Diabete nel cane e nel gatto: sintomi e cura!

diabete

Cari proprietari oggi voglio parlarvi di una malattia che è più comune di quel che potete immaginare nei nostri animali: il diabete!

Infatti il diabete mellito rappresenta una delle malattie endocrine più frequenti sia nel cane che nel gatto.

Per fortuna un animale con diabete può essere sottoposto a terapia e condurre una vita normale ma per il proprietario può non essere semplicissimo, almeno inizialmente, comprendere e gestire questa patologia.

Che cos’è il diabete?

Il diabete è un disturbo del metabolismo dei carboidrati conseguente ad una carenza assoluta o relativa di insulina. L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule-beta del pancreas. La funzione principale dell’insulina è quella di mantenere entro valori normali la concentrazione del glucosio nel sangue e di trasformare l’energia in eccesso sotto forma di riserva (grasso).  I cani ed i gatti diabetici non possono mantenere sotto controllo la concentrazione di glucosio nel sangue, la quale pertanto aumenta (iperglicemia).

Ci sono delle cause o delle predisposizioni di razza per il diabete?

Le cause siano molteplici e c’è anche una importante predisposizione genetica e di razza, da tenere in considerazione. Alcune come gli Yorkshire terrierTibetan terrierBorder terrierCairn terrierSamoiedo,  Barbone nanoSetter inglese e molte altre, sembrano essere particolarmente predisposte, ma non per questo tutti i soggetti ne soffrono.
Ciò significa che insieme al fattore genetico, ci deve essere anche una causa scatenante o predisponente la malattia, che non è ancora del tutto chiarita. Il Boxer e il Pastore Tedesco, e Golden Retriver, invece appaiono più resistenti allo sviluppo del diabete. Una delle possibili cause di insorgenza della malattia sembra coinvolgere il sistema immunitario che non riconoscerebbe più le cellule beta del pancreas e le distruggerebbe.

Yorkshire Terrier, razza di cane predisposta al diabete

Esistono varie forme di diabete:

  • tipo I
  • tipo 2
  • diabete indotto da progesterone
  • da farmaci

Nel cane prevale la forma  di tipo I. In questo caso si osserva una ridotta produzione di insulina da parte delle cellule-beta in seguito alla loro distruzione.

Nel gatto prevale invece il tipo II. In questo caso, in associazione ad una ridotta produzione di insulina da parte delle cellule-beta, si osserva una ridotta sensibilità dei tessuti nei confronti dell’insulina (insulino-resistenza). Nel gatto diabetico numerosi studi hanno dimostrato l’importanza dell’obesità come fattore predisponente; altri fattori sono l’inattività e l’alimentazione scorretta.
La comparsa del diabete nel cane e nel gatto può essere favorita da diverse malattie predisponenti, tra le quali l’iperadrenocorticismo (o morbo di Cushing), le infezioni croniche, i tumori pancreatici e le pancreatiti, e dalla somministrazione protratta di alcuni farmaci, tra i quali i corticosteroidi ed i progestinici.

Un capitoletto a parte merita il diabete progesterone indotto che è tipico della cagna femmina intera ed è l’unica forma che può regredire senza trattamento insulinico, a patto che venga riconosciuto in tempo e che la cagna venga sterilizzata.

Il progesterone è un ormone che provoca insulino-resistenza (cioè una minor sensibilità del soggetto all’effetto dell’insulina di ridurre il glucosio nel sangue).
Le cagne possono anche solo temporaneamente sviluppare iperglicemia durante l’estro ed il diestro (la fase immediatamente successiva) per poi tornare normali alla fine del calore.

La manifestazione però si ripresenterà certamente nei cicli successivi, aggravandosi di volta in volta ed arrivando alla fine alla totale distruzione delle cellule beta e quindi alla permanenza della sintomatologia.

La sterilizzazione nelle femmine che hanno manifestato diabete temporaneo e/o permanente è quindi un’indicazione terapeutica importante.

Quali sono i sintomi del diabete?

Come vi dico sempre voi siete fondamentali per la salute del vostro amico. Per questo esiste il blog, per questo vi voglio informare e formare ad avere un buon occhio clinico!!!! Il diabete non fa eccezione!

I sintomi del diabete vengono chiamati in gergo le “quattro P”:

  • poliuria (aumento delle urine),
  • polidpsia (aumento della sete),
  • polifagia (aumento della fame),
  • perdita di peso.

 




 

Vediamoli uno per uno:

Perdita di peso:

Gli zuccheri assunti non riescono ad essere utilizzati e stoccati sotto forma di energia o grasso, rimangano costantemente nel circolo sanguigno.
Il valore degli zuccheri nel sangue, (cioè la glicemia), sarà quindi sempre alto, anche a digiuno, quando invece dovrebbe essere basso. Il paziente diabetico quindi non riesce ad utilizzare gli zuccheri come fonte energetica e  l’organismo quindi reagisce distruggendo molti più grassi di quanti ne ha bisogno, con conseguente dimagramento, che diventa anche consumo muscolare in casi gravi.

