Cari proprietari oggi affronto un tema un pò spinoso sul quale mi avete però chiesto più volte un parere: il maltrattamento genetico nel cane e nel gatto. Ma andiamo con ordine.

Cosa si intende per maltrattamento genetico?

Il maltrattamento genetico è la selezione da parte dell’uomo di caratteristiche di razza estreme, malformazioni vere e proprie che madre natura avrebbe cancellato immediatamente dal suo libro di esperimenti evolutivi facendo finta di non averci neanche mai pensato. Quando da una cucciolata nascono soggetti malformati infatti madre natura cerca di eliminarli. Non essendo adatti alla sopravvivenza sono soggetti destinati a morire durante la ricerca di risorse vitali o quantomeno, impossibilitati a riprodursi, non trasmettono i propri geni “difettosi”. Questo finchè l’uomo non ci ha messo lo zampino. Trovando belle, divertenti o utili determinate caratteristiche l’uomo ha continuato ad accoppiare i soggetti portatori di malformazioni selezionando di fatto ciò che madre natura avrebbe fatto sparire.

Quando la selezione diventa maltrattamento genetico?

Finchè l’uomo seleziona caratteristiche legate al colore del pelo, alla forza fisica, alla velocità o alla resistenza non c’è nulla di male. Se ci pensate abbiamo selezionato di tutto, vacche che producono più latte, pecore che produco più lana, cani più adatti ad affiancarci nelle nostre attività. Di esempi ce ne sono tantissimi e per certi versi fa parte della nostra storia, gli animali, volenti o nolenti ci hanno accompagnato nella nostra evoluzione ed espansione. Dal momento che però facciamo nascere cani e gatti malformati a tal punto da non poter  godere di una buona qualità di vita ecco che si parla di maltrattamento genetico.

 

Come stabilire quanto soffrono?

I primi a mobilitarsi contro il maltrattamento genetico siamo stati proprio noi veterinari (gli inglesi in primis) stanchi di essere i testimoni impotenti di tanta sofferenza. Noi veterinari ci siamo resi conto che era una battaglia persa cercare di curare cani e gatti creati malati dall’uomo stesso per proprio gusto e appagamento. Bisognava far capire alla gente che non c’è niente di divertente nel respiro rantoloso di un bulldog. Ma non sono solo i brachicefali ad essere vittima di maltrattamento genetico.

 

I brachicefali simbolo del maltrattamento genetico:

In cima alla lista dei cani e gatti maltrattati geneticamente ci sono i brachicefali e cioè tutte quelle razze con assenza del naso. Capite bene che già dicendola così suona assurda. Non hanno il naso. Non una una cosa da poco. Manca uno degli organi di senso più importanti per cani e gatti. Purtroppo per loro però la brachicefalia comprende tanti aspetti che vengono raccolti  sotto la denominazione Sindrome Brachicefalica (BAOS):

  • narici stenotiche (chiuse, passa poca aria), voi direte, che male c’è, respireranno con la bocca…peccato però che hanno anche
  • macroglossia (una lingua enorme che non sanno dove mettere e talmente ispessita da ridurre il passaggio dell’aria
  • palato molle lungo e ispessito tanto da incarcerarsi nell’epiglottide andando a ostruire completamente il passaggio dell’aria
  • ipoplasia della trachea (troppo sottile)

Lo sforzo inspiratorio che ne deriva alla lunga porta rigurgiti (oltre al fatto che la malformazione genetica porta anche a ernia iatale) e collasso laringeo.

maltrattamento genetico

La brachicefalia è accompagnata da altre malformazioni:

Come se tutto questo non bastasse possono avere stenosi pilorica, che peggiora il rigurgito  e malformazioni ostroarticolari con una forte predisposizione a ernia del disco e rottura del crociato. Purtroppo anche la cute non è un loro punto di forza, tutte quelle pieghe che trattengono l’umidità favoriscono dermatiti, piodermite, malassezia, otiti e  congiuntiviti. Ecco che la vita tipica di un bouledogue francese o di un carlino mal selezionato (ricordiamoci che in parte anche la selezione odierna può aiutare a non avere linee di sangue troppo malate) è fatta di asfissia e fame d’aria, colpi di calore, vomito e rigurgito e, se soppravvivono ai primi anni di vita, mentre si grattano dovranno essere fortunati a non restare paralizzati.

maltrattamento genetico

Perchè questi cani/gatti vanno di moda?

Oltre al fatto che hanno uno splendido carattere e una simpatia unica il segreto del loro successo risiede in un meccanismo primordiale del nostro cervello. Il senso di accudimento innato che abbiamo verso gli esseri viventi che mostrano caretteri neotenici. Cosa si intende per neotenia? Le carartteristiche infantili. Testa rotonda, occhi grandi, tondi e vicini. Tutto questo lo ha studiato sempre madre natura per farci crollare psicologicamente di fronte a un neonato e obbligarci ad accudirlo. I tratti neotenici del neonato vengono rivisti dal nostro cervello ancestrale anche nei brachicefali. Ecco spiegato l’incredibile effetto “lo voglio” che sentiamo di fronte a un cucciolo di bouledofue francese.

Quali sono le razze brachicefale?

I più diffusi e con patologie più invalidanti sono sicuramente:

  • Bouledogue Francese
  • Bulldog Inglese
  • Carlino
  • Shih-tzu
  • Pechinese
  • Lhasa Apso
  • Boston Terrier
  • King Cavalier Charles Spaniel (solo alcune linee)
  • Boxer (ma essendo ti taglia grande non ha ripercussioni respiratorie così invalidanti)
  • Gatto Persiano

Ce ne sono altri, ma direi che tutto il polverone sollevato dai veterinari sul matrattamento genetico è concentrato soprattutto sulle prime tre razze che sono le più diffuse.

maltrattamento genetico

Il maltrattamento gentico è non è solo brachicefalia:

La brachicefalia è sicuramente il maltrattamento genetico più esasperato e che provoca maggiori danni e sofferenze ma esistono altre forme di selezione discutibile, esasperazioni, solo per il nostro ego o gusto. Per citare alcuni esempi tra cani e gatti abbiamo l’American Bully, Il Bambino, Il Munchkin, l’Elf, lo Sphinx, ma potremmo estendere il concetto al Bassotto nelle sue forme più estremizzate (d’altra parte che differenza c’è tra un gatto Munchink e un cane Bassotto?) o il pastore Tedesco con groppa inclinata quasi a toccare terra. Il dibattito è apertissimo. Se per i brachicefali la sofferenza continua è comprovata per le altre malformazioni è ancor più difficile stabilire cosa sia lecito e cosa no.

 

 

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