Cari proprietari alcuni di voi mi hanno chiesto di dedicare un articolo a questa insidiosa malattia: la leishmaniosi nel cane. Sebbene parassitologia non sia una delle mie materie preferite perchè alquanto nozionistica mi rendo conto che la leishmaniosi spaventi molto i proprietari di cani. La leishmaniosi infatti è una delle malattie parassitarie più diffuse nel cane dopo le parassitosi intestinali ma a differenza di queste è molto più pericolosa.

 

Cos’è la leishmaniosi nel cane?

La leishmaniosi è una malattia parassitaria, causata da un protozoo la Leishmania appunto. Ne esistono di diverse specie, ma quella più  importante, che infetta uomo e cane è la Leishmania Infantum. La malattia che provoca è molto grave e di difficile diagnosi, soprattutto quando si manifesta in modo non eclatante; più spesso ad andamento cronico. Inoltre, non essendoci un farmaco capace di eliminare completamente il parassita, questo rimane infettante e presente all’interno dell’organismo del cane per tutta la sua vita. Ecco perché è così importante cercare di prevenirne l’infezione.

 

Le zone d’Italia a rischio per la leishmaniosi nel cane:

diffusione leishmaniosi nel cane in Italia

Quando cominciai a lavorare era considerata una malattia quasi esclusiva del Sud Italia ma ormai non è più così. Adesso la Leishmania è presente in maniera uniforme sul territorio Italiano, rappresentando un problema di sanità pubblica anche se ancora con casistica maggiore al sud rispetto al nord.

La condizione per cui si manifesti la malattia è:

  • la presenza del vettore (il pappatacio o flebotomo) e
  • la presenza degli animali infetti.

Fino a qualche anno fa, il pappatacio era presente un po’ ovunque in Italia e gli animali infetti erano invece dislocati solo in zone endemiche del centro sud Italia, litoranee e sud Europee.

Purtroppo l’abitudine agli spostamenti insieme ai propri pets, ma ancor di più la costante migrazione di cani randagi provenienti dai canili di Grecia e Spagna e dalle nostre regioni del meridione, a tutte le zone del centro-nord, hanno fatto si che ormai la malattia si sia distribuita molto equamente in tutta la penisola.

 

Come avviene la trasmissione della leishmaniosi nel cane?

Il pappatacio, è una microscopico flebotomo (2-3 mm di dimensione), che si distingue per una peluria giallastra sul corpo. E’ silenzioso, non la si sente arrivare, nemmeno quando punge. Affinché si trasmetta la Leishmaniosi è necessario che il flebotomo faccia un pasto di sangue (quella che noi viviamo come una puntura) su un animale infetto, andando quindi a ingerire il parassita che si replicherà poi all’interno dell’apparato digerente del flebotomo e verrà trasmesso ad un altro animale al successivo pasto di sangue.

Dove vive il pappataccio?

Sono state fatte delle indagini in alcune aree del Nord Italia che hanno mostrato un’ampia diffusione del parassita e dei suoi vettori in molte aree collinari, pedemontane e prealpine/alpine.
Essendo insetti ematofagi notturni, iniziano la loro attività quando fa buio fino all’alba.
Esenti quindi saranno solo le zone di montagna, a patto però che siano totalmente assenti i flebotomi, visto che anche in quelle zone sono presenti canili che ospitano animali provenienti da zone endemiche.

 

La leishmaniosi è trasmissibile dal cane all’uomo ?

Il contagio diretto da cane a uomo è assolutamente impossibile in quanto l’unico modo per essere infettati dal parassita è attraverso la puntura dell’insetto volante. La risposta è quindi NO! Il flebotomo invece può assumere il protozoo non solo dal cane, ma anche dai ratti, altro animale serbatoio della malattia.Il contagio da parte dell’uomo quindi avviene anch’esso attraverso la puntura del pappatacio.

L’uomo può infettarsi?

L’uomo può essere un ospite definitivo accidentale. Non è quindi un serbatoio come il cane ma può occasionalmente contrarre il parassita e sviluppare la malattia. La forma di leishmaniosi più comune nell’uomo è la leishmaniosi cutanea, diffusa nei paesi subtropicali e causata principalmente da L. braziliensis; è caratterizzata da caratteristiche lesioni ulcerative (una volta definite col nome di ‘bottone d’oriente’). Molto più rara è la leishmaniosi viscerale sostenuta da Leishmania Infantum e colpisce più spesso i bambini, gli anziani e gli adulti immunodepressi. Purtroppo negli ultimi anni ci sono state diverse segnalazioni di Leishmaniosi viscerale nell’uomo anche in Italia.

