
Cari proprietari, oggi voglio parlarvi di una patologia piuttosto rara ma frustrante se si presenta, cioè l’iperestesia felina o sindrome del gatto nervoso.
Cos’è l’iperestesia felina?
L’iperestesia felina è una patologia su cui abbiamo ancora pochissimi dati di studio ed è di conseguenza ancora poco compresa. Potremmo definirla come uno stato di ipersensibilità agli stimoli, ma non abbiamo ancora certezze su quale sia la causa scatenante: si suppone ci possa essere una base neurologica, comportamentale o genetica. La sintomatologia, per quanto ci siano alcuni atteggiamenti abbastanza particolari, non è sempre distinguibile da quella di altre malattie, che devono quindi essere escluse nell’iter diagnostico. Le manifestazioni possono essere blande (quindi spesso sottovalutate) ma si può anche arrivare ad avere animali che si autolesionano gravemente.
Quali sono i sintomi principali dell’iperestesia felina?
I sintomi principali dell’iperestesia felina sono:
- Nervosismo improvviso: il gatto sembra tranquillo e ad un tratto scatta, si guarda la schiena, si lecca la groppa, scappa.
- Si possono vedere dei movimenti “ad onda” del muscolo pellicciaio (come quando vogliono scacciare le mosche) ma fatto in maniera molto evidente e continuativa, associata a fastidio.
- Paura: durante questi momenti il gatto è agitato, le pupille sono dilatate, presenta tachicardia. Tende a nascondersi.
- Possono manifestarsi salivazione, movimenti nervosi della coda, vocalizzazioni.
- Leccamento compulsivo fino ad autolesionismo: alcuni soggetti si leccano e mordono al punto da farsi del male.
- Eccessiva sensibilità o disagio al tocco nella parte posteriore del corpo.
Non si tratta quindi di sintomi prettamente comportamentali, ma si suppone che ci sia una componente anche di dolore neuropatico, ovvero una patologia a carico delle vie di conduzione del dolore. (Avete mai visto o vissuto il dolore erpetico, il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio? Nel caso potreste avere un’idea del tipo di dolore di cui stiamo parlando!)
Qual è il ruolo dello stress?
Come sappiamo il gatto è un animale estremamente sensibile allo stress, infatti numerose patologie in veterinaria sono legate ad esso; supportarlo sotto questo punto di vista è sicuramente un grande aiuto, e questo indipendentemente dal suo stato di salute. Anche nell’iperestesia felina lo stress sembra giocare un ruolo importante, e sebbene anche questo da solo potrebbe portare ad un eccessivo leccamento da parte del micio, ci sono modi per distinguere se siamo di fronte a qualcosa di più complesso della semplice “noia”.
Quali sono i segnali tipici dello stress nel gatto?
I segnali di stress nel gatto sono molti, come il leccamento compulsivo, le urinazioni e defecazioni fuori dalle lettiere, gli atteggiamenti di aggressività verso altri gatti o verso umani, l’apatia o il disinteresse nei confronti dell’ambiente circostante… ma siccome ogni soggetto è diverso ed i proprietari sono quelli che conoscono meglio l’animale in questione, le cose da loro notate possono essere di grande aiuto. Questo perché sicuramente gli atteggiamenti anomali che si possono vedere in casa non vengono messi in atto in clinica, davanti al veterinario! Ascoltate un consiglio: se riuscite FATE DEI VIDEO al vostro gatto, può essere estremamente utile al clinico!
Come possiamo distinguere i sintomi da stress dall’iperestesia felina?
In generale possiamo dire che nell’iperestesia felina la problematica tende ad essere localizzata sul fondo della schiena (ci sono gatti che si leccano anche altrove, sebbene sia più raro) ma la grande distinzione è lo stato d’animo del gatto. Un animale che si lecca per stress o noia sostanzialmente non sa cosa fare e ridirige su sé stesso l’attività esplorativa, non potendo eseguirla su niente altro. Il leccamento è indirizzato a zone diverse, come interno coscia, pancia… e tutto ciò viene fatto in modo RILASSATO. Anche se arriva a crearsi alopecia la pelle sotto è liscia ed intatta, non ci sono lesioni, non c’è prurito. Nell’iperestesia, al contrario, il gatto sembra in panico, dolorante, fugge, si nasconde e si può creare lesioni anche gravi nel tentativo di lenire il fastidio.
Esiste una predisposizione genetica o razze predisposte?
Come detto all’inizio, gli studi sull’iperestesia sono molto pochi. Esiste qualche segnalazione aneddotica di una maggiore frequenza in alcune razze come l’Abissino, il Birmano o l’Himalayano, ma non sufficienti per avere certezze.

