Cari Proprietari oggi abbiamo il piacere di avere come ospite la Dott.ssa Silvia Zordan che ci parlerà dell’ipertiroidismo nel gatto. La collega si occupa di medicina interna nella Clinica Europa a Ferrara e nell’ambulatorio di San Benedetto Val di Sambro (BO).

Dott.ssa Silvia Zordan

Ciao Silvia, grazie di partecipare ad Amica Veterinaria:

Partiamo dall’inizio, come è formata la ghiandola tiroide del gatto?

La tiroide del gatto, così come la nostra,  è una ghiandola costituita da due lobi, situati su ciascun lato della trachea. Ogni lobo è associato a due paratiroidi (interna ed esterna). Una ridotta percentuale di gatti presenta inoltre una tiroide ectopica (ovvero situata in una sede diversa) a livello di torace (mediastino craniale) o nella regione sublinguale.

Perché è importante la tiroide?

La tiroide del gatto è fondamentale per la produzione di ormoni quali:

  • la Tiroxina (T4)
  • la 3,5,3’-triiodotironina (T3)

Gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo essenziale nell’equilibrio dell’energia disponibile, nella metabolizzazione dei depositi energetici e nel consumo dell’ossigeno.

 

Che cos’è l’ipertiroidismo nel gatto?

L’ipertiroidismo è uno stato ipermetabolico causato da una eccessiva produzione e secrezione di ormoni tiroidei.  È la malattia endocrina felina più comune, nonché una causa importante di morbilità nei gatti anziani e geriatrici (interessa fino al 10% dei gatti di età >10 anni). È una patologia che si sviluppa gradualmente nel corso del tempo.

Quali sono le cause dell’ipertiroidismo nel gatto?

La causa principale è la formazione e presenza di uno o più noduli a carico della tiroide. Al momento della diagnosi quasi tutti i gatti presentano uno o  più  noduli nella loro tiroide (malattia nodulare adenomatosa benigna) solo nel 2% dei casi al momento della diagnosi il problema è correlato ad un tumore maligno (carcinoma) che per fortuna ha un basso potenziale metastatico. I noduli benigni possono trasformarsi in una forma di neoplasia maligna, soprattutto se non trattata o controllata farmacologicamente.

 

Come mai l’ipertiroidismo nel gatto è così frequente?

Ad oggi non è ancora chiaro quali possono essere i fattori che influenzano l’alta prevalenza dell’ipertiroidismo.  Si ipotizza che l’aumento della durata della vita media dei gatti, la maggior motivazione dei proprietari a curare i propri animali ed una miglior capacità diagnostica da parte dei medici veterinari possano avere un ruolo nel giustificarne l’aumento della prevalenza.

Ci sono fattori predisponenti per l’ipertiroidismo nel gatto?

Studi epidemiologici hanno prodotto un elenco di fattori “colpevoli per presunta associazione”, riscontrando associazioni con l’aumento dell’età, con determinati stili di vita (gatti soprattutto indoor), consumo di cibo in scatola, uso della lettiera; ciò nonostante attualmente non vi sono dati solidi a convalidare o meno l’associazione tra questi fattori e lo sviluppo di ipertiroidismo. Alcune razze pure (Siamese, Burmese, Himalayani) presentano un minor rischio di sviluppare la malattia.

Quali sono i sintomi dell’ipertiroidismo nel gatto?

Gli ormoni tiroidei regolano la produzione di calore e il metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi e pertanto, in corso di ipertiroidismo, si assiste ad un aumento del metabolismo basale ed energetico. Di conseguenza i sintomi più comunemente riscontrati sono:

