Cari proprietari di cani e gatti , stasera vi parlo di un’urgenza neurologica: la crisi epilettica nel cane e nel gatto.

Come compare la crisi epilettica nel cane e nel gatto?

Improvvisamente, il vostro amico cade a terra ed è percorso da contrazioni generalizzate . Può perdere feci e urina. Di solito dura pochi secondi o minuti, più dura la crisi epilettica e più è pericolosa perché il cervello del vostro pet può andare in ipossia e quindi in sofferenza. È ovvio che la prima volta vi spaventate e tempo che vi rendete conto di cosa è successo è già finita. A questo punto avete diverse strade.

Esistono altri sintomi della crisi epilettica nel cane?

E’ molto difficile accorgersi di una variazione comportamentale poco prima di una crisi epilettica. Il cane può presentarsi spaventato o agitato. Questa fase prende il nome di aurea. E’ invece frequente osservare una fase post-ictale caratterizzata da una lenta ripresa, barcollamento, stordimento, cecità, vagabondaggio senza scopo, comportamento compulsivo, aumento della sete (polidipsia) e aumento dell’appetito (polifagia).Il recupero a seguito della crisi epilettica nel cane può essere molto breve oppure può richiedere fino a 24 ore.

la crisi epilettica nel cane

Cosa fare se il vostro cane ha una crisi epilettica?

L’approccio corretto è sempre portare il vostro amico dal veterinario ovviamente. A questo punto o si comincia una terapia anticonvulsivante alla cieca oppure si fa diagnosi e poi si comincia la terapia. Per me l’approccio corretto quando si tratta di una cosa così delicata come il cervello è sempre fare diagnosi. Ovvio che è la strada più dispendiosa perché bisogna fare risonanza magnetica e forse prelievo del liquido cefalorachidiano. Se tutto è negativo, bene per il cane,  si farà la sua terapia a vita con i controlli periodici ma se si trovano patologie sottostanti (neoplasie o meningoencefalite) avete evitato di perdere tempo e potete cominciare una terapia mirata. E’ importante escludere tutte le cause fisiche che possano generare una crisi epilettica.

 

 

Quanti tipi di crisi epilettiche esistono?

Semplificando molto esistono tre tipi di crisi epilettiche:

  • crisi epilettiche parziali;
  • crisi epilettiche generalizzate;
  • crisi epilettiche a grappolo.

Cos’è la crisi epilettica parziale nel cane e nel gatto?

A volte possono comparire le cosiddette “crisi parziali”, consistono in tremori di una sola zona del corpo (di solito orecchie, labbra, palpebre). Quando avvengono il cane o il gatto non perdono coscienza ma si sentono strani e possono reagire con spavento o guardandosi intorno senza capire cosa gli sta succedendo. Voi proprietari notate un movimento ripetitivo e anomalo di una parte del corpo e l’animale sembrerà assente o imbambolato. In questo video potete osservare una crisi epilettica parziale di un gatto.

 

Come si presenta la crisi epilettica generalizzata?

A differenza della crisi epilettica parziale nell’epilessia generalizzata c’è sempre perdita di coscienza e  l’animale mostrerà i seguenti sintomi:

  • cadrà su un lato,
  • si irrigidirà,
  • sbatterà la mascella,
  • verrà percorso da contrazioni muscolari su tutto il corpo.

Queste manifestazioni durano generalmente tra i 30 e i 90 secondi. Oltre a questi sintomi sempre presenti possono comparire o meno e con intensità molto diversa:

  • salivazione
  • rilascio di urine
  • rilascio di feci
  • vocalizzazioni.

Cosa si intende per crisi epilettiche a grappolo o cluster di crisi?

Se più crisi epilettiche si ripetono nelle 24 ore con una ripresa completa del paziente tra una e l’altra si parla di crisi epilettiche a grappolo o “cluster di crisi” se invece la crisi continua senza mai interrompersi o con brevissime pause in cui il paziente non si riprende del tutto allora si parla di “stato di male epilettico”. Se si presentano due o più crisi in un breve periodo di tempo senza ritorno alla normalità nell’intervallo tra le crisi o una crisi di durata superiore ai 5 minuti si tratta di una vera e propria emergenza perché potenzialmente causa di danni irreversibili al cervello.

