Iperplasia prostatica benigna nel cane!

Cari proprietari oggi voglio cominciare a parlarvi dei problemi che può causare la prostata al vostro cane, iniziando dall’iperplasia prostatica benigna. Ne seguiranno altri  sulla prostatite, ascessi prostatici e sui tumori prostatici.

Che cos’è l’iperplasia prostatica benigna?

Immagino che tutti sappiate cosa sia la prostata, è presente nel cane così come nell’uomo, ed è una ghiandola rotondeggiante che avvolge l’uretra all’emergenza della vescica. Serve per produrre il liquido prostatico che crea un ambiente favorevole alla sopravvivenza e motilità degli spermatozoi che giungono nell’uretra a questo livello. Considerate che il liquido prostatico rappresenta il 97% di tutto l’eiaculato, come a dire che se la prostata non funziona gli spermatozoi muoiono e non arrivano a destinazione. Il liquido prostatico normale è chiaro e sieroso ed ha proprietà battericida. Viene prodotto durante l’eiaculazione, ma una piccola quantità viene secreta in continuazione. Il testosterone (secreto dai testicoli) è l’ormone che stimola l’attività secretoria della prostata. Nella quasi totalità dei cani maschi la prostata va incontro con l’avanzare dell’età a iperplasia prostatica benigna. Come suggerisce il nome (benigna) non è molto preoccupante ma può creare qualche problema. Vediamo quando.

Quando l’iperplasia prostatica benigna può creare problemi?

La prostata è situata al di sotto del retto e il suo aumento di volume può andare a comprimerlo dando:

  • difficoltà a defecare (tenesmo, stipsi) un sintomo sono le feci schiacciate e appiattite invece che cilindriche.
  • In casi di estremo aumento di volume si può avere compressione dei nervi che vanno agli arti posteriori e quindi un’andatura all’apparenza un po’ rigida;
  • Predispone alla prostatite acuta e ad ascessi prostatici.
ipertrofia prostatica benigna
Nel disegno potete vedere sopra una prostata normale paragonata a una prostata iperplasica (sotto) che va a comprimere il retto sovrastante.

 

 

 

Come viene fatta diagnosi di iperplasia prostatica:

Visti in sintomi blandi e aspecifici la diagnosi è quasi sempre un reperto occasionale a un’ecografia addominale di controllo. L’ecografista si rende infatti facilmente conto dell’aumento di volume della prostata. Oggi è stato messo a punto anche un biomarker sanguigno la CPSE che è predittiva sull’iperplasia prostatica benigna e  che sta incominciando a prendere piede in medicina veterinaria insieme agli altri ceck-up annuali.




 

Che cosa è la CPSE e in che modo aiuta a identificare l’iperplasia prostatica benigna?

La CPSE (Esterasi Prostatica Specifica Canina) non fa diagnosi da sola, serve solo come screening, se è sopra 50 µg/dl vuol dire che potrebbe esserci un problema, sopra 90 µg/dl è certo che ci sia un problema. A mio avviso quindi nei cani di età superiore a 5 anni questo test fornisce un metodo preciso e semplice per individuare l’iperplasia prostatica benigna fin dalle prime fasi e consente l’esecuzione di ulteriori esami , in particolare tramite l’ecografia, per eliminare la possibilità di malattie concomitanti più gravi.

Una volta diagnosticata l’iperplasia prostatica benigna?

Come avrete capito è così frequente che se andasse sempre terapizzata tutti i cani maschi sarebbero sotto terapia. Di solito la si tiene sotto controllo, l’importante è evitare che vada in prostatite (perdita di gocce di sangue prepuziale, dolore, febbre, ma ve ne parlerò in un altro articolo). L’iperplasia prostatica benigna si presenta solitamente in cani adulti/ anziani ma non è rara anche nei giovani (già a 2-3 anni di età) e in questo caso la situazione va tenuta sotto controllo. Se le dimensioni iniziano a diventare preoccupanti si dovrà pensare a porci rimedio.




