
Cari proprietari, oggi parliamo di una patologia genetica ereditaria: la cistinuria nel cane.
Cos’è la cistinuria nel cane?
La cistinuria nel cane è una malattia genetica caratterizzata dal mancato riassorbimento dell’aminoacido cistina a livello dei tubuli renali. In un animale sano la cistina, che deriva dal cibo, viene filtrata dai reni a livello dei glomeruli renali (la parte del rene che filtra tutto il sangue) ma riassorbita nel tratto subito successivo, ovvero i tubuli renali, e riportata in circolo nell’organismo. Nei cani affetti da questa malattia invece questo riassorbimento non avviene e la cistina viene persa con le urine. Normalmente questo non causa problemi sistemici al cane, ma tutta questa cistina che finisce nelle urine, soprattutto con alcune condizioni predisponenti, si aggrega e va a formare dei cristalli o dei calcoli, i quali possono bloccare le vie urinarie! Sono attualmente riconosciute 3 varianti di cistinuria, definite tipo 1, 2 e 3 con diverse predisposizioni di razza, ma nell’articolo vi parlerò della patologia in generale.
Razze predisposte alla cistinuria
La predisposizione genetica si è riscontrata in diverse razze, tra le quali le più note sono:
- Terranova (si stima che il 26% dei terranova in Europa abbia questa mutazione)
- Bulldog inglese
- Buoledogue francese
- Bassotto
- Labrador
È stato però riportato anche nelle seguenti razze:
- Bull Mastiff
- Bassethound
- Scottish terrier
- Australian Cattle dog
- Pinscher
- Chihuahua
- Mastini
- Yorkshire
- Rottweiler

La cistinuria nel cane colpisce sia i maschi che le femmine:
Si tratta solitamente di animali adulti, tra i 3 ed i 6 anni. Sono colpiti in maniera nettamente più frequente i maschi, complice il fatto che l’uretra del maschio è più lunga e più sottile: le femmine, che comunque più raramente presentano cistinuria, hanno l’uretra più corta e larga e piccoli calcoli vengono espulsi senza difficoltà. Il pH acido delle urine è una condizione predisponente alla formazione dei calcoli, motivo per il quale l’approccio dietetico nella gestione della patologia è fondamentale.
Sintomi della cistinuria nel cane:
I sintomi della cistinuria sono quelli tipici della cistite:
- disuria, ovvero difficoltà e dolore nell’urinare,
- presenza di sangue nelle urine.
- Se i calcoli sono sufficientemente grandi possono bloccare il deflusso dell’urina e causare una ostruzione uretrale, le quali se non trattate urgentemente causano gravi danni al rene mettendo a rischio la vita del cane.
Diagnosi di cistinuria nel cane:
La diagnosi di cistinuria parte dal sospetto diagnostico considerando la razza, i sintomi ed il segnalamento. Per confermare il sospetto si esegue:
- esame delle urine per evidenziare la presenza anomala di cistina e valutare i parametri chimico-fisici, in particolare il pH. La cistina è facilmente riconoscibile al microscopio perché si presenta in forma piatta esagonale e la sua presenza è un forte indicatore della patologia in quanto negli animali sani non si dovrebbe trovare.
- Si procede con un’ecografia ed una radiografia per controllare le vie urinarie.In questo caso però la radiografia, solitamente strumento fondamentale in caso di calcoli urinari, è meno efficace perché gli uroliti di cistina sono radiotraparenti e diventano visibili sono quando le dimensioni aumentano considerevolmente (almeno >2mm). Anche con l’ecografia localizzare gli uroliti più piccoli può essere complesso, quindi spesso le due metodiche vanno associate per ottenere la maggiore accuratezza possibile.
- Esistono infine test genetici validati per le diverse varietà di cistinuria.

Terapia della cistinuria nel cane:
Come si cura le cistinuria nel cane? La terapia si basa su più fronti:
- L’approccio nutrizionale è fondamentale in quanto l’obiettivo è ridurre l’escrezione di cistina diminuendo quella proveniente dal cibo,
- alcalinizzare le urine per prevenire la formazione di calcoli (l’ideale è un pH intorno di 7.5)
- aumentare il volume urinario.
