Cari proprietari oggi abbiamo il piacere di avere come ospite la collega Dott.ssa Molino Doriana (DVM, MSc Cardiologia, GpCert Cardio) che ci parlerà del chilotorace nel cane e nel gatto.

chilotorace nel cane e nel gatto

La Dott.ssa Doriana Molino ci parlerà del chilotorace nel cane e nel gatto (dorianamolino@gmail.com)

Ciao Doriana e grazie di partecipare ad Amica Veterinaria,

Che cos’è il chilotorace nel cane e nel gatto?

Per chilotorace si intende l’accumulo di chilo (ossia linfa) nello spazio pleurico, cioè lo spazio virtuale tra i polmoni e la cassa toracica.

Che cos’è il chilo o linfa?

Il circolo linfatico è sconosciuto ai più, ma è un sistema di vasi esteso in tutto il corpo che invece di portare sangue, porta linfa (carica di nutrienti, prodotti di scarto e cellule del sistema immunitario). I linfonodi sono disseminati su tutto il circolo linfatico e filtrano tutte queste sostanze.

 

 

Che percorso fa la linfa?

In condizioni normali la linfa, passando attraverso i vasi linfatici intestinali viene condotta attraverso grossi vasi alla cisterna del chilo posta ventralmente alla II-IV vertebra lombare. La cisterna si continua cranialmente con il dotto toracico che drena la linfa dalla maggior parte del corpo. La sua anatomia varia da una specie all’altra o anche all’interno della stessa specie. Nel cane il dotto toracico è situato dorsalmente a destra nel torace fino all’altezza del quinto spazio intercostale, da qui si sposta verso il lato sinistro. Nel gatto è situato a sinistra in tutto il suo decorso. In entrambe le specie il dotto confluisce nella vena brachiocefalica sinistra.

 

libro

 

Quali sono le cause del chilotorace nel cane e nel gatto?

Se c’è una compressione sul dotto toracico, oppure un’aumentata pressione venosa che ne rallenta lo svuotamento o ancora un’aumentata produzione di linfa, questa esce dai dotti linfatici e si accumula in torace.
Le cause di chilotorace possono essere le più varie:

  • Malattie cardiache congenite (es. tetralogia di Fallot, displasia tricuspidale)
  • Alterazioni congenite del dotto
  • Insufficienza cardiaca destra
  • Malattie del pericardio (incluso tamponamento cardiaco)
  • Ostruzioni della vena cava craniale o della giugulare
  • Ernia diaframmatica e peritoneo-pericardica
  • Masse occupanti spazio nel mediastino anteriore (es. linfoma, timoma, tumore della base del cuore)
  • Torsione di lobi polmonari
  • Corpi estranei
  • Trombosi della vena cava
  • Rottura traumatica/iatrogena del dotto toracico
  • Chilopericardio primario, a cui consegue chilotorace
  • Filariosi nel gatto
  • Idiopatico (quando nessuna causa è identificata), che sembra essere la causa più frequente.

Esiste una predisposizione di razza per il chilotorace nel cane e nel gatto?

Il chilotorace può interessare cani e gatti di qualsiasi razza, tuttavia cani di razza Levriero Afgano e Shiba Inu sembrerebbero predisposti a questa patologia così come gatti di razza Siamese, Burmese, Persiano, Abissino e Hymalaiano. L’età non sembra costituire un fattore predisponente, anche se i gatti anziani tendono a sviluppare chilotorace più spesso rispetto ai soggetti giovani.

Quali sono i sintomi del chilotorace nel cane e nel gatto?

I sintomi dipendono dalla quantità di chilo e la velocità di accumulo; i più frequenti sono rappresentati da difficoltà respiratoria fino alla cianosi (colore violetto della lingua). Il proprietario riferisce spesso di dimagrimento, disappetenza e talvolta tosse. Tali sintomi sono comuni al versamento pleurico di altra natura.

chilotorace nel cane e nel gatto

In questa immagine si osserva un abbondante versamento pleurico che sposta i polmoni dorsalmente.

Come si fa diagnosi di chilotorace nel cane e nel gatto?

