Eclampsia puerperale nel cane e nel gatto!

Cari proprietari oggi voglio parlarvi di una patologia molto sconosciuta fra voi proprietari e cioè l’eclampsia puerperale nella cagna e nella gatta dopo il parto.

Se siete allevatori probabilmente conoscete bene questa patologia e come prevenirla ma se siete alla vostra prima esperienza di parto casalingo è meglio che leggiate l’articolo fino in fondo.

Che cos’è l’eclampsia puerperale?

E’ una malattia grave, ad insorgenza acuta che se non trattata in tempo può causare la morte della madre. Di fatto si tratta di l’instaurarsi di un’ ipocalcemia grave.

rischio eclampsia puerperale con cucciolate numerose

Quali sono le cause dell’eclampsia puerperale?

Di solito l’eclampsia puerperale colpisce le mamme dopo il parto. Come ho detto sopra non è altro una una grave diminuzione del calcio nel sangue della madre. 

Il calcio ematico cala perché viene utilizzato per fare il latte. E’ per questo che le madri più a rischio sono quelle con cucciolate numerose ed alimentazione povera o sbilanciata.

L’eclampsia puerperale di solito avviene intorno alle 4 settimane dopo il parto, quando si ha la maggior richiesta di latte da parte dei cuccioli, ma può presentarsi anche più tardivamente a 6-8 settimane.

L’ipocalcemia arriva quindi a causa di:

  • un’aumentata richiesta di calcio per produrre latte,
  • un’alimentazione non corretta,
  • diminuito assorbimento di calcio in corso di enteropatie o diarrea.

 

Quali i sintomi a cui dovete stare attenti voi proprietari?

L’ipocalcemia provoca contrazioni muscolari e rigidità. Si arriva quindi a una vera e propria forma tetanica.

Inizialmente abbiamo:

  • irrequietezza,
  • nervosismo,
  • polipnea (respirazione frequente),
  • si disinteressa ai cuccioli,
  • rigidità,
  • prurito facciale.

Dopodiché a distanza di minuti o ore la situazione si aggrava e compaiono:

  • tremori,
  • andatura incerta,
  • ipersalivazione,
  • aumento della sete,
  • tetania,
  • spasmi,
  • dispnea,
  • convulsioni,
  • colpo di calore a causa delle convulsioni,
  • collasso.

Se non si interviene tempestivamente si arriva a morte.

Diciamo quindi che il sintomo più eclatante sono i tremori, la rigidità e l’aumento della sete.

 

Se riscontrate questi sintomi in una cagna o una gatta in allattamento cosa dovete fare?

  • Se i sintomi sono lievi: al primo sospetto che avete che qualcosa non vada, nell’immediato datele da mangiare un pezzo di grana o parmiggiano reggiano. Sembra un rimedio della nonna ma intanto può farvi guadagnare tempo. Poi portatela dal veterinario che le farà un rapido esame del sangue e somministrerà lui il calcio mancante per via endovenosa oppure vi prescriverà degli integratori per bocca se si è ancora in tempo.
  • Se invece trovate la vostra amica a quattrozampe in preda a contrazioni muscolari: bisogna portarla immediatamente dal veterinario (di corsa). Se avete la prontezza di spirito nel frattempo raffreddatela bagnadola con acqua o alcool per evitarle il colpo di calore nel tragitto da casa alla clinica veterinaria. L’unico modo di salvarle la vita è una diagnosi tempestiva e la somministrazione di calcio in vena.

Il guaio è che se la clinica o l’ambulatorio a cui vi riferite non  ha un laboratorio analisi  interno, o una macchina emogasanalitica non si può fare l’esame subito, ma non è neanche pensabile aspettare un giorno per l’arrivo del referto prima di cominciare la terapia. Diciamo che i sintomi sono già una certezza diagnostica (in assenza della possibiltà di fare l’esame del sangue) quindi di solito la terapia viene cominciata immediatamente. A questo punto una volta stabilizzata la paziente si possono mandare gli esami in laboratorio per valutare effettivamente i livelli di calcemia (il prelievo deve essere stato stoccato prima di iniziare la terapia ovviamente). Il consiglio è quello se potete scegliere di portarla in una clinica che possa fare tutto subito.

rischio eclampsia puerperale con cucciolate numerose

 

 

 

Qual è la terapia?

La terapia come vi ho già accennato prevede l’infusione per via endovenosa di calcio, in questo caso però è necessario un monitoraggio costante elettrocardiografico del paziente in quanto il calcio interferisce con la contrattilità cardiaca. Questo è un altro motivo per cui è meglio andare in una clinica dove siano disponibili questi monitoraggi. Là dove non sia possibile, si provvede a una somministrazione per via sottocutanea. Di solito il miglioramento si vede nel giro di 15 minuti.

Se sono presenti convulsioni verranno somministrati anche anticonvulsivanti a rapida azione, basilare il mantenimento della circolazione tramite fluido terapia endovenosa, il controllo della glicemia, della temperatura e della calcemia. Si continua poi nei giorni successivi con la somministrazione di calcio per bocca e si corregge l’alimentazione, per evitare recidive.

 

E la gestione dei cuccioli nel frattempo?

Importante sarà allontanare i cuccioli per le prime 24-48 ore: se già svezzati, si evita di continuare l’allattamento, si bloccherà il latte, onde evitare la continua perdita di calcio e lo sviluppo di mastiti; se non svezzati dovrete sostituire la madre con il latte in polvere. Inoltre conviene allontanare queste mamme dalla riproduzione: se sono andate in eclampsia puerperale una volta è molto  probabile che ricapiti.

 

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