  • calo di massa e peso corporeo (nel 92% dei casi) dovuto alla perdita di depositi adiposi e della massa magra (perdita tessuto muscolare). Nonostante ciò è importante ricordare che l’ipertiroidismo può essere presente anche in animali sovrappeso o obesi.
  • alterazioni dell’appetito (nel 55% dei casi): nella maggior parte dei casi i gatti manifestano polifagia (aumento dell’appetito), raramente l’appetito risulta essere ridotto (tireotossicosi apatica)
  • vomito (nel 47%dei casi) dovuto sia alla rapida ingestione di alimento che all’azione degli ormoni al livello del centro del vomito. In caso di persistenza di vomito dopo efficace trattamento dell’ipertiroidismo si deve sospettare che vi sia un’altra malattia a giustificare il sintomo.
  • iperattività, irritabilità o irrequietezza (nel 41%) che porta ad una diminuzione della capacità del gatto di far fronte allo stress (elemento fondamentale da tenere a mente durante la manipolazione del gatto es. viaggio in macchina, visita dal veterinario).
  • PU/PD cioè aumento di minzione e sete (nel 33%).
  • alterazione della cute e del mantello (nel 30%) caratterizzate da ricambio eccessivo del pelo, peli aggrovigliati, aumento della velocità di crescita delle unghie, alopecia traumatica da leccamento compulsivo (soprattutto a carico del ventre).
  • diarrea (nel 21%) e aumento del volume fecale dovuti a ipermotilità e malassorbimento intestinale.
  • segni respiratori quali tachipnea, affanno o respirazione a bocca aperta (soprattutto quando stressati).
  • crisi convulsive tireotossiche, debolezza muscolare, crisi ipertiroidea (rare).

Cosa individuerà il veterinario alla visita clinica?

Alla visita clinica il medico veterinario può riscontrare comunemente noduli tiroidei palpabili (nel 98% dei casi ma la mancata palpazione di un nodulo tiroideo non permette di escludere la diagnosi di ipertiroidismo!) e atrofia muscolare/calo ponderale (77%); altri rilievi clinici sono rappresentati da anomalie cardiache (tachicardia 31%, soffi cardiaci 29% e aritmie, ipertensione 10-25%).

ipertiroidismo nel gatto

Ecco come viene effettuata la palpazione della tiroide per riscontrare un eventuale nodulo tiroideo

Come si fa diagnosi di ipertiroidismo nel gatto?

In ogni gatto in cui si sospetta l’ipertiroidismo è necessario eseguire degli esami utili sia a diagnosticare la patologia che ad escludere patologie con presentazione clinica simile (es. diabete mellito, malattie gastrointestinali infiammatorie/neoplastiche); pertanto si deve eseguire:

  • uno screening di base (emocromo, profilo biochimico completo, esame delle urine con UPC) e misurazione del TT4. Pur non essendoci delle alterazioni all’esame ematobiochimico patognomoniche (ovvero specifiche al punto di permettere la diagnosi), l’ipertiroidismo spesso è associato ad alti livelli di enzimi epatici. In alcuni casi è inoltre necessario eseguire ulteriori accertamenti diagnostici (RX torace, ecoaddome).
  • è buona abitudine includere la misurazione dl TT4 nei check up annuali di controllo dei gatti dai 7 anni in poi; questo permette di emettere diagnosi precoce.

La misurazione del TT4 è fondamentale per la diagnosi?

Pur non esistendo un test perfetto per la diagnosi di ipertiroidismo, la misurazione del TT4 risulta essere il test diagnostico di prima linea. La presenza di sintomi associata ad una concentrazione elevata di TT4 è compatibile con l’ipertiroidismo. In alcuni gatti possono essere presenti segni clinici caratteristici ma un TT4 entro l’intervallo di riferimento (es. malattia agli stadi iniziali, presenza di malattie concomitanti che influenzano il valore del TT4, assunzione di certi farmaci); in questi casi può essere necessario rimisurare il TT4 dopo un determinato intervallo di tempo e/o utilizzare altri test per supportare la diagnosi (fT4 -tassativamente in equilibrio dialitico, TSH, scintigrafia).

In cosa consiste la terapia per l’ipertiroidismo nel gatto?

Lo scopo della terapia è raggiungere l’eutiroidismo (ovvero concentrazioni normali di ormoni tiroidei), evitare l’ipotiroidismo e minimizzare gli effetti collaterali della terapia. Le possibilità per la terapia dell’ipertiroidismo sono molteplici e ognuna di esse presenta vantaggi e svantaggi. Si dividono in:

  • Terapie reversibili (farmaci antitiroidei e dieta)
  • Terapie definitive (chirurgia, terapia con iodio radioattivo)

Quali sono i farmaci per la terapia dell’ipertiroidismo del gatto?