Il cane può morire per una crisi epilettica?

Assolutamente si, sopratutto nelle condizioni di male epilettico o in cani con crisi epilettiche molto violente e che durano molti minuti. Già sopra il minuto di attività convulsiva si possono avere danni cerebrali. Le crisi epilettiche prolungate possono portare a morte dell’animale per ipossia cerebrale e richiedono pertanto un pronto intervento da parte di strutture e medici veterinari preparati al trattamento di queste due condizioni. Questo è l’unico caso in cui vi consiglio di raccogliere il vostro amico che ha ancora crisi e portarlo dal veterinario più vicino che interverrà farmacologicamente per interromperle. A volte devono restare sedati per giorni (in questo caso vi consiglio una struttura specializzata con terapia intensiva).

Quali possono essere le conseguenze della crisi epilettica nel cane?

In caso di crisi epilettiche generalizzate continue che necessitano di narcosi al risveglio potrebbero presentasi cecità, incoordinazione, agitazione. Di solito recuperano la vista. In questi casi comunque la prognosi resta riservata perché non è detto che si riesca a impostare una terapia efficace nel bloccare le crisi e allo stesso tempo permettere una vita dignitosa al paziente.

 

Quali possono essere le cause della crisi epilettica nel cane e nel gatto?

Una volta controllata la crisi farmacologicamente e impostata una terapia quotidiana a base di antiepilettici si pone il problema di indagarne le cause. Per arrivare all’origine del problema è necessaria una risonanza magnetica, a volte un prelievo di liquor (liquido cerebrospinale). Vediamo alcune delle cause più comuni:

  • epilessia idiopatica (senza una causa apparente): tipica di cani giovani e con predisposizione in alcune razze;
  • tumore intracranico;
  • meningoencefalite;
  • anomalie congenite come l’idrocefalo (chihuahua);
  • alterazioni metaboliche;
  • avvelenamento.

 

crisi epilettica nel cane

Il border collie è una delle razze predisposte all’epilessia idiopatica.

Che cos’è l’epilessia idiopatica nel cane?

Letterelmente epilessia idiopatica vuol dire “senza una causa apparente”. Esordisce in giovane età e non sono presenti altri sintomi. L’epilessia idiopatica è genetica in molte razze canine ed è anche familiare, nel senso che è ricorrente in certe famiglie o razze. Queste razze di cani devono essere testate per l’epilessia e, se diagnosticata, i soggetti con la patologia non devono essere utilizzati per l’allevamento. Le razze più inclini all’epilessia idiopatica includono:

  • Beagle;
  • Keeshond;
  • Tervuren belga;
  • Golden retriever;
  • Labrador retriever;
  • Vizsla;
  • Border collie;
  • Australian shepard;
  • Bouledogue Francese;
  • Chihuahua.

Le caratteristiche associate all’epilessia genetica di solito si manifestano dai 10 mesi ai 3 anni ma sono state riportate già dai sei mesi ai cinque anni.

In caso di epilessia idiopatica nel cane è necessaria la terapia?

Assolutamente si, la terapia anticonvulsivante è obbligatoria per diminuire l’intensità e la frequenza delle crisi convulsive. Esistono diversi farmaci anticonvulsivanti in commercio e ogni cane può rispondere diversamente al trattamento, per cui non esiste un trattamento universale ma la terapia viene “cucita come un vestito” su ogni singolo paziente. Il trattamento, nella maggior parte dei cani, deve essere protratto per tutta la vita e richiede controlli periodici nel tempo. Può essere molto utile conservare un diario dove annotare tutti gli eventi epilettici che avvengono nel tempo in modo da avere sotto controllo l’andamento della malattia e la risposta ai farmaci. L’epilessia può apparire come una malattia fastidiosa e imprevedibile, non è sempre facile trovare il trattamento “perfetto”, ma è possibile attraverso una buona collaborazione tra proprietario e veterinario regalare ai cani epilettici una buona qualità di vita.

crisi epilettica nel cane

Il Boxer è una razza predisposta a neoplasie cerebrali.

Esiste un nuovo farmaco per il trattamento  dell’epilessia del cane?

