Insufficienza pancreatica esocrina: parla lo specialista!

Cari proprietari oggi abbiamo di nuovo come ospite la Dott. ssa Francesca Bresciani che ci parlerà dell’insufficienza pancreatica esocrina nel cane e nel gatto.

La collega è appassionata e specializzata in medicina interna e gastroenterologia . Lavora come libera professionista in provincia di Bologna Modena e Firenze.  La potete trovare sulla sua pagina Facebook  alla sua mail francesca.bresciani85@gmail.com

 

Dott.ssa Francesca Bresciani

Cara collega di cosa ci parli oggi?

Oggi vi parlo di una patologia molto sconosciuta. Se vostro cane o gatto hanno la diarrea e sono molto magri potrebbero avere l’insufficienza pancreatica esocrina.

 

Cominciamo dalle basi, ricordaci che cosa fa il pancreas?

Iniziamo da un accenno di fisiologia. Il pancreas è una grossa ghiandola annessa all’appartato gastroenterico a livello di duodeno (primo tratto del piccolo intestino dopo lo stomaco). Il pancreas ha la funzione di produrre enzimi digestivi (pancreas esocrino) che tramite il succo pancreatico vengono riversati nell’intestino e permettono la digestione dei nutrienti della dieta. Il pancreas produce inoltre ormoni (pancreas endocrino), ovvero insulina e glucagone, che regolano la glicemia, ma questa è un’altra storia…

Che cos’è l’insufficienza pancreatica esocrina?

Quando, sia nel cane che nel gatto, il pancreas non è più in grado di produrre enzimi digestivi si parla di insufficienza pancreatica esocrina (exocrine pancreas insufficiency, EPI) quindi una carenza di enzimi pancreatici con conseguente maldigestione e malassorbimento.

Perché il pancreas smette di funzionare? Quali sono le cause?

La causa più frequente (forma primaria), è l’atrofia pancreatica acinare, ovvero una distruzione da parte del sistema immunitario della pancreas esocrino; questa forma riconosce una spiccata predisposizione di razza. Poi ci sono cause secondarie per cui il pancreas smette di funzionare come: pancreatiti croniche (infiammazioni croniche del pancreas), tumori pancreatici oppure la rimozione chirurgica di buona parte dell’organo. In questi casi quindi si ha spesso sia una mancata produzione di enzimi digestivi (insufficienza pancreatica esocrina) che degli ormoni (insufficienza pancreatica endocrina, ovvero diabete mellito).

 

 

Parlavi di una predisposizione di razza, quindi quali animali sono predisposti?

Per quanto riguarda cani affetti da l’atrofia pancreatica acinare il Pastore Tedesco e il Rough Collie sono particolarmente predisposti, anche se la malattia può colpire tutti i cani. Mentre la forma secondaria (dovuta a infiammazione, tumore o rimozione) non ha predisposizione di razza.

Infine ricordiamoci che anche i gatti posso avere questa patologia, e sono predisposti alla forma primaria e secondaria come il cane.

La forma primaria colpisce i soggetti giovani intorno a 3-4 anni di età, mentre la forma secondaria è tipica di animali adulti-anziani.

insufficienza pancreatica esocrina

Quando il cane o il gatto hanno questa patologia che sintomi possono notare i proprietari?

La sintomatologia dell’EPI è caratterizzata da:

  • diarrea,
  • dimagramento con appetito normale o aumentato
  • feci tipicamente molli, voluminose e con una aumento della frequenza di defecazione, a volte sembrano oleose (steatorrea).

Il dimagramento è davvero grave soprattutto nei cani colpiti; mentre il gatto può dimagrire, essere normopeso o addirittura rimanere grassottello. (I gatti sono unici!)

L’appetito nel cane è tipicamente aumentato (polifagia), e spesso manifestano anche pica (mangiano oggetti non edibili) o coprofagia (mangiano le feci proprie e di altri); oppure hanno un appetito normale. I gatti invece possono essere polifagici (mangiano tanto), disoressici (mangiano poco) oppure avere un appetito normale.

 

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi di questa patologia (per fortuna) è abbastanza semplice!

L’esame fisico e gli esami del sangue di base sono aspecifici, e mostrano segni di malassorbimento. Per cui in presenza di un sospetto diagnostico è necessaria l’esecuzione di test specifici della funzionalità pancreatica (TLI (Trypsin-like immunoreactivity)) e il profilo da malassorbimento (misurazione dei folati e della cobalamina sierici).

 

 

Possiamo fare qualcosa per curare questa malattia?

Per essere precisi la “cura” non esiste; mi spiego meglio. Quando la patologia viene diagnosticata la parte esocrina del pancreas è distrutta e non c’è nulla che possiamo fare per farla tornare a far funzionare, quindi è una malattia che il paziente si porterà dietro per il resto della vita.

La buona notizia e che possiamo “trattarla”, integrando quello che il pancreas non produce più.

Quindi la base del trattamento dell’EPI è la supplementazione di enzimi pancreatici per via orale. Inoltre associata a questa integrazione dobbiamo supplementare la cobalamina (per via sottocutanea o per via orale) e a volte sono necessari cicli di antibiotici particolari (non vi dirò quali per evitare il “fai da te”!!). Infine è necessaria una dieta bilanciata e nutriente, ovvero una dieta petfood di buona qualità o una dieta casalinga formulata ad hoc da un nutrizionista esperto in materia.

insufficienza pancreatica esocrina

Quindi sembra facile! Con la terapia staranno subito meglio?

Sembra facile ma in realtà non lo è! Il controllo della sintomatologia (peso corporeo e sintomi gastroenterici) è molto difficile da raggiungere. In genere sono necessari molti controlli con il vostro veterinario e molti aggiustamenti terapeutici (cambio enzimi, cambio di diete, antibiotico e supplementi) per trovare la combinazione migliore per ogni paziente.

Questo per dire che “provare la terapia con gli enzimi” per fare diagnosi di EPI non funziona! Inoltre sono necessari tanti controlli per trovare il giusto equilibrio, quindi non è detto che il cane o il gatto stia subito meglio dopo la diagnosi.

Bhè…che dire di più! Sei stata chiara e gentilissima come sempre! Grazie infinite  Francesca da parte mia e di tutti i followers di Amica Veterinaria per queste preziose informazioni!

Che ne dite proprietari vie è piaciuta questa spiegazione? Mi raccomando condividete! Restate connessi con Amica Veterinaria per non perdervi i prossimi approfondimenti!

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