I farmaci antitiroidei (metimazolo, carbimazolo) presenti in commercio in diverse formulazioni (compresse, sospensione orale, formulazioni transdermiche da applicare all’interno del padiglione auricolare). Qualsiasi sia la forma utilizzata, è importante che il farmaco non venga maneggiato direttamente con le mani (soprattutto la formulazione transdermica utilizzare guanti in lattice monouso) in quanto il principio attivo può venire assorbito anche dall’uomo (bisogna evitare che le donne in gravidanza maneggino tali farmaci).

 

 

Come si controlla se la terapia con i farmaci sta funzionando?

A 2-3 settimane dall’inizio della terapia e/o ad ogni variazione del dosaggio deve essere eseguito un controllo clinico del paziente, la misurazione del TT4 e della funzionalità renale (creatininemia, peso specifico delle urine), la misurazione della pressione sistemica. Eseguire dei monitoraggi attenti e costanti fino al raggiungimento dell’eutiroidismo è essenziale al fine di monitorare la funzionalità renale, prevenire lo sviluppo di ipotiroidismo iatrogeno (ovvero conseguente alla terapia), identificare eventuali patologie concomitanti ed eventuali effetti collaterali alla terapia per cui è bene che il proprietario si attenga rigorosamente al piano di controllo indicato per il proprio gatto.

Importante:

Il giorno del controllo la terapia deve essere somministrata come da abitudine e il prelievo può essere eseguito in qualsiasi momento rispetto all’orario di somministrazione. L’ipertiroidismo può mascherare una concomitante malattia renale cronica; ottenere il controllo adeguato dell’ipertiroidismo permette di identificarne l’eventuale presenza e impostare la terapia del caso (un errore comune del medico può essere quello di mantenere il gatto “un pò ipertiroideo” pensando di preservare la funzionalità dei reni).

In cosa consiste la chirurgia per l’ipertiroidismo nel gatto?

La rimozione della tiroide è una chirurgia relativamente semplice che determina una cura permanente dell’ipertiroidismo.

  • E’ essenziale eseguire una valutazione preanestesiologica attenta per minimizzare i rischi operatori (RX del torace, ecocardiografia, esami ematici completi); per capire se la malattia coinvolge uno o entrambi i lobi tiroidei sarebbe molto utile eseguire la scintigrafia preoperatoria con tecnezio
  • In alcuni casi prima di eseguire la chirurgia è indicato il trattamento con farmaci antitiroidei

 

 

In cosa consiste la terapia con lo Iodio radioattivo?

Gli esperti ritengono che lo iodio radioattivo (¹³¹ I) sia il trattamento d’elezione per la maggior parte dei gatti ipertiroidei. La guarigione si ottiene con un unico trattamento, non serve anestesia generale e gli effetti collaterali sono minimi. Bisogna rivolgersi a strutture specializzate (attualmente non presenti in Italia).

L’alimentazione nel gatto ipertiroideo è importante?

E’ una valida alternativa per quei gatti che non possono ricevere altri trattamenti. Deve essere somministrata in maniera rigorosa (è inefficace se non è una dieta esclusiva; y/d Hill’s). Ripristina lo stato eutiroideo in una percentuale inferiore di gatti rispetto alle altre opzioni terapeutiche. Ha gli svantaggi di essere un cibo poco appetibile, subottimale per un gatto anziano con atrofia muscolare, non ideale in animali con patologie concomitanti che possono richiedere altre diete medicate, di difficile gestione in gatti che vivono dentro e fuori casa/che convivono con altri gatti.

Qual è l’aspettativa di vita del gatto ipertiroideo?

  • La prognosi senza trattamento è infausta
  • La prognosi è eccellente se viene istituito trattamento e monitoraggi adeguati per mantenere lo stato di eutiroidismo (sopravvivenza > 5 anni). I gatti ipertiroidei con concomitante malattia renale cronica o altre patologie hanno una prognosi che viene influenzata più da queste ultime che dall’ipertiroidismo in sé.
  • La prognosi dell’ipertiroidismo correlato a carcinoma tiroideo è meno favorevole di quello correlato ad adenoma. Tuttavia col trattamento adeguato anche i gatti con carcinoma tiroideo spesso muoiono per altre malattie non correlate all’ipertiroidismo più che per le conseguenze del tumore tiroideo.

 

 

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