Cari proprietari oggi abbiamo con noi la Dott.ssa Angela Ghiraldelli che ci parlerà dell’ipoglicemia nel cane. La collega si occupa di medicina interna presso la clinica veterinaria Pet Care a Bologna.

 

ipoglicemia nel cane

La Dott.ssa Angela Ghirardelli ci parlerà di ipoglicemia nel cane.

Cos’è l’ipoglicemia nel cane?

L’ipoglicemia si verifica quando la concentrazione di glucosio nel sangue è inferiore a 60 mg/dl. Un cane normoglicemico ha solitamente una concentrazione di glucosio da 60 a 120 mg/dl.

 

 

Quali sono le principali cause dell’ipoglicemia nel cane?

Le principali cause di ipoglicemia sono:

  • RIDOTTA PRODUZIONE/AUMENTATO CONSUMO DI GLUCOSIO ad esempio patologie del fegato, setticemia, ipoglicemia neonatale, etc.
  • IPOGLICEMIA PARANEOPLASTICA da eccessivo assorbimento di glucosio da parte delle cellule tumorali (ad esempio nel caso dell’insulinoma o di altre neoplasie).
  • IPOGLICEMIA IATROGENA/TOSSICOSI ad esempio overdose di insulina in pazienti diabetici (unico caso in cui un paziente diabetico può sviluppare ipoglicemia), intossicazione da xilitolo etc.
  • ARTEFATTI DI LABORATORIO ad esempio in caso di ritardo nella separazione del campione di sangue.

ipoglicemia nel cane

Quali sono i sintomi dell’ipoglicemia nel cane?

I segni clinici dell’ipoglicemia di solito insorgono quando la concentrazione di glucosio nel sangue è inferiore a 45 mg/dl. Il loro sviluppo dipende dalla gravità (quanto bassa è la glicemia), dalla durata (acuta o cronica) e dalla velocità con cui diminuisce la concentrazione di glucosio nel sangue. I sintomi includono: crisi convulsive, debolezza, collasso, atassia e meno comunemente letargia, cecità e coma.

Come distinguere la crisi convulsiva vera e propria da quella causata dall’ipoglicemia?

Il segno clinico distintivo della carenza di glucosio è la crisi convulsiva che tende ad essere intermittente; i pazienti tendono di solito a riprendersi entro un paio di minuti grazie all’attivazione di meccanismi controregolatori che bloccano gli effetti dell’insulina, stimolando la produzione di glucosio da parte del fegato e promuovono un aumento della glicemia.

 

 

Quale è l’iter diagnostico corretto?

L’ipoglicemia deve essere sempre confermata (più misurazioni della glicemia nell’arco della giornata o in giorni diversi) prima di iniziare studi diagnostici che mirino ad identificarne la causa (NON BASTA UNA SOLA MISURAZIONE). Di solito un’attenta raccolta della storia clinica dell’animale insieme ai reperti della visita clinica e degli esami di laboratorio di base forniscono già importanti informazioni al medico veterinario su quale possa essere la causa sottostante.

Cause più probabili dell’ipoglicemia in un cucciolo:

Il medico veterinario deve essere in grado di capire quale è la causa più probabile a seconda del paziente che ha difronte: ad esempio, se il paziente è un cucciolo si deve pensare subito ad una dieta inadeguata, a digiuno prolungato o a patologie del fegato congenite (ad esempio anomalie vascolari).

Cause più probabili di ipoglicemia nel cane anziano:

Nel caso invece di pazienti anziani le cause più probabili saranno: neoplasie (un articolo a parte dedicheremo all’insulinoma che è il primo tumore a cui si pensa quando si presenta grave ipoglicemia), sepsi, malattie del fegato (come la cirrosi) etc.

 

 

In cosa consiste il trattamento dell’ipoglicemia? 

Se possibile, la terapia deve essere diretta a eliminare la causa sottostante dell’ipoglicemia. Se il disturbo non può essere repentinamente risolto ed i segni clinici persistono, per attenuarli può essere necessario effettuare una terapia sintomatica a lungo termine, volta ad aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue.

Cosa può fare il proprietario a casa?

Se il cane o il gatto sta avendo una crisi ipoglicemica a casa, il proprietario deve applicare una piccola quantità di miele sulla parte interna delle labbra (mucosa buccale). La maggior parte dei pazienti risponde positivamente entro 1-2 minuti. Durante la somministrazione del miele è importante non introdurre le dita tra i denti dell’animale in quanto durante la crisi convulsiva potrebbe involontariamente mordere. Non appena il cane si riprende e riconosce ciò che lo circonda deve essere alimentato con un piccolo pasto e portato dal veterinario. E’importante ricordare che le crisi convulsive possono essere dovute a molte altre cause (e ben più probabili) dell’ipoglicemia; è pertanto fondamentale che almeno al primo episodio la diagnosi di ipoglicemia venga emessa da un medico veterinario.

ipoglicemia nel cane

Quale è la terapia d’urgenza che metterà in atto il veterinario?

Se l’animale che viene portato in visita presenta grave abbattimento, crisi convulsive o stato comatoso si deve prelevare un abbondante campione di sangue per misurare la concentrazione di glucosio ed altre variabili prima di far regredire i segni clinici somministrando destrosio al 50% per via endovenosa (soluzione glucosata). Questa infusione deve essere effettuata in piccole quantità e lentamente (nell’arco di 10 minuti). Dopo il bolo di glucosio la terapia consiste nella somministrazione continua di una soluzione al 5%-2,5% di destrosio per via endovenosa o aumentando la produzione di glucosio dal fegato mediante un’infusione a velocità costante di glucagone. Le crisi convulsive vengono controllate con farmaci anticonvulsivi e per combattere l’edema cerebrale derivato dalla crisi convulsiva possono essere necessari glucorticoidi (cortisone) o mannitolo (diuretico).

Bhè…che dire di più! Sei stata chiara e gentilissima come sempre! Grazie infinite Angela da parte mia e di tutti i followers di Amica Veterinaria per queste preziose informazioni!

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