A che età prendere un cucciolo? Quando farlo uscire la prima volta?

Cari proprietari oggi proverò a rispondere a due domande importanti: “A che età prendere un cucciolo?” e “quando farlo uscire la prima volta?

Partendo dal presupposto che abbiate già considerato se avete tempo e denaro a sufficienza per gestire un nuovo compagno di vita e che vi siate già informati su razza o provenienza del vostro cucciolo siete arrivati alla domanda decisiva e cioè: Qual è il momento giusto per separarlo da mamma e fratellini?

Partiamo con il cane poi vedremo anche il gatto.

A che età prendere il cucciolo di cane?

La risposta breve a questa domanda è 2 mesi di età. Prima dei due mesi è assolutamente vietato. Dopo i due mesi fino ad arrivare ai 3 mesi ci sono varie correnti di pensiero.

Perché prima dei 2 mesi di età è sbagliato?

In questa fase il cucciolo deve imparare cose importantissime dalla madre e dai fratelli. Tra queste la più importante è l’inibizione del morso. Attraverso il gioco e le sgridate della mamma il cucciolo impara che il morso fa male e deve essere controllato, impara che la bocca si può usare per comunicare ma senza esagerare. Tutto questo è importantissimo perché nella sua vita d’adulto saprà esattamente quanto, quando, come e se mordere, arrivando raramente a fare male. Oltre a questo fondamentale meccanismo impara a socializzare con i suoi simili e comprende il linguaggio canino. Alcuni meccanismi come mettersi a pancia all’aria in segno di resa, rispettare le gerarchie, vocalizzare in modo corretto e non eccessivo, accettare il contatto fisico, controllare le pulsioni,  li impara in questa fase.

Portarlo via prima dei due mesi di età può comportare in futuro:

  • Iperattività
  • Aggressività
  • Ansia e paura
  • Fobie
  • Possessività eccessiva
  • Problemi di apprendimento

 

socializzazione al parco a 3 mesi
Socializzazione a 3 mesi al parco.

La credenza popolare che vada preso appena è svezzato è SBAGLIATA.

Se l’allevatore vi dice:” vieni pure a prenderlo prima tanto l’ho già separato dalla mamma” è ancora una volta SBAGLIATO. Un allevatore che separa la madre dai cuccioli non capisce niente di cani ed è meglio stargli alla larga. Se è vero che una cucciolata molto numerosa può stressare la mamma è anche vero che si devono predisporre dei luoghi in cui la mamma può decidere di stare un po’ da sola a riposare ma deve avere la possibilità di continuare a vivere con i cuccioli. Le sgridate si faranno sempre più violente ma non vuol dire “la mamma si è stufata non li vuole più” vuol dire “gli sta insegnando a stare al mondo!”  E’ una cosa importante e fondamentale. Chi vi dice il contrario è perché vuole sbarazzarsi in fretta dei cuccioli.




Cosa succede dopo i 2 mesi di età?

Dopo i 2 mesi la mente del cucciolo si apre a qualsiasi nuovo insegnamento. E’ pronto per esplorare l’ambiente e fare nuove esperienze. Dal secondo al terzo mese quindi bisogna dedicargli molto tempo, deve incontrare cani, gatti, bambini, anziani, biciclette, autobus, ponti, automobili e chi più ne ha più ne metta. Ogni esperienza deve essere positiva. In questa fase la sua mente è da plasmare, attenzione a non fargli ricevere dei traumi o spaventi  perché gli si fisserebbero indelebilmente nella memoria e potrebbe mantenere la fobia per tutta la vita.
A 80-90 giorni  il cucciolo è già in grado di gestire decentemente la vescica (cosa mooolto comoda), sa regolare il morso, è meno delicato dal punto di vista fisico ed ha una voglia matta di collaborare… Se il cucciolo era in un ambiente molto ricco di stimoli con i genitori e i fratelli e un allevatore in grado di gestire la socializzazione questo può essere un buon momento per portarlo a casa.

Perché in alcuni casi è meglio prenderlo a 3 mesi di età?

Se il cucciolo è in un ambiente ricco di stimoli, l’allevatore lo fa socializzare e gli fa fare esperienze (brevi tragitti in macchina, incontrare altri cani, vedere le macchine, le biciclette ecc..) e voi al contrario non avete molto tempo o siete alle prime armi, allora può stare un po’ di più di tempo con la mamma e i fratelli. Se invece è chiuso in un recinto è meglio portarlo via a due mesi per avere a disposizione quel mese fondamentale per la socializzazione ambientale.

A questo discorso della socializzazione si collega direttamente la domanda..

A che età fare uscire il cucciolo per la prima volta?

Se avete letto attentamente i paragrafi precedenti avete già capito la risposta. Subito. Dai due mesi in poi. E la copertura vaccinale?

