Allevatori Vs cucciolate “fai da te low cost”!

 

Cari proprietari oggi voglio condividere con voi una mia riflessione su un argomento molto inflazionato e cioè fare cucciolate low cost!!!

Fare cucciolate. Che brutto termine, lo so! L’ho usato apposta.

Lasciatemi spiegare:

Oggi va di gran moda produrre cucciolate! Non posso usare il termine “allevare” perché questo termine ha un’accezione molto diversa da quello che si fa oggi. Sono veterinaria, lo sapete, l’argomento non è strettamente legato alle mie competenze ma è un mondo parallelo al mio! L’allevatore è un lavoro! E come tutti i lavori non ci si può inventare a farlo!

Io ho grande rispetto di questo mestiere (o perlomeno di chi lo svolge con correttezza e professionalità). L’allevatore infatti non è solo colui che guadagna con la nascita dei cuccioli (se fatto bene i guadagni sono ridicoli rispetto il tempo speso) ma è colui che concorre al mantenimento delle caratteristiche di razza che tanto amate! Senza gli allevatori e le expo le razze andrebbero via via a perdere di definizione. Se ci fate caso questo è quello che succede per le razze che vanno tanto di moda. Noi veterinari assistiamo al disfacimento delle razze in maniera passiva: labrador ormai è l’appellativo che si dà a qualsiasi cane giallo o nero con le orecchie pendule, qualsiasi lupoide nero focato è un pastore tedesco, un cane grosso lanoso e bianco è un maremmano e così potrei continuare all’infinto! Ma non è questo un cane di razza!

Boxer
Simil boxer

Perché non ci si può improvvisare allevatori?

L’allevatore è colui che conosce alla perfezione lo standard di razza, il carattere, le linee di sangue. Ho avuto modo di avvicinarmi a questa professione partecipando da neofita con il mio primo lupo cecoslovacco alle expo più o meno una decina di anni fa! Gli allevatori a bordo ring notavano talmente tanti dettagli da impazzire…per me erano tutti uguali!! Poi piano piano incominci a capirci qualcosa e ti senti un po’ meno un pesce fuor d’acqua. Detto questo l’allevatore serio conosce tutte le patologie di razza che devono essere testate (a volte più del veterinario), sa come scegliere il maschio e la femmina da far accoppiare per compensare i difetti ed esaltare i pregi dei soggetti. Tengono sempre in considerazione anche la tempra e le attitudini sportive (se sono previste dallo standard).

Pastore tedesco

Simil pastore tedesco

E allora perché tanti privati si improvvisano allevatori?

I motivi sono molteplici:

Inutile dirlo: chi non vorrebbe una cucciolata da spupazzare per due mesi? Quanto sono carini?

Nessuno pensa però che una cucciolata è un impegno pazzesco!

L’idea che alla cucciolata ci pensi in tutto e per tutto la mamma è talmente diffusa che molte persone si mettono in testa di farla nascere senza minimamente preoccuparsi della logistica necessaria: dopodiché… è il panico.

Si, perché la mamma, ai cuccioli, ci pensa solo per  un mese circa: dopodiché la cucciolata diventa un lavoro a tempo pieno per voi proprietari. Quindi vi resta un mese di lavoro a tempo pieno, (visto che prima dei due mesi cedere il cucciolo è proibito per legge). Svezzamento, sverminazioni, vaccinazioni, microchip… ma soprattutto, cinque o sei (o dieci, o quattordici… dipende dalla razza e dalla taglia) cuccioli che girano per casa facendo pipì e cacca ovunque, rosicchiando tutto il rosicchiabile, non dormendo alla notte, abbaiando, infilandosi in qualsiasi tipo di guaio e così via. Avete presente quanto è lungo un mese passato in questo modo, magari senza neppure un pezzetto di giardino?

Labrador
Simil labrador

Quindi cosa fa l’amorevole proprietario inventatosi allevatore?

 Cede i cuccioli troppo presto, per lo più al primo che capita, senza sincerarsi della reali possibilità degli aspiranti proprietari, il futuro dei cuccioli sarà quindi incerto!

Considerate che quasi la totalità dei cani abbandonati nei canili da qualcuno sono pur nati!

I veri e propri cani randagi che vivono allo stato selvatico e che si riproducono senza controllo rappresentano una minoranza!

Vediamo altri miti da sfatare che spesso sono la motivazione di cucciolate “fai da te”:

  • La cagna “ha il desiderio di maternità”;
  • Cucciolata come terapia di gravidanze isteriche;
  • La cagna dopo il parto si calma;
  • La cucciolata come prevenzione di tumori e piometre;
  • Diventare ricchi con una cucciolata;
  • Avere un figlio del proprio cane;

Tutte queste affermazioni sono totalmente false, insensate o entrambe le cose!

Iniziamo dal desiderio di maternità:

 questo sentimento è esclusivamente umano, perché è frutto di un retaggio culturale che ovviamente una cagna non può avere.

La cagna quando è in estro prova l’impulso di accoppiarsi. Quando non è in calore, non le interessa nè dell’accoppiamento, né tantomeno dei cuccioli.

 




Per quanto riguarda la gravidanza isterica:

Vi rimando all’ articolo sulla gravidanza isterica.

L’unico modo per eliminare il fenomeno delle false gravidanze è la sterilizzazione della cagna: farla partorire non serve a nulla, perché al calore successivo andrà di nuovo in gravidanza isterica.