 

Per il contagio della leishmaniosi dal cane all’uomo il flebotomo è fondamentale:

Nel cane, il protozoo una volta penetrato in circolo, grazie alla puntura del flebotomo, viene inglobato da cellule deputate ad eliminare gli agenti estranei: i macrofagi. Qui si replica, inducendo la rottura della cellula con la conseguente liberazione di altre forme larvali, che libere nel torrente sanguigno, sono pronte, attraverso il successivo pasto di sangue di un altro flebotomo, a cominciare un altro ciclo. Perchè avvenga il contagio da cane a cane o da cane a uomo è quindi necessaria la puntura del flebotomo infetto.

Ci sono predisposizioni di razza/età?

Sembra esserci una predisposizione in alcune razze come il Boxer e il Pastore Tedesco. Potrebbe inoltre esistere una predisposizione di sesso per i maschi che presentano un maggiore rischio di sviluppare la malattia. La distribuzione della Leishmaniosi sembra inoltre essere bimodale, con un picco nei soggetti di età inferiore a 3 anni e un secondo picco tra gli 8 e i 10 anni.

Sintomi della leishmaniosi nel cane:

La disseminazione del parassita nell’organismo di un cane e l’eventuale sviluppo della malattia dipendono dal tipo e dall’efficienza della risposta immunitaria individuale. Non tutti i cani infetti infatti svilupperanno malattia, e tra quelli malati ci saranno poi quelli con forme più o meno gravi. E’ riscontrabile una vasta ed eterogenea gamma di segni clinici tra cui dimagramento, astenia, alterazioni cutanee, poliuria-polidipsia (PU/PD) ed epistassi. Un cane malato di Leishmaniosi può presentare uno, alcuni o tutti questi sintomi, rendendo la diagnosi clinica di Leishmaniosi estremamente difficile.

 

Elenco sintomi provocati da Leishmania infantum nel cane:

  • Perdita di peso
  • Linfoadenomegalia (linfonodi ingrossati)
  • Alopecia, ovvero perdita di pelo intorno agli occhi (tipica forma a occhiale), sulle zampe, sul dorso
  • Dermatite secca esfoliativa: le lesioni esfoliative (scaglie) della cute sono soprattutto localizzate a zampe, muso (regione intorno agli occhi e dorso del naso e testa) ed orecchie.
  • Dermatite ulcerativa: si manifesta soprattutto a livello delle articolazioni (gomito, ginocchio, carpo, tarso) e prominenze ossee, come a livello delle giunzioni muco cutanee, tartufo, cuscinetti plantari e estremità dei padiglioni auricolari
  • Perdita di sangue dal naso (epistassi)
  • Crescita accelerata ed esagerata delle unghie (onicogrifosi)
  • Dolori articolari dovuti ad un’infiammazione generalizzata delle articolazioni (poliartrite)
  • Lesioni oculari (uveite, congiuntivite, blefarite)
  • Poliuria (aumento della produzione di urine)
  • Polidipsia (aumento della sete)
  • Anoressia
  • Disturbi gastro-intestinali (vomito, diarrea e colite cronica)
  • Febbre

Periodo di incubazione?

Dai 2-3 mesi fino a 4-6 anni.

leishmaniosi nel cane

Immagini significative della leishmaniosi nel cane

La puzza che fa il cane con leishmaniosi:

La puzza che può fare il cane con leishmaniosi è legata alle infezioni cutanee secondarie, alle ulcere buccali oppure all’uremia dovuta all’insufficienza renale. Purtroppo non è risolvibile se non si vanno a risolvere o quantomeno migliorare le cause sottostanti.

Quali sono i primi sintomi della leishmaniosi nel cane?

La leishmaniosi nel cane si può manifestare inizialmente sono a livello cutaneo, proprio nel punto in cui il flebotomo punge la pelle del cane:

  • le pinne delle orecchie,
  • il naso,
  • l’addome.

A volte le lesioni sono confuse con normali punture di insetti: sono papule ulceranti singole o in gruppo, denominate cancro di inoculo.
Permangono per alcune settimane e poi regrediscono spontaneamente. Questo è  il periodo di incubazione, in cui gli animali risultano siero negativi (se si fanno test ematici per cercare gli antigeni non si trovano). L’infezione però progredisce ed a quel punto si instaurano le reazioni anticorpali (in tempi e modi diversi a seconda del soggetto e del suo sistema immunitario).

