Cari proprietari oggi parliamo di una malattia parassitaria: la babesiosi nel cane.

Cos’è la babesiosi del cane?

La babesiosi è una malattia parassitaria causata da protozoi del genere Babesia. I protozoi sono piccolissimi parassiti costituiti da un’unica cellula. Babesia è “intracellulare obbligato” ovvero ha la necessità di entrare all’interno di cellule animali per potersi replicare. Le cellule colpite dalla Babesia sono i globuli rossi.

 

Esistono vaire specie di babesia:

Esistono diverse specie di Babesia che possono infettare il cane e vengono distinte in grandi e piccole, tra di loro si differenziano per le dimensioni ma soprattutto per il potere patogeno, e quindi per la gravità della malattia. Le diverse specie di Babesia vengono trasmesse da diverse specie di zecche, questo dato è molto importante per quanto riguarda la diagnosi e la prognosi. Alcune zecche, infatti, sono presenti prevalentemente negli ambienti boschivi, mentre altre si ritrovano soprattutto in ambienti urbani. Alcune Babesie non sono presenti in Italia; tuttavia, vista la sempre più crescente tendenza a viaggiare con i propri pet, è necessario informarsi sulle parassitosi endemiche del paese di destinazione.

babesiosi

*(?) I dati sono ancora insufficienti poiché gli studi sono ancora in corso, per cui al momento non si hanno alcune informazioni a riguardo

 

Il cane come prende la babesiosi?

La babesiosi fa parte del grande gruppo delle malattie trasmesse da zecche, come Erlichia, Rickettsia, Anaplasma. Il cane la contrae quando viene “punto” da una zecca infetta. Il ciclo biologico (ovvero la vita del parassita) viene detto “indiretto”, perché prevede l’intervento di due ospiti (due animali diversi) affinché possa sopravvivere e riprodursi.

  • l’ospite definitivo è rappresentato dalla zecca che è anche il vettore. In questo animale il protozoo svolge quella che viene definita “riproduzione sessuata”
  • l’ospite intermedio, nel nostro caso, è il cane. In questo ospite avviene quella che viene definita “riproduzione asessuata”

Si può avere trasmissione da cane a cane tramite le trasfusioni di sangue, i cani donatori però, generalmente, vengono sottoposti ad una serie di test che preservano i cani riceventi da possibili malattie ematiche.

libro di amica veterinaria

 

Cosa succede nella zecca?

Le zecche sono degli aracnidi, e hanno una vita che passa attraverso diversi stadi biologici; il passaggio da uno stadio all’altro avviene attraverso una muta. I vari passaggi sono: uovo, larva, ninfa, adulto. Per poter passare da uno stadio all’altro devono compiere un pasto di sangue su un animale.

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Esistono diverse specie di zecche che hanno diversi cicli. Nell’immagine possiamo vedere il ciclo biologico di una zecca trifasica che è quella che ci interessa per quanto riguarda la trasmissione di Babesia.

 

Poiché la Babesia si trova nel sangue del cane, se la zecca mangia da un cane infetto assume la Babesia. Una volta ingerita la Babesia si porta nell’intestino della zecca dove effettua una replicazione detta “sessuata” (due babesie si uniscono a dare uno zigote); successivamente, le babesie originate dalla replicazione, migrano a livello di ghiandole salivari e ovaie.

Come si infettano le zecche con la Babesia?

Siccome la babesia invade sia le ghiandole salivari che le ovaie si hanno due metodi con cui si preserva la trasmissione del protozoo tra zecche:

  • trasmissione trans-ovarica: quando una femmina adulta mangia da un animale infetto, si infetta. Essa si accoppia e lascia l’animale per andare in ambiente, dove depone le uova da cui nascono larve infette;
  • trasmissione trans-stadiale: il protozoo si trasferisce nei diversi stadi evolutivi delle zecche. Le larve infette, quando mangiano su un cane gli trasmettono il protozoo, mutano poi in ninfe e saranno anche esse infette.

Se è una zecca maschio adulto a mangiare su un animale infetto, viene assunto il patogeno ma il ciclo finisce perché con l’accoppiamento non si trasmette Babesia; inoltre, dopo l’accoppiamento, il maschio muore.

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Cosa succede nel cane?

Quando una zecca infetta da Babesia compie il pasto di sangue in un animale sano, rigurgita i protozoi contenuti nella saliva. Una volta inoculata, Babesia entra nei globuli rossi, all’interno dei quali si moltiplica con una replicazione detta asessuata (si duplicano, quindi da una babesia se ne originano due).

  • Babesiosi acuta: il globulo rosso invaso si rompe e si liberano i protozoi, i quali poi penetrano in altri globuli rossi. A questa segue la babesiosi cronica.
  • Babesiosi cronica: dopo una serie di replicazioni, l’organismo del cane inizia a difendersi. La principale arma di difesa è rappresentata dalla milza, la quale sequestra i globuli rossi infetti; così facendo si riduce il numero di Babesie in circolo. Tuttavia, qualche Babesia sfugge al sequestro e si porta a livello di circolazione periferica (dove risulta facile che venga ingerita da una nuova zecca).

 

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Quali sono i sintomi della babesiosi nel cane?

