Cari proprietari oggi parliamo della Capillaria un parassita di cane e gatto che portano a una malattia: la Capillariosi.

Cosa sono le capillarie del cane e del gatto?

Le Capillarie sono dei nematodi (vermi tondi) che presentano un corpo lungo con una testa sottile e una coda più spessa. Esistono tantissime specie di Capillaria ma le più importanti sono:

  • Capillaria aerophila, responsabile della capillariosi polmonare di cane e gatto;
  • Capillaria boehmi, causa capillariosi nasale nel cane (non nel gatto);
  • Capillaria plica, e Capillaria feliscati si localizzano nella vescica di cane e gatto.

capillaria

Cane e gatto come si prendono capillaria?

Gli adulti delle diverse specie di Capillaria hanno una localizzazione diversa nel corpo dell’animale; il ciclo biologico (quindi la vita del parassita) è ancora in fase di studio, per cui, a differenza di altri parassiti, non vi è la certezza sulle modalità di trasmissione, in linea generale, possiamo dire che:

  • Gli animali contraggono aerophila e C. boemi tramite ingestione di uova larvate presenti nelle feci.
  • Nel caso di plica e C. feliscati le uova vengono eliminate con le urine.
  • In tutte e tre le Capillarie sembra possa essere coinvolto un ospite paratenico o un ospite intermedio. Con ospite paratenico si intende un animale che si infesta per errore, in questi animali il parassita rimane vivo, vitale ed infestante (diciamo che lo “conserva”); mentre l’ospite intermedio è un animale che si infesta e al suo interno il parassita compie una muta (ad esempio, il lombrico che mangia l’uovo immaturo e al suo interno si sviluppa la larva) ed è necessario affinché possa continuare il ciclo.

 

Chi sono gli animali più predisposti?

Le Capillariosi sono più diffuse in animali selvatici piuttosto che in quelli domestici, in quanto la volpe rappresenta il serbatoio. Cani e gatti che condividono o che sono esposti ad ambienti in cui vive la volpe possono infestarsi più facilmente, come ad esempio i cani da caccia e da tartufo. Ciò non toglie che non vi sia la possibilità di infestarsi anche in ambienti urbani, i luoghi più a rischio sono quelli in cui vi è alta densità di animali, come ad esempio aree di sgambamento.

Ciclo biologico di Capillaria Aerophila?

Ma come fa un parassita che vive nell’apparato respiratorio ad eliminare le uova con le feci? Cane e gatto presentano i parassiti adulti nella mucosa della trachea e dei grossi bronchi. Si tratta di parassiti a sessi separati che quindi si accoppiano, e depongono le uova. Le uova risalgono l’albero respiratorio tramite colpi di tosse, e arrivano in bocca per poi essere deglutite. Attraversano tutto l’apparato digerente e poi vengono eliminate con le feci. Nell’uovo si forma la larva L1 (larva infestante) in circa 1 mese (quindi se il cane o il gatto ingeriscono le uova prima che si formi la larva non succederà nulla perché non sono ancora infestanti). Quando un altro animale ingerisce le uova larvate (o l’ospite paratenico infestato), l’uovo schiude, la larva arriva nell’intestino dove penetra nel circolo linfo-ematico e raggiunge così la trachea, qua diventa parassita adulto e prosegue il suo ciclo.

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Ciclo biologico di Capillaria Aerophila

Quali sono i sintomi della presenza di capillaria aerophila nel cane e nel gatto?

La sintomatologia è legata al fatto che il parassita vive infisso nella mucosa delle vie respiratorie, quindi, causa irritazione e infiammazione in queste aree. Il quadro clinico generalmente, cronicizza, e tende a peggiorare con il passare del tempo (se non trattato). I sintomi più frequenti sono:

  • Tosse secca che inizialmente si presenta quando l’animale è sotto sforzo.
  • La tosse poi diventa grassa (produttiva) poiché le lesioni causate al parassita predispongono l’insorgenza di infezioni batteriche secondarie; sarà quindi presente muco o ascessi. Inoltre, la tosse diventa costante e non più solo sotto sforzo,
  • Sibili respiratori (rumori simili ad un fischio),
  • Tracheite, bronchite,
  • Difficoltà respiratorie, che si mostrano con un respiro rapido o a bocca aperta (ricorda sempre che un gatto che respira a bocca aperta non è mai normale!).

Ciclo biologico di capillaria boehmi nel cane?

Il ciclo biologico di C. Boehmi è molto simile a quello di C. aerophila, con la differenza che i parassiti adulti vivono nella mucosa nasale.

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Ciclo biologico di Capillaria Boehmi

Quali sono i sintomi della presenza di capillaria boehmi nel cane?

La sintomatologia è dovuta al fatto che il parassita vive infisso nella mucosa delle cavità nasali. I sintomi più frequenti sono:

  • Rinite,
  • Starnuti,
  • Starnuto inverso,
  • Prurito: si può notare il cane che si gratta con le zampe anteriori o con il muso a terra. Questo può portare a escoriazioni,
  • Scolo nasale: inizialmente trasparente, che può diventare verdastro se insorgono infezioni batteriche secondarie,
  • Perdita di sangue dal naso,
  • Difficoltà respiratorie che portano il cane a respirare con la bocca aperta,
  • Anosmia o iposmia (ovvero la perdita dell’olfatto). Spesso passa inosservata, risulta evidente soprattutto nei cani da tartufo o da ricerca dove si può notare un calo della performance,
  • In alcuni rari casi si possono presentare sintomi nervosi (se la carica parassitaria è cospicua e lo è anche la deposizione di uova, si potrebbe verificare la penetrazione dell’osso etmoide, questo porterebbe alla formazione di ascessi a livello cerebrale).