Poliuria e polidipsia:

Il fatto poi di avere tanti zuccheri nel sangue, provoca anche uno squilibrio nel rene che quindi deciderà di far produrre una maggior quantità di urina (poliuria) per compensare la maggior concentrazione, ordinando al cervello di aumentare la sete (polidipsia)!

Polifagia:

La mancanza di energia derivata dalla ridotta assimilazione degli zuccheri e maggior consumo di grassi e proteine, aumenta anche il senso della fame, l’ultimo sintomo classico del diabete.

Altro sintomo da tenere a mente è la comparsa della cataratta e perdita della vista che questa provoca.

In alcuni casi i gatti presentano un’andatura plantigrada (camminano appoggiando l’arto posteriore fino al garretto) causata dalla neuropatia diabetica.

Cataratta da diabete

Se avete il sospetto di diabete cosa dovete fare? Cosa farà il vostro veterinario?

La diagnosi di diabete nel cane e nel gatto si conferma mediante il riscontro dell’iperglicemia (aumento degli zuccheri nel sangue), della perdita di glucosio nelle urine (glicosuria), e dell’aumento delle fruttosamine (proteine che si legano in modo irreversibile al glucosio) nel sangue. Le fruttosamine aumentano quando la glicemia è costantemente troppo alta. Il loro aumento quindi indica la concentrazione della glicemia media nelle ultime 2-3 settimane.

Importante: per diagnosticare un cane diabetico il controllo ematico deve essere valutato in tempi brevi: lo zucchero viene consumato dai globuli rossi e non lo si rileva più dopo un’ora dal prelievo a meno che non si separi il plasma dal siero.
Quindi la struttura presso cui vi affidate deve avere l’attrezzatura adatta a fare esami di laboratorio in sede.

 Se il vostro amico a quattro zampe ha il diabete cosa vi aspetta?

Una volta stabilito che il cane è diabetico, che si è accertata l’assenza di altre malattie predisponenti, è fondamentale affrontare un protocollo terapeutico rigoroso e preciso. Ricordatevi che il successo della terapia dipenderà in massima parte dalla vostra precisione e costanza nell’applicarla! Quindi siete nuovamente protagonisti vostro malgrado!!!

La terapia del diabete nel cane ha tre punti focali:

  • la gestione dell’alimentazione: cosa dare, quando e quanto;
  • l’introduzione del movimento dopo il pasto;
  • la gestione della terapia medica: come e quando somministrare l’insulina;
  • il controllo delle malattie complicanti (chetoacidosi e ipoglicemia, cataratta e infezioni delle vie urinarie)

In caso di femmine intere è fondamentale effettuare la sterilizzazione il prima possibile, e se si stanno somministrando farmaci diabetogeni (cortisonici), il loro utilizzo deve essere sospeso.

controllo glicemia in gatto con diabete

L’alimentazione deve essere fatta con alimenti appositi (diete medicali) che riducono l’aumento della glicemia.
La terapia d’elezione del diabete consiste nella somministrazione di insulina. Farmaci alternativi all’insulina, quali alcuni ipoglicemizzanti orali, hanno dimostrato scarsa o nulla efficacia nel cane e nel gatto diabetico, pertanto non sono consigliati.

Il trattamento per il diabete ha come scopo principale, quello di riuscire a ridurre la glicemia del cane entro un range che va dai 90 ai 250 mg/dl [2,3]. Il range fisiologico della glicemia nel cane va dai 60-130 mg/dl.

Su amazon potete trovare tantissimi glucosimetri o glucometri che funzionano perfettamente come questi:

Se si riesce ad ottenere questo risultato un cane diabetico vive quanto un cane sano.

La somministrazione dell’insulina nel paziente diabetico:

L’insulina si somministra per via sottocutanea mediante delle siringhe dedicate. La somministrazione di insulina si effettua una o due volte al giorno appena dopo i pasti. L’insulina è una proteina delicata; pertanto il flacone di insulina deve essere mantenuto in frigorifero. Data la fragilità dell’insulina, il flacone deve essere agitato capovolgendolo delicatamente prima della somministrazione. Dovrete seguire le indicazioni del vostro veterinario alla lettera e non scoraggiatevi se i primi tempi la terapia sarà da ritoccare…controllare il diabete è un’arte e potrebbero volerci più tentativi.

Una cosa molto importante che vorrei sottolineare è che l’insulina è un ipoglicemizzante. Se data in eccesso può provocare gravi danni, per cui:

  1.  mai cambiare la dose senza aver consultato il proprio medico curante;
  2.  nel dubbio di aver somministrato o meno il farmaco in modo corretto, meglio NON ripetere la dose.

