Cardiomiopatia Dilatativa del cane: sintomi e prognosi!

cardiomiopatia dilatativa

Cari proprietari oggi parliamo di una patologia che riguarda solo cani di taglia grande/gigante: la cardiomiopatia dilatativa.

Che cos’è la cardiomiopatia dilatativa?

Come dice il nome la cardiomiopatia dilatativa non è altro che una perdita di contrattilità del cuore.

Il cuore diventa molto grande, si dilata, le sue pareti si assottigliano perdendo la forza necessaria per pompare il sangue nelle arterie.

Questa patologia che colpisce anche l’uomo seppur con alcune differenze è a carattere famigliare/genetico, per questo è fondamentale lo screening dei riproduttori.

La patologia può comparire a tutte le età ma con maggior probabilità dai 3 ai 7 anni. Le forme giovanili colpiscono soprattutto il dobermann.

Oltre la genetica si pensa anche a cause virali (cimurro e parvovirus) o nutrizionali (carenza taurina e carnitina).

il dobermann è predisposto alla cardiomiopatia dilatativa

Le razze più predisposte per la cardiomiopatia dilatativa sono:

  • Alano
  • Dobermann
  • Terranova
  • Irish Wolfhound

ma anche altre razze possono esserne colpite e meticci di queste.




 

Cosa potete fare voi proprietari se il vostro cane soffre di cardiomiopatia dilatativa?

Questa patologia ha una fase preclinica o occulta che si può identificare solo ed esclusivamente con ecocardiografie di screening. Nel Dobermann la patologia spesso presenta aritmie ventricolari e quindi l’esecuzione di un esame Holter (per intenderci la scatolina che ti attaccano addosso per 24 ore che ti fa l’ecg continuo) può essere associato all’ecocardio. In questa razza infatti le aritmie ventricolari spesso precedono lo svilupparsi di un quadro ipocinetico dilatativo. L’esame Holter quindi può aiutarci nella diagnosi precoce.

domermann con cardiomiopatia dilatativa

Esame Holter nel Dobermann per una diagnosi precoce di cardiomiopatia dilatativa:

L’esame Holter dovrebbe essere parte integrante del piano diagnostico di screening per la cardiomiopatia dilatativa in questa razza. Il numero giornaliero di 50-100 complessi ventricolari prematuri (CVP) evidenzia un maggior rischio di sviluppare malattia. Oltre i 100 CVP in 24 ore di solito sono già presenti anomalie ecocardiografiche.

Cosa succede se ho fatto diagnosi precoce di cardiomiopatia dilatativa?

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia progressiva caratterizzata da un lungo periodo preclinico pertanto se si riesce a fare diagnosi in questa fase si può instaurare una terapia farmacologica che prolunghi il più possibile la fase asintomatica.

Purtroppo non ci sono molte certezze sull’efficacia di una terapia piuttosto che un’altra, esistono diverse strategie terapeutiche e in questo caso il cardiologo che vi segue saprà consigliarvi al meglio in relazione allo specifico caso.




 

Cosa succede nel caso di una diagnosi tardiva di cardiomiopatia dilatativa?

Purtroppo dal momento che cominciano i sintomi la prognosi non è rosea. Ci sono diversi studi sui tempi di sopravvivenza, purtroppo a seconda dei casi che hanno esaminato i dati variano molto, il tempo medio di sopravvivenza una volta comparsi i sintomi è di 19 settimane. Il 28% arrivano a 1 anno e solo il 14% a 2 anni di sopravvivenza dalla diagnosi. Prendete questi numeri in maniera molto elastica perché dipende moltissimo da cane a cane.

Quali sono i sintomi della cardiomiopatia dilatativa ?

Di solito voi proprietari venite a conoscenza della malattia del vostro cane perché improvvisamente va in scompenso cardiaco congestizio. Può avere una sincope, oppure notate l’addome gonfio verso il basso (è pieno di liquido si chiama ascite). In altri casi può essere meno improvviso lo scompenso e magari notate dimagrimento, intolleranza all’esercizio fisico, letargia, anoressia. Possono presentare un soffio (di solito non molto intenso) che magari è l’unico sintomo che trova il vostro veterinario e vi suggerisce quindi l’ecocardiografia.

Una volta giunti a diagnosi affronterete una terapia palliativa per allungargli il più possibile la vita e ridurre i sintomi. Se è già presente una fibrillazione atriale concomitante la prognosi è ancor più grave.

Negli ultimi tempi sta a andando molto di moda la terapia con cellule staminali. Ad oggi non ci sono evidenze scientifiche che funzionino per questa patologia quindi non posso consigliarvela. Capisco d’altronde la volontà di un proprietario di non lasciare nulla di intentato ma attenti alle speculazioni.

Purtroppo oggi non sono riuscita a darvi buone notizie, spero almeno di avervi motivato a fare screening regolari e diagnosi precoce.

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