I principi attivi che possono essere utilizzati nel caso di epilessia nel cane sono diversi; i più famosi sono:

  • il bromuro di potassio,
  • il bromuro di sodio,
  • il fenobarbital;
  • il levetiracetam;

Negli ultimi anni è uscito un nuovo farmaco, a base di Imepitoina, che ha dato buone risposte. Come vi dicevo nel paragrafo precedente però non è che il nuovo è necessariamente meglio del vecchio, apre semplicemente nuove opportunità terapeutiche per il neurologo ma non dovete scordare che ogni paziente epilettico ha una sua terapia studiata su misura. Di fatto quindi non siete voi proprietari a preoccuparvi delle nuove terapie da provare. Se sarà il caso, il vostro neurologo ve lo proporrà.

 

 

L’epilessia nel cane anziano:

L’epilessia nel cane e nel gatto anziano sono molto più frequentemente legate a una causa evidente (neoplastica in primis). In questi pazienti la risonanza magnetica è assolutamente fondamentale. Esistono razze particolarmente predisposte a sviluppare tumori cerebrali come il Boxer, il cane Corso, l’Amstaff. Ogni razza però, meticci compresi possono sviluppare neoplasie cerebrali.

Se un cane o un gatto sviluppano epilessia per un tumore cerebrale esiste una terapia?

Quando possibile, così come avviene per i tumori in altre parti del corpo, la terapia d’elezione è la rimozione chirurgica. Ad oggi gli interventi intracranici nel cane e nel gatto possono dare ottimi risultati (dipendenti dalla dimensione e localizzazione del tumore). Lo scopo della chirurgia è quello di prolungare la vita del cane migliorandone parallelamente la qualità. In casi rari di tumori particolarmente “benigni”, si può addirittura ottenere la risoluzione del problema e quindi salvare la vita del paziente. Nei casi in cui la terapia chirurgica non fosse possibile, allora si può ricorrere a soluzioni alternative quali la chemioterapia, la radioterapia o la terapia palliativa. Anche in questo caso lo scopo è sempre quello di migliorare la qualità di vita del soggetto, prolungandone la durata, in alcuni casi anche in modo significativo. Purtroppo, in alcuni pazienti ci si trova costretti a ricorrere all’eutanasia, in quanto questa nei casi più drammatici rappresenta l’unico modo per porre fine alle sofferenze dei nostri animali.

Esiste una correlazione tra alimentazione ed epilessia del cane?

Anche se in bibliografia c’è poco si sta provando a testare l’alimentazione chetogenica come terapia supplementare all’epilessia del cane. Questa alimentazione è stata presa dall’umana nel trattamento di pazienti epilettici. La dieta chetogenica è un regime dietetico che mira a mimare in qualche modo la fase di digiuno, inducendo la produzione di corpi chetonici, che vengono utilizzati dal cervello come fonte di energia, al posto dello zucchero. Ovviamente per impostare questa dieta vi serve un veterinario nutrizionista al fine di fare pasticci ed evitare squilibri e carenze.

Cari proprietari anche con la crisi epilettica nel cane e nel gatto il tempo è determinante!

Ricordate che mi trovate sempre sulla pagina Facebook Amica Veterinaria sul mio profilo Instagram amica_veterinaria dove potrete essere sempre aggiornati sui nuovi articoli che pubblico e casi clinici particolari! Sulla pagina mi trovate anche  per rispondere quasi istantaneamente alle vostre domande!!!

 

[wcp-carousel id=”1086″ order=”DESC” orderby=”date” count=”10″]

crisi epilettica nel cane

 




 

Oltre alla crisi epilettica nel cane ti potrebbe interessare anche:

Meningoencefalite nel cane! Parla lo specialista!

Sindrome di Horner nel cane e nel gatto: sintomi e cura.

Miastenia gravis nel cane: debolezza e megaesofago!

Atassia nel cane e abiotrofia cerebellare nell’Amstaff.

Sindrome vestibolare nel cane: Parla lo specialista!

Ernia del disco nel cane: aiuto non cammina più!

Sindrome di Wobbler: sintomi e prognosi!

Idrocefalo nel chihuahua e altre razze!

Sindrome di Chiari e idrosiringomielia nel Cavalier King Charles Spaniel.

Mielopatia degenerativa nel cane: diagnosi e prognosi.

Poliradicoloneurite nel cane e nel gatto!