Dolore sotto controllo: tecniche efficaci per cane e gatto.

Cari proprietari oggi voglio affrontare in maniera esaustiva un argomento che mi sta molto a cuore e cioè il controllo del dolore nel cane e nel gatto.

Sapete tutti che sono anestesista e quindi proteggerli dal dolore chirurgico intra e postoperatorio è compito mio. Ovviamente l’anestesista non fa solo questo ma veglia sui parametri vitali del paziente durante tutto il tempo in modo che siano stabili.

Ma torniamo al dolore:

Il dolore può essere:

  • spontaneo dato da patologia (ad esempio: frattura, pancreatite, ferita da morso, ernia del disco….);
  • intraoperatorio;
  • postoperatorio.

Questa classificazione non si trova sui libri medici, l’ho creata io per voi proprietari solo per farvi capire meglio il messaggio che voglio lasciarvi.

Il vostro amico a quattro zampe deve essere protetto dal dolore in tutte queste 3 situazioni.

Come fate a capire che il vostro animale ha male?

In questo articolo vi  parlo unicamente del dolore grave, invalidante, quello per intenderci che è facilissimo da notare anche per voi proprietari.

Cane e gatto manifestano il dolore diversamente:

Dolore nel cane:

Quando un cane ha male si capisce molto bene. Ovviamente dipende molto anche dalla zona colpita.

Se ad essere colpito è un arto o la colonna vertebrale parliamo di dolore muscoloscheletrico e i sintomi sono:

  • zoppia
  • difficoltà nel salire o scendere dalle scale o divani
  • guaiti spontanei con determinati movimenti
  • riluttanza al movimento
  • riluttanza al gioco
  • può arrivare a ringhiare se toccato nella parte interessata
  • movimenti rigidi

Se invece il dolore è addominale (viscerale) i sintomi sono:

  • apatia
  • inappetenza
  • nausea (si lecca le labbra)
  • schiena inarcata
  • vomito
  • dolore alla palpazione della pancia
  • possono camminare, camminare, camminare senza mai sdraiarsi per ore.

Ovviamente è difficile fare delle distinzioni nette, quando il male è tanto, qualsiasi sia il distretto colpito il cane arriva a non mangiare, muoversi poco, ringhiare se toccato.

Dolore nel gatto:

Il gatto è sempre misterioso e capirlo anche in questo caso non è semplice.

Un gatto che ha male innanzitutto non mangia, non si muove, si nasconde. Poco altro. Nel caso di dolore viscerale può anche lui tenere inarcata la schiena e contratto l’addome ma è molto meno evidente. Nel caso di un solo arto colpito ovviamente zoppica.

Come si combatte il dolore?

Una volta stabilito che il vostro animale ha male esistono due grandi categorie di farmaci che possono aiutarlo:

  • Antinfiammatori non steroidei: in puntura, sciroppo o compressa durano di solito 24 ore. Servono molto per il dolore muscoloscheletrico.
  • Oppioidi e derivati: per intenderci morfina, metadone, buprenorfina. Questi farmaci purtroppo non sono prescrivibili al proprietario e possono esser fatti solo per via iniettiva dal veterinario. Sono fondamentali per il controllo del dolore postoperatorio ma anche per quello spontaneo in patologie acute (ernia del disco, frattura). Oggi per fortuna esiste un fantastico farmaco derivato dagli oppioidi che è il tramadolo (altadol) che esiste anche in compressa e si può dare a casa al proprietario. Esistono anche altri farmaci come il gabapentin che si usa per il dolore cronico sopratutto muscoloscheletrico.

Riassumendo: La base del trattamento del dolore sia spontaneo che postoperatorio è fondamentalmente dato da Antinfiammatorio + metadone (o tramadolo).

Per quanto riguarda il dolore intraoperatorio ovviamente non è vostra competenza. Ci sono però anche qui cose che dovete sapere.

Il dolore intraoperatorio:

Vi ho già detto più e più volte che non sempre in veterinaria c’è un’anestesista di fianco a un paziente. Spesso è un servizio aggiuntivo che dovete richiedere (ovviamente si paga di più). Proprio per un discorso di costi molte chirurgie sono fatte con il personale ridotto al minimo (una persona sola che fa tutto o se va bene due).

Altro punto drammatico della medicina veterinaria in Italia è che in molte strutture gli oppioidi che si dovrebbero usare intraoperatoriamente (fentanil, morfina, metadone) non ci sono e quindi le chirurgie vengono fatte senza analgesia. Lo so, è inquietante, ma è così. I motivi sono che:

  • gli oppioidi sono stupefacenti e hanno una legislazione a parte, ci vuole un registro apposito ecc…
  • bisogna saperli usare perchè non sono farmaci molto maneggevoli e quindi potenzialmente pericolosi se usati in maniera impropria.

Il mio consiglio quindi è sempre quello di informarvi su come viene fatta l’anestesia e se vengono utilizzati oppioidi durante la chirurgia.

Perchè il controllo del dolore intraoperatorio è importante?

Senza entrare nello specifico vi posso dire che è stato dimostrato che bloccare il dolore durante la chirurgia riduce il male provato dal paziente nel post operatorio.

Proprio su questo concetto sono nate e si sono diffuse (sia in umana che in veterinaria) le tecniche di analgesia locoregionale. Per tecniche locoregionali si intende:

    • epidurale
    • blocco dei nervi periferici

Se in umana il paziente è sveglio e si usano solo tali tecniche, in veterinaria i pazienti vengono comunque addormentati (un anestesia però molto leggera) perchè non starebbero mai fermi sul tavolo chirurgico. La tecnica locoregionale viene però in aiuto per bloccare completamente il dolore sia durante l’operazione che al risveglio.

So che non potete apprezzare questa cosa fino in fondo ma immaginatevi un paziente che si sveglia tranquillo leccandovi le mani e la faccia tutto contento perchè sta bene. E’ qualcosa di magico.

Il postoperatorio a questo punto è molto più semplice, spesso non necessitano di metadone, i tempi di ricovero si annullano o si accorciano di molto, il recupero è rapidissimo.

Il dolore post-operatorio:

Indipendentemente dalla tecnica analgesica usata durante l’intervento il male nel post-operatorio va sempre monitorato e controllato. Come vi ho detto prima con la somministrazione di farmaci (antinfiammatori e oppioidi) oppure con applicazione in alcuni casi (interventi che lo permettono) di elastomeri a rilascio graduale di anestetico locale nella ferita. Durano 48 ore e l’effetto anche qui è fantastico. Gli elastomeri sono molto utilizzati nelle mastectomie e negli interventi cutanei per asportazione di tumori, diciamo in tutti quegli interventi dove c’è grande perdita di tessuto.

elastomero per combattere il dolore di una mastectomia
Elastomero per combattere il dolore di una mastectomia.

Per concludere posso dirvi che ovviamente queste tecniche non sempre si possono applicare, è  l’anestesista a decidere in base al paziente e all’intervento. L’importante è che il paziente non soffra, e sopratutto non siate voi a dover gestire il postoperatorio preoccupati perchè il vostro amico ha male, non dorme, non mangia ecc…

Spero che l’articolo di oggi vi sia utile per spingervi a informarvi di più sull’anestesia che subirà il vostro amico a quattro zampe ma sopratutto per rendervi più sensibili alla gestione del dolore nel post operatorio.

 

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