 

I sintomi cutanei della leishmaniosi nel cane sono:

  • noduli,
  • ulcere,
  • zone simil alopeciche,
  • ipercheratosi (ispessimenti cutanei),
  • lesioni muco-cutanee,
  • onicogrifosi (accrescimento esagerato delle unghie),
  • dermatiti esfoliative, caratterizzate da un mantello ricoperto di scaglie cornee.

Le lesioni esfoliative (scaglie) della cute sono soprattutto localizzate a zampe, muso (regione intorno agli occhi e dorso del naso e testa) ed orecchie. Tali forme dermatologiche sono per lo più refrattarie a qualunque terapia. Le lesioni cutanee generalizzate, sono spesso non pruriginose e simmetriche.

Le forme ulcerative, si manifestano soprattutto a livello delle articolazioni (gomito, ginocchio, carpo, tarso) e prominenze ossee, come a livello delle giunzioni muco cutanee, tartufo, cuscinetti plantari e estremità dei padiglioni auricolari.

Sono proprio le lesioni cutanee (ulcerose) che, se raschiate ed osservate con strumenti adeguati possono mettere in evidenza il parassita all’interno delle cellule macrofagiche (cellule “spazzino”, deputate alla pulizia del sangue).
In questo caso la malattia è conclamata con un alto livello di immunocompetenza (il sistema immunitario è fortemente coinvolto ed attaccato).

leishmaniosi nel cane

Sintomi agli occhi della leishmaniosi nel cane:

Lesioni oculari sono state riscontrate in alcuni studi, frequenti fino al 24% dei casi:

  • blefariti,
  • congiuntiviti,
  • cheratocongiuntiviti,
  • uveiti anteriori.

 

Insufficiena renale nel cane con leishmaniosi:

Tutti i cani affetti da Leishmaniosi sviluppano glomerulonefrite, un processo infiammatorio a livello renale determinato dalla deposizione di immunocomplessi (per intenderci gli anticorpi che attaccano il protozoo formano un grumo che va a ostruire il filtro renale) nel glomerulo renale. Il grave e progressivo danno che ne consegue determina, nel medio-lungo periodo, la comparsa di una insufficienza renale cronica che rappresenta la principale causa di decesso dei cani malati.

I sintomi legati a questa lesione sono tipicamente la poliuria e polidipsia, cioè l’aumentata frequenza della sete ed urina ed ematuria (sangue nelle urine). Ovviamente il tutto viene accompagnato da un’ aumento dei valori ematobiochimici quali urea e creatinina.
L’esame delle urine rimane uno strumento fondamentale per la diagnosi, proprio per la ricerca delle lesioni renali.
Queste inoltre potrebbero essere associate anche ad aumento della pressione sistemica, sintomo tipico di queste lesioni e da tener presente, soprattutto nell’approccio terapeutico in quanto la sua sottovalutazione potrebbe aggravare lo stato renale, a prescindere dal decorso della malattia.

 

leishmaniosi nel cane

Leishmaniosi viscerale nel cane:

La leishmaniosi viene catalogata come viscerale in quanto colpisce anche altri organi interni oltre ai reni provocando altri sintomi:

  • disturbi gastro-intestinali (vomito, diarrea e colite cronica),

Il sistema immunitario poi, essendo coinvolto in modo massiccio, viene interessato anche con una sintomatologia specifica dei suoi organi che si manifesta con:

  • ingrossamento dei linfonodi (quelli prescapolari soprattutto, che drenano il sistema linfatico di testa e cute, dove si manifesta più frequentemente la malattia)
  • ingrossamento della milza,
  • raramente febbre intermittente.

A volte si presenta anche il sintomo di zoppia migrante presumibilmente dovuta all’accumulo di immunocomplessi a livello articolare, così come alla presenza del parassita stesso all’interno del liquido sinoviale che provoca poliartrite.

 

Come si fa a fare diagnosi di Leishmaniosi?

La diagnosi di Leishmaniosi deve essere basata su un approccio integrato che tenga in considerazione segnalamento, anamnesi, reperti fisici, alterazioni clinicopatologiche, e risultati dei test di diagnosi eziologica diretti  (che significa inidividuare direttamente il parassita) ed indiretti (individuare gli anticorpi contro il parassita).