Il paziente solitamente arriva in difficoltà respiratoria e al veterinario sarà evidente il tipico respiro da versamento pleurico (respiro discordante). Sottoponendo il paziente a una radiografia del torace ne avrà conferma. A questo punto per stabilizzare il paziente si farà una toracocentesi (si aspirerà il liquido con un ago) ed è a questo punto che si avrà la diagnosi di chilotorace perché il liquido che ne uscirà sarà bianco come il latte oppure rosato (per la presenza di sangue). La conferma definitiva la darà l’analisi del versamento.
Gli obiettivi del drenaggio sono:

  • consentire una maggior espansione polmonare dando così sollievo all’animale,
  • permettere l’analisi citochimica del liquido,
  • visualizzare eventuali lesioni intratoraciche, prima non visibili per la presenza del liquido, con un esame radiografico post-drenaggio.

 

 

Come è il chilo?

Il chilo si presenta come un liquido opaco lattiginoso, a volte rosato, ricco in proteine (> 2,5 g/dL) con un contenuto variabile di cellule nucleate (linfociti, neutrofili integri o degenerati, macrofagi e cellule mesoteliali) ed eritrociti. Di solito il chilo è sterile per l’azione batteriostatica degli acidi grassi. Solitamente la concentrazione di trigliceridi nel chilo è superiore alla concentrazione sierica, mentre accade l’opposto per il colesterolo (ciò permette di distinguerlo dallo pseudochilo), inoltre, il rapporto colesterolo/ trigliceridi del versamento è tipicamente < 1.

chilotorace nel cane e nel gatto

Il chilotorace appare macroscopicamente bianco latte o rosato.

A questo punto cosa si farà?

Dopo aver stabilizzato il paziente l’iter diagnostico prevede:

  • esami ematobiochimici ed urinari completi
  • radiografie torace
  • ecocardiografia
  • ecografia del torace (Tfast)
  • Tomografia computerizzata (TC)

Il chilotorace nel cane può essere secondario a cardiopatie?

Il versamento chiloso può associarsi a segni di insufficienza cardiaca congestizia destra, pericardiopatie e aritmie. Diverse cardiopatie congenite (vedi sopra) o acquisite (ad es. cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, discinesie ischemiche diffuse dei settori destri ecc…) in fase di scompenso determinano ipertensione venosa sistemica. Le elevate pressioni di riempimento atriale destro non permettono il normale deflusso di linfa dal dotto toracico con conseguente accumulo in cavità pleurica. L’esame ecocardiografico, da effettuarsi dopo stabilizzazione del paziente, rappresenta il gold standard per la diagnosi e la prognosi in questi pazienti.

 

 

Il chilotorace nel gatto è spesso indice di cardiopatie?

Nel gatto la cardiomiopatia restrittiva (RCM) è la seconda cardiopatia più frequente dopo la cardiomiopatia ipertrofica. Quando si rinviene chilotorace nel gatto bisogna sempre escludere per prima cosa una di queste patologie cardiache.

Il chilotorace si può curare?

Dipende dalla causa sottostante. Se la causa è la malattia cardiaca la terapia medica del chilotorace prevede la terapia cardiaca
Va sottolineato come l’efficacia del trattamento medico sia occasionale ed in stretta dipendenza dalla causa sottostante. La chirurgia (tradizionale o per via endoscopica) rappresenta l’opzione terapeutica preferenziale. Purtroppo il successo della terapia (sia medica che chirurgica) non è scontato.

 

 

Qual è il tasso di sopravvivenza del chilotorace nel cane e nel gatto?

La prognosi varia a seconda della causa sottostante. È favorevole in alcune forme idiopatiche in cui si assiste a risoluzione spontanea. La prognosi a lungo termine in caso di cardiopatia sottostante risulta, invece, riservata. In corso di cardiomiopatia restrittiva del gatto la sopravvivenza media è di 132 giorni.

In caso di rottura traumatica o altra causa con prognosi favorevole quanto tempo serve per guarire?

La risoluzione del versamento chiloso può essere rapida (uno o pochi giorni) oppure protrarsi per tempi variabili in forma chilosa o siero-emorragica. In corso lacerazione traumatica del dotto toracico la guarigione avviene in genere in 1-2 settimane con l’applicazione di drenaggi toracici.

La chirurgia per il chilotorace che successo ha?

Il successo terapeutico dopo legatura selettiva (post-linfangiografia) del dotto toracico (associata o meno ad ablazione della cisterna del chilo) varia tra il 20% e l’80%, mentre la legatura selettiva del dotto toracico associata a pericardiectomia consente la risoluzione del versamento nell’80-100% dei cani e 75-80% dei gatti.

 

 

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