 

Cosa si può fare per contrastare l’iperplasia prostatica benigna?

Quasi tutti consigliano la castrazione ma negli ultimi anni la medicina veterinaria si è fatta molte domande sugli effetti collaterali della castrazione nel cane maschio e in effetti recenti studi hanno visto che la castrazione aumenta il rischio di:

  • carcinoma prostatico;
  • tumore a cellule di transizione della vescica;
  • osteosarcoma;
  • altre forme tumorali in bassa percentuale.

Soprattutto se la castrazione viene effettuata in giovane età.

Quindi a mio parere se l’iperplasia prostatica dovesse insorgere in tarda età ha senso optare per la castrazione mentre quando a esserne colpito è un cane giovane o un riproduttore la terapia medica è la scelta più appropriata.

iperplasia prostatica benigna

Su cosa si basa la terapia medica per l’iperplasia prostatica?

Se in passato veniva usato il finasteride oggi è stato soppiantato dall’osaterone acetato (YPOZANE) che è diventato il farmaco di scelta. Vediamo perché:

Finasteride:

è uno steroide sintetico disponibile in commercio che inibisce la 5α-riduttasi di tipo II l’enzima che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (la forma attiva che agisce sulla prostata). Il problema di questo farmaco è che necessita di protocolli terapeutici lunghissimi anche per 5 mesi ( esistono vari protocolli con durate e dosaggi diversi). Un effetto collaterale è che può aumentare l’aggressività nei cani predisposti. Per fare effetto sulla prostata e ridurne le dimensioni ci mette anche 2-3 mesi. La libido e la fertilità rimangono intatte. Il calo del volume dell’eiaculato è normale (in quanto cala la produzione del liquido prostatico).

Osaterone acetato (Ypozane):

è il farmaco di scelta perché agisce a 3 livelli:

  • riduce l’entrata del diidrotestosterone nelle cellule prostatiche (antagonista recettoriale),
  • blocca i recettori per il diidrotestosterone e ne riduce la formazione sulla cellula,
  • dimezza la 5α-riduttasi riducendo la formazione di diidrotestosterone (che abbiamo detto che è la forma attiva dell’ormone).

Non riduce la libido, non altera lo spermiogramma e quindi la fertilità però il liquido prostatico e quindi il volume dell’eiaculato cala riducendo le possibilità di fecondazione con la monta naturale (non con l’artificiale in cui il seme viene diluito). Può provocare come raro effetto collaterale iperplasia mammaria provvisoria, aumento della fame e del peso. Viene usato a 0,5 mg/Kg al giorno per sette giorni. L’effetto sulla prostata dura anche fino a 12-16 mesi, anche se viene considerato per i controlli l’effetto minimo di 6 mesi. Porta a una riduzione della prostata  del 15% già dopo 20 giorni fino ad avere poi una involuzione completa in un mese e mezzo circa. Il protocollo si può ripetere più volte al recidivare dell’iperplasia.

 Deslorelina acetato (SUPRELORIN):

E’ un impianto sottocutaneo che dura mesi. Blocca la produzione di testosterone e quindi porta a calo della libido e sterilità. Non è indicato il suo uso da solo per l’ipertrofia prostatica, al massimo lo si usa in associazione all’osaterone. Purtroppo ha effetto e duratat abbastanza imprevedibile e quindi l’infertilità non è garantita, bisogna osservare tempi di allontanamento precauzionale dalle femmine in calore. Alla fine personalmente non è un farmaco che amo molto o di cui mi fido particolarmente e sicuramente non è molto utile per questa patologia.




 

Riassumendo sull’ipertrofia prostatica la cosa fondamentale è il monitoraggio e il controllo. La castrazione è un rimedio che sicuramente funziona ma merita di essere discusso con voi proprietari e valutato di caso in caso.

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