Il test annuale per la leismaniosi nel cane è importante:

A livello ambulatoriale la prima cosa che vi verrà proposta è un cosiddetto test di screening, test sierologico che ricerca gli anticorpi contro la Leishmania Infantum. E’ indicato sottoporre il proprio cane annualmente a questo esame di screening prima di iniziare la profilassi stagionale. Se positivo infatti sono necessari ulteriori accertamenti così che se viene confermata l’infezione/malattia possa essere iniziata la terapia al più presto.

Non è sufficiente la positività ad un test sierologico per far diagnosi di Leishmaniosi!

Di fondamentale importanza è infatti sapere se il cane vive o ha soggiornato in aree endemiche e/o se è esposto ai vettori (flebotomi); la maggior parte dei cani che vive in aree dove la leishmaniosi è endemica (come ad esempio la Sicilia) risulterà infatti positivo ai test sierologici ma questo non significa che siano animali infetti o malati; questi individui infatti sono semplicemente venuti a contatto col parassita, largamente diffuso sul territorio, e hanno quindi sviluppato una risposta anticorpale nei suoi confronti. La positività del test sarà solo un’indicazione della risposta del loro sistema immunitario all’incontro con la leishmania. A un test sierologico positivo devono quindi sempre seguire altre indagini di approfondimento.

Importante anche sapere se il paziente ha ricevuto trattamenti preventivi potenzialmente efficaci contro i flebotomi o terapie in grado di interferire con l’efficienza del suo sistema immunitario (come ad esempio il cortisone).

 

Quali esami fare se il test ambulatoriale è positivo?

Gli esami di laboratorio di base: l’esame emocromocitometrico, il profilo biochimico sierico, l’elettroforesi delle sieroproteine e l’esame delle urine permettono spesso di emettere il sospetto di Leishmaniosi.

I principali riscontri laboratoristici in corso di Leishmaniosi sono:

  • anemia, piastrinopenia, leucopenia o eventuale leucocitosi
  • Iperproteinemia, ipoalbuminemia, iperglobulinemia, alterato rapporto Albumine/Globuline, azotemia (valori elevati di urea [BUN] e creatinina sierici), aumento degli enzimi epatici.
  • Ipoalbuminemia, Aumento di globuline α2 e gammopatia poli/oligoclonale
  • Urine isostenuriche (PS:1008-1012) o scarsamente concentrate (<1030), proteinuria (determinata con strisce reattive e PU/CU )

Al fine di confermare il sospetto si possono eseguire i cosiddetti esami per diagnosi eziologica diretta; in parole semplici si cerca di identificare il parassita all’interno degli organi che presentano lesioni compatibili con leishmaniosi. La presenza infatti di una relazione causa-effetto tra parassita e lesioni permette di emettere diagnosi di Leishmaniosi.

 leishmania infantum nel cane

lesioni cutanee da leishmania infantum

I metodi diagnostici di questo tipo attualmente disponibili sono:

  • esame citologico e istologico ( con riscontro diretto del parassita)
  • biologia molecolare (PCR): per la ricerca del genoma di Leishmania

In assenza di lesioni campionabili, gli organi o tessuti in cui più facilmente si possono riscontrare parassiti sono rappresentati, in ordine decrescente di sensibilità diagnostica, da midollo osseo, linfonodo e milza, sangue.

E’ possibile quindi che vi venga proposto un prelievo di midollo osseo per confermare attraverso PCR la presenza della Leishmania.

 

Quali cani necessitano di terapia per la leishmaniosi?

Una diagnosi di certezza e il corretto inquadramento clinico consentono di stadiare l’animale infetto da Leishmania infantum collocandolo nel gruppo di “esposti”, “infetti”, “malati” o “malati con quadro clinico grave” e di impostare terapia solo nei pazienti nei quali sia realmente necessario.

