Cistite nel cane e nel gatto: sintomi e cura!

Cari proprietari oggi voglio parlarvi di una patologia comunissima : la cistite!

Una recente statistica americana indica la cistite da cause batteriche come la più comune malattia di origine microbica che colpisce la specie canina. In altre parole, sembrerebbe che almeno il 14 per cento dei cani domestici abbia a che fare, almeno una volta nella vita, con questo fastidioso disturbo.

Per i gatti (soprattutto quelli esclusivamente indoor) la patologia è ancora più frequente in quanto lo stress in questi animali sembra una componente molto importante nel causare la cistite (e i gatti che vivono solo in casa sono stressati o per meglio dire frustrati).

Che cos’è la cistite?

disegno dell'apparato urinario

In questo articolo vi parlerò solo della più comune forma di cistite e cioè quella batterica.

I batteri  possono raggiungere la vescica in due modi:

  • per via discendente, filtrati dal rene e attraverso gli ureteri arrivare in vescica
  • per via ascendente, dall’esterno attraverso l’uretra arrivare in vescica.

Una volta raggiunta la vescica, se le condizioni “ambientali” lo permettono e se la specie a cui appartengono è particolarmente aggressiva, i batteri aderiscono saldamente alla mucosa e cominciano a moltiplicarsi. È l’inizio dell’infezione. Sarà proprio questa moltiplicazione batterica a determinare più o meno direttamente tutti i sintomi clinici della cistite.

A cosa dovete prestare attenzione?

Anche questa volta il vostro occhio clinico è fondamentale! Prima ci si accorge dei sintomi prima si può bloccare l’evolversi della malattia e risolvere il disagio che prova il vostro amico.

I sintomi sono:

-dolore alla minzione (che si manifesta solitamente con il paziente che resta in posizione molto tempo);

-urine con tracce di sangue/torbide/maleodoranti;

– minzioni frequenti e di poche gocce (nel cane maschio è più difficile capire la differenza con il normale atteggiamento di marcatura del territorio);

-dolore addominale;

-con il progredire dei sintomi si riduce anche l’appetito;

– espleta i bisogni in luoghi inappropriati come in casa, sul letto, ecc.

Cosa dovete fare se avete il sospetto di cistite?

Ovviamente dovete recarvi dal vostro veterinario. I sintomi di questa malattia sono abbastanza caratteristici per permettere al veterinario una diagnosi generica di cistite. Il quadro clinico di questa malattia comprende però anche importanti alterazioni fisico-chimiche dell’urina. È proprio la valutazione di queste alterazioni che metterà in condizioni il veterinario di istituire una terapia mirata, assicurando una più alta probabilità di successo terapeutico. In condizioni normali l’urina è sterile, cioè priva di batteri, limpida e leggermente acida. Normalmente non vi si ritrovano che poche cellule provenienti dall’ultimo tratto delle vie urinarie e pochi detriti cellulari. In condizioni patologiche invece tutto cambia.

Il veterinario quindi vi richiederà di portare le urine del vostro amico a quattrozampe!

Di solito per caduta (cioè con ciotolina da mettere sotto al volo quando urina).

Altra possibilità spesso utilizzata dai veterinari è quella di prelevarla sterilmente per cistocentesi ecoguidata. Quindi durante una normale ecografia (in cui si riceveranno informazioni utili sullo stato della vescica come lo spessore della mucosa, presenza di coaguli o calcoli) preleverà anche l’urina tramite siringa direttamente dalla vescica.

 

cistocentesi per via ecoguidata. esame utile in caso di cistite.

L’esame delle urine è quindi fondamentale.

A seconda della gravità e del grado di coinvolgimento dell’organo si possono ritrovare nell’urina globuli bianchi, globuli rossi, emoglobina libera (la sostanza di colore rosso che deriva dalla rottura degli eritrociti), batteri e detriti cellulari in grande quantità. Come non bastasse risultano decisamente alterate anche altre caratteristiche importanti come il grado di acidità (il pH), il contenuto proteico e il peso specifico. Nel caso poi si voglia accertare definitivamente la presenza di batteri patogeni, occorre sottoporre il campione di urina agli esami batteriologici, lavoro questo demandato di solito a un laboratorio specializzato.

L’esame batteriologico è il  più importante.

 Dal suo esito dipende la scelta di impiegare o meno un farmaco antibiotico e quale impiegare. Spesso infatti si effettuano terapie antibiotiche alla cieca senza risultati solamente perché il batterio responsabile della cistite ha sviluppato resistenza all’antibiotico utilizzato.

Terapia lunga e recidive facili!

Accertata la presenza di batteri patogeni e individuatone il genere, al veterinario spetta il compito di scegliere l’antibiotico più adatto. E nonostante tutti i dati che ha a disposizione, non si tratta mai di una scelta facile. Già, perché la vescica è un “ambiente” difficile. Basti pensare che per agire efficacemente il farmaco dovrà essere diluito in un liquido, l’urina, con caratteristiche fisico-chimiche ben diverse dagli altri fluidi corporei. Questa considerazione ha come conseguenza l’obbligo di utilizzare alte dosi di farmaco il quale, ovviamente, dovrà avere caratteristiche di alta attività e bassa tossicità. Non solo, lo stesso farmaco dovrà essere impiegato per un periodo abbastanza prolungato e cioè per almeno due, tre settimane.

Se l’antibiotico non è adatto o viene interrotto precocemente le recidive crescono esponenzialmente, risultando sempre più difficili da trattare e sempre più resistenti alla terapia.

La cistite può portare facilmente con se una complicanza non da sottovalutare e cioè la formazione di calcoli vescicali. Voglio precisare che non ci deve essere per forza cistite per la creazione dei calcoli ma è un fattore molto predisponente.

Per l’argomento calcoli ho scritto un articolo a parte….vi consiglio di leggerlo per completezza…vi lascio qui il link!!!

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