Come si fa la diagnosi di iperestesia felina?
La diagnosi di iperestesia felina va fatta a step PER ESCLUSIONE dal veterinario, avvalendosi del supporto di altre figure specializzate come dermatologo, neurologo e comportamentalista. Bisogna innanzitutto:
- Escludere pulci o altri parassiti, compresa l’allergia alla saliva di pulce
- Escludere problemi muscolo-scheletrici
- Escludere problemi di natura neurologica
Di conseguenza per arrivare ad una diagnosi possono essere necessari diversi test, tra cui:
- visita dermatologica con tricogrammi e raschiati cutanei
- esami del sangue
- visita neurologica completa
- eventuale TAC o Risonanza Magnetica.
Come si cura?
L’iperestesia felina non ha una cura specifica, ma esistono diversi accorgimenti da mettere in atto in base alla causa ed i livelli di gravità: se abbiamo sintomi molto blandi possiamo intervenire sulla gestione dello stress, se invece le problematiche sono più importanti sarà necessario intervenire farmacologicamente.
- Gestione dello stress: l’arricchimento ambientale gioca un ruolo essenziale, quindi possiamo modificare il numero o la qualità di lettiere che utilizziamo (ricordate: la regola è una risorsa in più dei gatti presenti, quindi un gatto = due lettiere, due gatti = tre lettiere e così via). Stesso discorso si può fare relativamente alle altre necessità, come cucce, punti cibo, punti acqua. Importante per il micio è la presenza di posti rialzati in cui potersi arrampicare ed osservare dall’alto, così come l’avere luoghi dove nascondersi senza essere disturbati. Fare frequenti sessioni di gioco per stimolare l’istinto predatorio e, per chi ne ha la possibilità, uscite all’esterno, anche solo sul pianerottolo. Esistono infine i feromoni da installare in casa tramite diffusori a parete o spray: si tratta molecole normalmente prodotte dai gatti per comunicare tra loro che aiutano a far percepire la casa come ambiente sicuro e sereno.
- Supporto farmacologico: se gli accorgimenti di cui sopra non fossero sufficienti o se si riuscisse ad individuare una causa specifica alla base, il veterinario comportamentalista o il neurologo potranno suggerire farmaci specifici per migliorare il benessere del gatto. Le molecole più utilizzate sono gabapentin, antidepressivi triciclici o fluoxetina.

Per tirare le somme, se notate atteggiamenti che risultano strani sul vostro gatto, vi prego di farci caso: i comportamenti anomali dei gatti vengono spesso classificati come normali o semplicemente bizzarri, quindi non indagati a livello medico. Un animale che soffre di iperestesia felina però può provare un vero dolore e merita di essere trattato adeguatamente! Permettetemi infine di dire una cosa un pelo fuori tema che probabilmente sarà controversa: lo stress del gatto è spesso sottovalutato. Siamo abituati a pensare che nelle nostre case abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno, ciotole piene, cucce calde…ma non pensiamo che il gatto è una macchina perfetta ed è un predatore. Questa è la sua motivazione principale e troppo spesso nelle case non hanno modo di mettere in atto tutti gli atteggiamenti etologici specifici della specie. Ovviamente dipende anche da dove vivete, se siete in centro Milano le uscite sono oggettivamente troppo rischiose. Ma in contesti più rurali, per quanto ovviamente i rischi per il gatto siano molto più alti uscendo rispetto allo stare all’interno, la possibilità di esplorare anche piccole porzioni di esterno porterà ad un miglioramento notevole dal punto di vista del benessere mentale. Se questa possibilità è esclusa, ci sono molti modi per cercare di rendere stimolante l’ambiente casalingo, come rialzi, passerelle, giochi stimolanti… cercate di fare quanto in vostro potere per migliorare la vita del vostro gatto, non è vero che è un animale sempre solitario e che può stare ore ed ore da solo in casa senza ripercussioni!

In caso di dubbi, rivolgetevi al vostro medico veterinario di fiducia per farvi indirizzare su cosa potete fare! Ricordate che mi trovate sempre sulla pagina Facebook Amica Veterinaria e sul mio profilo Instagram amica_veterinaria dove potrete essere sempre aggiornati sui nuovi articoli che pubblico e casi clinici particolari!
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