Sotto vi ho fatto un breve riassunto dei pazienti nei quali è indicato iniziare terapia e quelli in cui invece non lo è:

  1. ESPOSTO: il cane è stato esposto al parassita (quindi ha sviluppato anticorpi), ma è asintomatico, non è stato riscontrato il parassita, ed ha un titolo anticorpale basso. NON TRATTARE.
  2. INFETTO: Il parassita è stato evidenziato, attraverso un esame diretto o indiretto. In questo caso si lascia libera scelta al veterinario che valuterà la quantità di parassiti presenti e l’andamento del titolo anticorpale. In generale si consiglia un trattamento se c’è un aumento nel tempo del titolo anticorpale, e quindi si sta andando verso l’infezione.
  3. MALATO: Il parassita è stato evidenziato, attraverso un esame diretto o indiretto. Sintomi presenti.  -> E’ DA TRATTARE
  4. MALATO CON QUADRO CLINICO GRAVE: Il parassita è stato evidenziato, attraverso un esame diretto o indiretto. Paziente affetto da: nefropatia proteinurica; insufficienza renale cronica; gravi malattie oculari che possano comportare la perdita funzionale e/o richiedano terapie immunodepressanti; gravi malattie articolari che possano invalidare la funzione motoria e/o richiedano terapie immunosoppressive; gravi malattie concomitanti, di natura infettiva, parassitaria, neoplastica, endocrina o dismetabolica. 
TRATTARE.
  5. Refrattario al trattamento o recidivante.

Nei casi 2 e 3, la guarigione clinica è solitamente notevole per almeno un anno.
Nel 4° caso, posto che è necessario una terapia collaterale al fine di controllare i danni sistemici fatti dal parassita, si ha un miglioramento del quadro generale.

 

Quali sono i farmaci per la cura della leishmaniosi del cane?

L’associazione tra  Antimoniato di N-Metilglucamina (per 4-8 settimane) e  Allopurinolo, per almeno 6 mesi è il protocollo più utilizzato in medicina veterinaria e ad oggi è ritenuto il protocollo di prima scelta. I soggetti trattati con la combinazione dei due farmaci hanno una remissione più duratura se paragonata a quella ottenuta con l’utilizzo delle due sostanze in monoterapia o di altre sostanze.

Di seconda scelta invece l’associazione tra Miltefosina e Allopurinolo. Anche questa combinazione porta a completa remissione dei sintomi ma sembra determinare recidive più frequenti rispetto all’utilizzo dell’Antimoniato di N-Metilglucamina + Allopurinolo.

Numerosi sono gli altri farmaci che sono stati studiati per il trattamento della Leishmania tuttavia ad oggi nessuno ha dato risultati soddisfacenti e/o migliori di quelli ottenuti dall’associazione di farmaci sopra elencati quindi non starò ad elencarveli.

Dopo il ciclo terapeutico cosa si può fare?

Importante segnalare anche che sia per la prevenzione  che per il controllo della leishmaniosi del cane è diventato inoltre disponibile il domperidone (Leisguard®), con un effetto immunomodulatore basato sull’aumento dei livelli ematici di prolattina.  Il domperidone può essere usato alla fine del ciclo con Antimoniato di N-Metilglucamina e  Allopurinolo nei cani malati o a cicli nei cani ritenuti più a rischio di contrarre l’infezione per ‘rafforzare’ il sistema immunitario e aiutare a combattere un’eventuale infezione.

Il cane con leishmaniosi può guarire?

I protocolli terapeutici sono oggetto di continui studi e verifiche di efficacia ed attualmente alcuni soggetti possono guarire. Cani che reagiscono molto bene alla cura possono continuare a vivere anni senza più manifestare i sintomi ed alcuni possono negativizzarsi sierologicamente. Tuttavia sono possibili delle recidive e per questo motivo in genere si effettuano esami di laboratorio periodici. Numerosi sono i casi di negativizzazione del parassita con gli attuali protocolli di cura, ma ciò non rende purtroppo l’animale esente da un eventuale ricontagio o reinfestazione.

leishmaniosi nel cane

Prevenzione della leishmaniosi nel cane:

L’unica cosa su cui potete agire è la prevenzione per proteggere il vostro cane dal pappataccio. Poiché il flebotomo vive tra l’erba e colpisce soprattutto di notte, è meglio non far dormire il cane in giardino almeno nelle aree geografiche più colpite dalla malattia. Un altro tipo di intervento profilattico molto utile è l’uso di insetticidi unito ad operazioni di bonifica ambientale per eliminare le larve del pappataccio. Una delle misure di prevenzione più efficace è quella di far dormire il cane in casa  protetto da zanzariere a maglie molto fitte applicate a finestre e porte.

Quali antiparassitari usare nella prevenzione della leishmaniosi?