La dieta del cane con cistinuria:
Al fine di evitare l’eccesso di cistina potete scegliere se impostare un piano nutrizionale casalingo, bilanciato da un nutrizionista per evitare carenze, che non preveda al suo interno le fonti principali, come carne, uova o frumento. Se invece preferite optare per una dieta commerciale, è necessario fare attenzione alla quantità di metionina presente nell’alimento, essendo questa un precursore della cistina. Esistono in commercio alimenti specifici che vanno però utilizzati a cicli e non continuativamente per lunghi periodi. Arricchire con acqua o brodo non salato il cibo può essere una strategia per far introdurre più liquidi e quindi aumentare il volume urinario. L’alcalinizzazione dell’urina può essere ottenuta andando a diminuire le proteine nella dieta, ma il livello di restrizione è controverso perché al difetto di riassorbimento di cistina nei cani predisposti si associa anche il mancato riassorbimento di altri aminoacidi, tra i quali arginina, lisina e carnitina. La carenza di quest’ultima in particolare può causare cardiomiopatia dilatativa, quindi è sempre consigliabile integrare negli animali che seguono una dieta low-protein carnitina e taurina per prevenzione.
Oltre alla dieta:
Infine, se con l’approccio nutrizionale non si ottiene un risultato soddisfacente, è possibile somministrare citrato di potassio alla dose iniziale di 75mg/kg una o due volte al giorno al fine di alcalinizzare le urine e la Tiopronina, che serve ad aumentare la solubilità della cistina nelle urine prevenendo quindi la formazione di calcoli. Se i calcoli sono grandi e non si riesce a scioglierli con il trattamento medico è necessario ricorrere alla chirurgia. È stata però osservata alta recidiva entro i 6-12 mesi negli animali che a seguito dell’intervento non hanno seguito una terapia.
Se il mio cane ha cistinuria devo castrarlo?
Esiste una forma di cistinuria androgeno dipendente, la quale può essere efficacemente risolta con la castrazione del soggetto: per avere conferma della buona riuscita è necessario misurare la concentrazione di cistinuria dopo tre mesi dall’intervento, che nel caso di questa variante di patologia dovrebbe essere significativamente diminuita. Se la concentrazione è ancora alta si ripete l’esame dopo 6 mesi. Se la concentrazione rimane ancora alta se ne deduce che non si tratta di una forma androgeno dipendente, gli animali affetti comunque non dovrebbero riprodursi per evitare la riproduzione ed il passaggio della mutazione genetica alla prole.
Monitoraggio della cistinuria
Essendo un difetto genetico, non possiamo sperare in una risoluzione definitiva del problema: il cane dovrà essere alimentato a vita con diete specifiche come abbiamo visto sopra e sottoporsi ogni 3-6 mesi agli esami delle urine ed almeno una o due volte all’anno ad indagini diagnostiche quali ecografie e radiografie a contrasto in modo da controllare la nuova formazione di calcoli ed intervenire prima che possano causare ostruzioni. Bisogna anche evidenziare come la problematica, per quanto non si risolva, tenda a diminuire con l’età: superati i 5 anni è stata rilevata una significativa diminuzione dell’escrezione urinaria di cistina. Il dosaggio dei farmaci, se necessari, va quindi modulato in base alla situazione del paziente. Quindi, cari proprietari, se avete una razza a rischio oppure è stata riscontrata cistina nelle urine del vostro cane, non disperate: con la giusta e continua attenzione da parte vostra ed un buon monitoraggio clinico da parte del veterinario, questi animali mantengono un’ottima qualità di vita! Fonti:
- Cystinuria in Dogs and Cats: What Do We Know after Almost 200 Years? (Simona Kovaříková et al.)
- Cystinuria in the Dog: Clinical Studies during 14 Years of Medical Treatment (A.Hoppe, T.Denneberg)
Cari proprietari se vi è piaciuto l’articolo lasciate un mi piace e condividetelo!
Ricordate che mi trovate sempre sulla pagina Facebook Amica Veterinaria e sul mio profilo Instagram amica_veterinaria dove potrete essere sempre aggiornati sui nuovi articoli che pubblico e casi clinici particolari!