Da anni i veterinari specializzati in comportamento si battono per scardinare l’insana abitudine di tenere il cucciolo di cane chiuso in casa fino a 3 mesi (fine ciclo vaccinale). Mi trovo pienamente d’accordo con loro! Come abbiamo appena visto i primi mesi di vita sono fondamentali per la socializzazione dei cani. Per socializzazione non si intende solo il rapporto con gli altri cani ma in generale sperimentare varie situazioni di vita quotidiana. Ora, se mi tenete un cucciolo chiuso in casa per tutta la fase fertile per il suo apprendimento sociale avrete quasi la certezza che non prenda la parvovirosi (anche se la potete portare voi in casa con scarpe contaminate ad esempio) ma quasi certamente otterrete un soggetto con problemi comportamentali di varia natura.
Credo che si tratti di soppesare i pro e i contro.
Come sapete tutti, io ho sempre avuto lupi cecoslovacchi, già non sono cani semplici, immaginatevi se li portavo nel mondo a ciclo vaccinale finito…avrei ottenuto lupi fobici verso tutto.
Ho sempre preferito avere cani equilibrati per condividere con loro una lunga vita felice prendendomi qualche rischio in più nei primi mesi. Il rischio delle malattie infettive non è così alto in zone a bassa concentrazione canina. Da evitare le aree cani o le zone con randagismo. Una bella passeggiata in campagna, nei boschi in compagnia di cani adulti vaccinati ed equilibrati può fare solo che bene al vostro cucciolo.

 

Vade retro traversine!!!

A questo discorso si lega l’utilizzo smodato delle traversine per i bisogni in casa.
In tanti mi scrivete perchè:
– prima il cucciolo non si abitua a farla sulla traversa,
– poi si mangia la cacca sulla traversa o in giro per casa (giustamente pulisce la tana!)
– poi una volta che finalmente ha il permesso di uscire, anche se state fuori due ore, torna in casa a farla (glielo avete insegnato voi d’altronde! In più fuori è a disagio, ha paura e non è abbastanza rilassato per lasciare andare gli sfinteri!).

Quindi, il mio consiglio è: nonostante qualche precauzione, siate meno fobici voi verso le malattie infettive per avere cani meno fobici in futuro!
D’altronde nella vita il “rischio 0” per qualsiasi eventualità non esiste.




 

A che età prendere un cucciolo di gatto?

Nel gatto il discorso cambia un pochino. Nel gatto sono i primi 3 mesi di vita (e non i 2 del cane) importanti per  lo sviluppo fisico e comportamentale.

In questo periodo il gattino impara la comunicazione felina, grazie alla quale sarà in grado di integrarsi con i suoi simili. Un gatto mal socializzato può presentare problemi relazionali e sessuali alterati. Quindi si potranno presentare problemi seri nella convivenza con altri simili.

Tutti i comportamenti istintivi saranno perfezionati nella loro esecuzione grazie agli insegnamenti di mamma gatta e grazie alla relazione sociale con i fratellini. Il carattere e il comportamento dipendono dall’interazione che ogni gattino ha con l’ambiente, con la sua specie ed altre specie (anche l’umano).

Nel gatto però più spesso si verificano situazioni di urgenza, le cucciolate spesso non sono programmate, oppure sono già al gattile. Diaciamo quindi che possiamo tenere come punto di riferimento i 3 mesi di vita nelle situazioni idilliache in cui i micetti vivono in un ambiente protetto con la mamma e i fratelli. Negli altri casi si dovrà per forza di cose anticipare. Mai prima dei 2 mesi comunque. Nel caso ci si trovi di fronte a un’adozione precoce è sempre meglio affiancare un gatto adulto equilibrato oppure adottare 2 fratellini. Io ho sempre preso i miei gatti a coppie di 2 o 3. Da veterinaria mi sono sempre ritrovata delle cucciolate che nessuno voleva o in situazioni di emergenza e in quel caso decidevo di portermene a casa 2 o 3. In questo modo posso dire di avere sempre avuto gatti molto equilibrati nonostante il precoce distacco dalla madre.

a che età prendere il cucciolo
Crescere insieme, i miei cuccioli di gatto, adottati insieme per sopperire alla mancanza della mamma.

Quando fare uscire il gatto di casa?

I miei gatti sono sempre usciti di casa ma ho sempre aspettato che mostrassero un grande interesse per il mondo esterno e fossero loro a chiedermelo, miagolando insistentemente davanti alla porta finestra. Di solito questo accade intorno ai 6 mesi di vita. Questo permette loro di avere una solida appartenenza alla casa e un poco di timore verso l’ambiente esterno che li porta ad esplorare gradualmente i dintorni evitando in questo modo i pericoli. Ovviamente, soprattutto per le femmine, bisogna prima procedere alla sterilizzazione se non volete che vi tornino gravide.

cresciuti insieme
5 mesi dopo…cresciuti insieme.

 

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