 




La terapia dovrà essere testata più volte e tenuta sotto controllo con le curve glicemiche:

Le curve glicemiche servono al veterinario per capire se la dose di insulina prescritta nell’animale diabetico sia corretta. Possono essere effettuate presso le strutture veterinarie o a casa. In quest’ultimo caso la curva è fatta dal proprietario mediante l’impiego di un glucometro portatile. La curva glicemica prevede la determinazione della glicemia ogni 2 ore, durante un intervallo di tempo di 12 ore. Le visite svolte presso il veterinario servono per verificare se il controllo del diabete sia adeguato. Le visite sono settimanali o quindicinali nelle fasi iniziali, poi con cadenza mensile, e successivamente con cadenza trimestrale o quadrimestrale quando il controllo del diabete è ottimale.

Quanto vive un animale diabetico e con quale qualità di vita? 

Studi recenti hanno dimostrato che cani e gatti diabetici vivono diversi anni se la malattia è ben controllata. La qualità di vita è ottima. Tuttavia, se insorgono complicanze o si sviluppano altre malattie, le aspettative di vita e la qualità possono ridursi notevolmente.

Una volta impostata la terapia dovrete stare ancora una volta attenti a possibili complicazioni del diabete:

  • CHETOACIDOSI: La complicanza più frequente del diabete nel cane e nel gatto è la chetoacidosi.
    La chetoacidosi nel cane e nel gatto si sviluppa più facilmente quando sono presenti altre malattie concomitanti o quando il diabete non è ben controllato.  Ci sarà una  produzione in eccesso di sostanze che intossicano l’organismo: i corpi chetonici. I segni clinici più frequenti della chetoacidosi nel cane e nel gatto sono la debolezza, l’apatia ed il vomito. Spesso cani e gatti con chetoacidosi si presentano in decubito laterale, ipotermici e fortemente abbattuti. Gli animali con chetoacidosi diabetica necessitano di un immediato ricovero presso una struttura veterinaria attrezzata nella quale sia possibile effettuare il monitoraggio della glicemia, del pH e degli elettroliti nel sangue (emogasanalisi), e sia possibile fornire cure mediche continuative, 24 ore su 24. La chetoacidosi se non è trattata con le dovute attenzioni o se la diagnosi è tardiva, può condurre a morte.
  • IPOGLICEMIA: Se la dose di insulina somministrata in un cane o in un gatto diabetico è eccessiva rispetto ai fabbisogni, la glicemia si riduce in modo eccessivo (ipoglicemia). In alcuni casi, se la glicemia è molto bassa (inferiore a 50 mg/dl) compaiono sintomi di natura neurologica, quali tremori ed irrequietezza. Nei casi più gravi (glicemia inferiore a 30-40 mg/dl) l’ipoglicemia può causare convulsioni. L’ipoglicemia grave se non è corretta prontamente può causare la morte degli animali. Un accorgimento utile per correggere l’ipoglicemia, se lieve, è rappresentato dalla somministrazione di un piccolo pasto supplementare. Se l’ipoglicemia è grave, è necessario somministrare dello zucchero, preferibilmente del miele, sul palato o sulla lingua del proprio cane o gatto.

    glucosimetro: strumento utile per misurare glicemia nei pazienti affetti da diabete

Altre complicanze sono le infezioni delle vie urinarie e della cute, la cataratta diabetica (frequente nel cane, rara nel gatto) e le neuropatie.

E’  possibile una completa guarigione dal diabete?

I cani ed i gatti diabetici dopo alcune settimane o mesi dalla diagnosi possono non aver più bisogno della terapia insulinica per mantenere la glicemia normale. Questa condizione prende il nome di remissione clinica del diabete. La remissione è più probabile se il diabete è secondario a malattie predisponenti trattabili (es., iperadrenocorticismo). Nel cane la remissione è molto più rara che nel gatto. In generale, la remissione è più probabile se il diabete è comparso da poco tempo (1-2 settimane, fino a 3 mesi).
Nel cane femmina il diabete può comparire dopo 1-2 mesi dal calore, se si sviluppa uno squilibrio degli ormoni sessuali. In questi casi l’ovariectomia (sterilizzazione), se effettuata appena dopo la diagnosi, favorisce la remissione del diabete.
Nel gatto la remissione del diabete si può raggiungere in oltre il 50% dei casi. I gatti con diabete diagnosticato in età avanzata ed i gatti che con colesterolemia normale alla diagnosi raggiungono più facilmente la remissione.

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2 commenti su “Diabete nel cane e nel gatto: sintomi e cura!

  1. Gentile dottoressa, il mio setter di circa 10 anni, femmina ha sviluppato il diabete e oggi è stato accertato il morbo di Addison. Già da due mesi prende l’insulina ( 2 dosi da 5ul ) . Si può sperare in una remissione del diabete curando opportunamente l’Addison? La cagnolino è vitale e ha ripreso 2 kg , si è anche ridotta la sete . Grazie per l’ attenzione!

    1. Cara Paola, diabete e Addison non sono due patologie molto facili da gestire e presentandosi insieme sicuramente non semplificano le cose. Non posso farle previsioni sulla remissione dei sintomi ma penso che il suo obiettivo sia quello di trovare il giusto bilanciamento nella terapia e già il fatto che i sintomi si stiano affievolendo e recuperi il peso sono ottimi segnali. Direi che per il momento può essere fiduciosa.

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