Diversi studi hanno dimostrato come la combinazione di imidacloprid per applicazione topica spot on e deltametrina (complesso deltametrina /trifenilfosfato), somministrata attraverso un collare a lento rilascio siano le soluzioni a più elevata efficacia nel prevenire le punture dei flebotomi.

Gli spot on, sono efficaci circa 24/48 ore dopo la somministrazione, in modo che il principio attivo si diffonda in tutto il corpo.
Ricorda inoltre che, per essere davvero funzionante, devi posizionare il liquido sulla pelle, spostando quindi bene il pelo, in un punto dove il cane non possa leccarsi, in quanto il prodotto è tossico per ingestione.

  • Il collareha una banda a lento rilascio ed impiega 5-6 giorni a diffondersi sul corpo;
  • esistono anche degli spray che hanno azione immediata, ma poco duratura.

Questi metodi comunque hanno dimostrato di essere in grado di diminuire in modo significativo l’incidenza di
infezione in aree endemiche quali Italia e Spagna nel giro di 2-3 anni.

Nelle aree geografiche più infestate da flebotomi è molto utile l’uso di insetticidi unito ad operazioni di bonifica ambientale per eliminare le larve del pappataccio; Molto utile (e sottovalutata) è l’abitudine di far dormire il cane in casa  protetto da zanzariere a maglie molto fitte applicate a finestre e porte.

Inoltre, se sei stato in vacanza in una zona ad alta endemicità, valuta di programmare uno screening per il controllo della quota anticorpale a distanza di qualche mese dal viaggio.

Il vaccino per la leishmaniosi nel cane:leishmaniosi nel cane

Da aprile 2012 è disponibile in Italia il primo vaccino europeo contro la leishmaniosi canina. Il vaccino Europeo è il CaniLeish della Virbac. Sembra che dal 6 al 54% delle infezioni possa essere prevenuto con la vaccinazione, perciò risulta un’alternativa valida e/o complementare ai mezzi terapeutici e profilattici attualmente a disposizione. La prima vaccinazione va eseguita su cani di almeno 6 mesi di età, dopo l’esecuzione di un test rapido per accertare che il cane non sia sieropositivo alla malattia e, in caso di negatività, comprende 3 inoculazioni di vaccino distanziate 3 settimane l’una dall’altra. Fatto ciò si procede come per tutte le altre vaccinazioni con un richiamo annuale.

  • Il costo del vaccino  è di 70 Euro ad iniezione (comprensivo di una visita veterinaria di controllo, ma non del test sierologico obbligatorio prima di effettuare il vaccino);
  • Per vaccinare il vostro quadrupede contro la leishmaniosi dovrete spendere 210 Euro nell’arco di un mese e mezzo (poiché le iniezioni da fare sono 3, a distanza di 21 giorni l’una dall’altra);
  • Dopo un anno dovrete fare il richiamo (e ripeterlo anche negli anni successivi); il costo del richiamo è di 70 Euro.

Sono ovviamente prezzi che possono variare da veterinario a veterinario.

Il prezzo del vaccino può variare poiché, nelle zone endemiche, per favorire la protezione alcuni medici veterinari potrebbero decidere di abbassare il costo, agevolando così i proprietari di cani nell’attuare la profilassi contro la malattia.
Vi consiglio, pertanto, di telefonare all’ambulatorio dove siete soliti portare il vostro amico a 4 zampe per avere informazioni più precise.

Sul nuovo vaccino per la leishmaniosi ho scritto un articolo a parte, clicca qui.

 

Vaccinare o no il cane per la leishmaniosi?

Per quanto concerne il discorso della scelta di vaccinare o meno il cane vi consigliamo di prendere una decisione consapevole:

  • La considerazione sulla spesa ovviamente è personale.
  • Il vaccino non garantisce una protezione completa (considerate che questo vale per tutti i vaccini in commercio), pertanto non operate una scelta in base alla sua efficacia.

Cari proprietari come sempre la decisione  spetta a voi! Spero di aver soddisfatto le vostre curiosità! Se lo ritenete utile ricordatevi di condividerlo che contribuite a diffondere la cultura veterinaria.

Ricordate che mi trovate sempre sulla pagina Facebook Amica Veterinaria sul mio profilo Instagram amica_veterinaria dove potrete essere sempre aggiornati sui nuovi articoli che pubblico e casi clinici particolari! Sulla pagina mi trovate anche  per rispondere quasi istantaneamente alle vostre domande!

 

leishmaniosi nel cane

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