 

Ciclo biologico di capillaria plica e capillaria feliscati nel cane e nel gatto?

A differenza delle Capillarie precedenti, queste due si localizzano nell’apparato urinario, in particolare nella vescica dell’ospite definitivo, talvolta a livello di pelvi renale. Il ciclo biologico non è ancora del tutto chiaro, ma sembra essere indiretto poiché l’intervento dei lombrichi si rende necessario e non più facoltativo. In questo caso si fa riferimento al lombrico come ospite intermedio e non più come ospite paratenico. L’ospite definitivo ingerisce il lombrico infestato, tramite la circolazione ematica, le larve di C. plica e C. feliscati raggiungono la vescica. I parassiti adulti si accoppiano e producono uova che vengono eliminate con le urine, raggiungono l’ambiente esterno, dove vengono ingerite dal lombrico.

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Ciclo biologico di Capilarria Plica e Feliscati

Quali sono i sintomi della presenza di capillaria plica nel cane e nel gatto?

La presenza del parassita nella vescica comporta cistite. I sintomi frequenti sono:

  • Stranguria: dolore alla minzione. Il gatto mette in atto atteggiamenti di disagio come miagolio nella lettiera,
  • Poliuria: ovvero aumento della frequenza della minzione,
  • Ematuria: urine con sangue,
  • Piuria: presenza di pus nelle urine per infezioni batteriche secondarie,

 

Come si fa diagnosi di capillariosi nel cane e nel gatto?

La diagnosi di capillariosi si fa tramite visualizzazione al microscopio delle uova di Capillaria, le uova sono infatti grandi 0,05 millimetri. La diagnosi eziologica per eccellenza prevede:

  • Esame delle feci (copromicroscopico) nel caso delle capillariosi respiratorie ( Aerophila e Boehmi).
  • Esame del sedimento urinario nel caso delle capillariosi vescicali ( plica e C. feliscati).

Il problema principale della diagnosi è legato al riconoscimento delle uova. Innanzitutto, bisogna dire che le uova di Capillaria sono simi a quelle di Trichuris vulpis, ma soprattutto, le uova delle diverse Capillarie sono molto simili tra loro; può capitare, ad esempio, che le uova di C. Plica eliminate dal gatto con le urine possano contaminare le feci nella lettiera, in tal caso si potrebbe avere una difficoltà diagnostica.

La diagnosi non è semplice:

Altro problema diagnostico è legato allo psudoparassitismo, ovvero all’eventuale presenza di uova di Capillarie non patogene nelle feci, per fenomeni predatori. Capillaria hepatica, ad esempio, è un parassita che si localizza nel fegato dei roditori, non è un parassita di cane e gatto può però capitare che questi animali predino un roditore infestato, in questo caso il parassita non si svilupperà nell’organismo del cane o del gatto, si può però avere l’eliminazione delle uova che erano contenute nel fegato della preda; trovare queste uova nelle feci può comportare confusione nella diagnosi.

 

Esistono altri modi per fare diagnosi  di capillariosi?

Altri esami diagnostici che possono affiancare l’esame delle feci/urine sono:

  • Endoscopia: può essere utile per osservare gli individui adulti adesi alla mucosa. Si effettuano: rinoscopia in caso di Boehmi e broncoscopia in caso di C. Aerophila,
  • Lavaggio bronco-polmonare per la ricerca di uova di Aerophila,
  • Tampone nasale per la ricerca delle uova di Boehmi nel muco.

L’iter diagnostico prevede anche:

Oltre alla ricerca del parassita (diagnosi eziologica) è opportuno effettuare esami collaterali volti principalmente ad evidenziare possibili complicazioni legate alla parassitosi, devono però sempre essere associati ad un esame copromicroscopico. Tra gli esami consigliati ci sono:

  • Radiografia del torace: per Aerophila è utile al fine di valutare il danno polmonare,
  • Esame chimico fisico delle urine: per evidenziare eventuali danni alla mucosa vescicale o possibili infezioni batteriche secondarie,
  • Ecografia: per rilevare danni a vescica, ureteri o pelvi.

 

Le capillariosi del cane e del gatto si trasmettono all’uomo?

Aerophila ha potere zoonosico (può infestare l’uomo); è raro però che possa causare infestazioni. L’uomo si infesta ingerendo vegetali crudi non adeguatamente lavati, oppure tramite ingestione accidentale di lombrichi infestato. Si manifesta con un quadro respiratorio che può mimare sintomatologicamente e radiograficamente i carcinomi bronchiali, per cui persone con capillariosi polmonare possono riceve diagnosi di carcinoma bronchiale.

Esiste un vermifugo per le capillarie di cane e gatto?

Per quanto riguarda la terapia non esiste un protocollo definito; molte terapie sono off label, ovvero trattamenti non registrati. Per questo motivo la terapia deve sceglierla il veterinario anche sulla base degli esami collaterali precedentemente elencati. Alcuni dei principi attivi che possono essere usati sono macrolattoni e praziquantel.

 

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