La malattia può essere acuta o cronica; generalmente si ha un quadro acuto seguito da una fase cronica, la quale corrisponde al sequestro dei globuli rossi infetti da parte della milza. La Babesiosi ha 4 sintomi principali:

  • Febbre: spesso intermittente;
  • Ittero: le mucose prendono un colore giallastro;
  • Emoglobinuria: presenza di emoglobina nelle urine (questo si evidenzia solo all’esame delle urine);
  • Anemia: dovuta alla rottura dei globuli rossi in seguito alla replicazione di Babesia.

Altri sintomi possono essere:

  • Mucose pallide (per l’anemia);
  • Petecchie emorragiche: si possono vedere piccoli puntini rossi sulle mucose (problema coagulativo)
  • Edema;
  • Sangue nelle urine;
  • Stanchezza;
  • Mialgia: dolore muscolare;
  • Splenomegalia: ad una ecografia sarà possibile apprezzare un aumento delle dimensioni della milza.

 

Qunato è grave la Babesiosi?

Il quadro clinico è più grave nei soggetti giovani perché non hanno un midollo osseo abbastanza sviluppato in grado di bilanciare correttamente la perdita di globuli rossi. La malattia è particolarmente grave in cani splenectomizzati (rimozione della milza chirurgia piuttosto frequente in caso di traumi da investimento), questo succede perché, non essendo presente la milza, non sarà possibile il sequestro dei globuli rossi infetti, di conseguenza tutte le Babesie presenti nell’organismo continueranno ad essere in circolo.

Come si fa diagnosi di babesiosi nel cane?

La diagnosi di babesiosi si fa attraverso degli esami del sangue. Il veterinario sceglie la modalità diagnostica in base al momento dell’infezione che sospetta (cronica vs acuta), talvolta possono essere necessari più test. I test solitamente effettuati sono:

  • test sierologici: evidenziano la presenza di anticorpi nei confronti di Babesia. Tuttavia, una positività, non implica che ci sia per forza una infezione in atto, potrebbe essere legata ad una esposizione precedente; inoltre, può succedere che vi siano dei falsi positivi dovuti a cross-reattività* con Toxoplasma o Neospora. (*cross-reattività = un test risponde positivamente ad agenti diversi poiché presentano degli antigeni simili tra loro). Altresì, il cane potrebbe essere nei primi giorni di infezione, quindi potrebbe essere infetto ma non aver ancora sviluppato gli anticorpi, in questo caso si potrebbe avere un falso negativo.
  • PRC: test molecolare per la ricerca di Babesia, si può effettuare sul sangue oppure su materiale prelevato per infissione della milza
  • Striscio di sangue: viene effettuato generalmente su sangue capillare prelevato dagli spazi interdigitali o dalle orecchie; questa scelta è dovuta al fatto che Babesia si porta nel circolo periferico in modo da essere più facilmente assunta dalla zecca. Con il sangue prelevato si effettua uno striscio su un vetrino che viene poi colorato e osservato al microscopio.

 

Dopo la diagnosi l’iter è:

Vengono poi eseguiti esami collaterali che servono per quantificare i danni causati da Babesia, tra cui ecografia, radiografia, emocromo, biochimico, esame delle urine. Dove ci sono zecche, oltre a Babesia, possono esserci anche: Ehrlichia canis, Hepatozoon canis, Anaplasma phagocytophilum, Anaplasma platis, Borrelia burgdoferi; per cui, cani che non effettuano prevenzione nei confronti di ectoparassiti, o nei quali sono state rinvenute zecche, è necessario effettuare test nei confronti delle varie malattie trasmesse da zecche.

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Diagnosi microscopica di babesiosi

La babesiosi del cane si trasmette all’uomo?

Generalmente le Babesie degli animali domestici non infettano l’uomo. Quella che infetta l’uomo è Babesia Microti, una babesiosi dei roditori. Risulta particolarmente grave in persone che hanno subito una splenectomia, oppure persone con un sistema immunitario compromesso come in caso di AIDS.

 

La babesiosi del cane si trasmette al gatto?

Per quanto riguarda il gatto le informazioni sono ancora poche. In Europa sono stati segnalati casi di infezione nel gatto con Babesie del cane; tuttavia, si tratta di un argomento per il quale i dati sono ancora insufficienti. Attualmente sono state identificate due babesie proprie dei gatti che non sono però presenti in Italia. Causano un quadro clinico piuttosto grave e sono:

  • Babesia cati: endemica in India e Sudafrica
  • Babesia felis: endemica solo in Africa

Esiste una cura per il cane con babesia?

Il protocollo terapeutico deve sempre essere scelto dal veterinario sulla base dei risultati degli esami e deve mirare non solo alla risoluzione dell’infezione, ma anche a limitare i danni causati all’organismo. Per la terapia della babesiosi canina si utilizza solitamente l’Imitocarb dipropionato, farmaco che può causare effetti collaterali come vomito e diarrea. Se il quadro clinico è grave, è necessario il ricovero perché il cane deve essere reidratato ed eventualmente deve essere sottoposto a trasfusione.

Come limitare il contagio e la diffusione?

Come sempre la prevenzione è l’arma migliore, per cui bisogna valutare un adeguato piano antiparassitario contro le zecche. Per gli ectoparassiti esistono diverse formulazioni in commercio, è sempre bene parlare con il proprio veterinario di fiducia al fine di scegliere il protocollo profilattico più adatto al proprio animale. Importante che sia un antiparassitario ad azione repellente perchè deve impedire il pasto di sangue. In Europa esiste in commercio un vaccino per Babesia canis, il quale non protegge dall’infezione ma fa si che il quadro clinico sia meno grave; non è però più commercializzato in Italia.

 

 

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