiutare. La guarigione è improbabile quando si hanno già metastasi ma si può allungargli la vita.

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