 Effetti benefici sulla salute e sul carattere:

Per la prevenzione di alcune eventuali patologie, non basta “una” cucciolata: bisognerebbe farne almeno una all’anno, cosa impensabile per la maggior parte dei privati. Tra una cucciolata e zero cucciolate, gli effetti sono identici: se si vuole davvero proteggere la cagna dai tumori alla mammella, dalla piometra e così via la cosa migliore da fare non è farla partorire, ma sterilizzarla.

Per quanto riguarda indole e carattere non esiste un effetto tranquillante, piuttosto la cucciolata spesso corrisponde al passaggio dell’età adolescenziale all’età adulta (1 anno circa), se vedete cambiamenti può essere questo il motivo.

Arricchirsi:

Gli unici che si arricchiscono sono coloro che allevano senza criterio, tenendo madre e cuccioli in gabbia o in un recinto per due mesi, cibo scadente, cure mediche inesistenti, e poi ti chiedono 500 euro a cucciolo. Se invece date tutte queste cose, oltre il vostro tempo avrete giusto un rimborso spese (augurandovi di riuscire a venderli tutti).




 

Ultimo motivo:

Il più insensato ma aimhè il più frequente che sembra spingere la gente a fare cucciolate è il desiderio di “perpetuare la stirpe” del proprio cane, maschio o femmina che sia. “Vorrei tanto tenermi un figlio suo” è una frase talmente ricorrente che a me vengono i brividi ogni volta che la sento. Se mi sta anche bene che uno ve lo teniate… degli altri, che ne facciamo?

Questa moda delle cucciolate “fai da te” si collega direttamente al problema abbandoni e sovraffollamento dei canili:

esito di cucciolate fai da te

Se non ci sono le conoscenze, le competenze, gli spazi adatti per gestire e sistemare al meglio una cucciolata, si finisce per rifilare cuccioli al primo che passa. E tutti puntualmente rispondete: “Ahhhh ma noooo! So già a chi dare i cuccioli e sono sicuro andranno a stare benissimo e saranno amatissimi!”

Ma allora, ditemi: com’è che i canili strabordano?

Se tutti-ma-proprio-tutti sono così sicuri di poter affidare i piccoli a persone super-fidate, non vi pare che qualcosa non torni?

La verità è che queste persone super-fidate vengono normalmente scelte con questo criterio: “Ti piacerebbe avere un cucciolo della mia cagnona? Te lo regalo!” (oppure te lo do solo per 200 euro e ha anche il pedegree!)

Fine della “selezione” dei nuovi proprietari che fino alla settimana prima non sapevano neanche di desiderlo un cane ma una volta visto quel musetto dolce da pubblicità ne hanno sviluppato un bisogno imprescindibile come l’aria che si respira!

Bene, mie riflessioni personali a parte passiamo a un po’ di dati oggettivi!!!

L’unico ente in Italia che prova a raccogliere qualche dato ufficiale sui cani e gatti presenti sul territorio nazionale è la LAV. Abbiamo a disposizione qualche dato abbastanza approssimativo ma che comunque ci fornisce un’idea del problema.

  • Animali presenti nei canili: Il dato complessivo si aggira intorno ai 200 mila animali.
  • Costo medio annuo 1000 euro, vita media in canile 7 anni. Quindi circa 7 mila euro il costo di ciascun cane dal suo ingresso in struttura.
  • Totale mantenimento 200.000.000 di euro l’anno.

Sono dati per lo più approssimativi e ricavati statisticamente ma di ufficiale e certo non c’è niente. Non c’è corpo amministrativo in Italia che sappia con precisione quanti sono gli animali presenti sul territorio nazionale e quanto si spenda per il loro sostentamento. Non ci sono neanche dati su quanto spede lo Stato, la Regione, il Comune e quanto sia invece sovvenzionato da associazione Onlus o di volontariato.




 

Questo per i canili, poi ci sono i randagi, che ad oggi sono censiti in modo del tutto sommario.

Il problema è che non si sa quanti siano davvero i randagi in Italia. L’ultima stima del Ministero della Salute sui cani risale al 2012 e va dai 500.000 ai 700.000. Per i gatti l’ultimo dato ufficiale è addirittura del 2006: 2.604.379 di mici.

Dal 2006 al 2016 sono aumentate del 57% le iscrizioni all’anagrafe canina, un elemento che aiuta a prevenire il randagismo. Le sterilizzazioni però sono ancora poche: nel 2016 sono stati sterilizzati soltanto 26.841 cani e 61.021 gatti. (questo dato è falsatissimo visto che il 90%delle sterilizzazioni in Italia non è fatturata e quindi “nascosta” agli enti  di censimento).

A questo punto i sostenitori del “non sterilizzare” saranno ancora poco convinti. Continueranno a pensare che i cuccioli della propria amatissima cagnolina, sia di razza o no, con pedigree o meno non faranno questa orribile fine. Lo speriamo tutti. Una cosa è certa però, andranno ad “occupare” aspiranti padroni disponibili!

 




Attenzione bene, io non sono per l’adozione del cane da canile a tutti i costi.

 Amo le razze e le loro caratteristiche, la storia e il lavoro dell’uomo che c’è dietro…proprio per questo motivo le razze vanno preservate da chi ne detiene la conoscenza (gli allevatori). Da padrona di lupo cecoslovacco da più di 10 anni (e appassionata da 20) mi ricordo quando in Italia c’erano pochi esemplari e pochissimi allevamenti. Ho assistito al disfacimento della razza, diventata aimhè di moda! Mi ricordo come 10 anni fa tutti coloro che compravano una femmina facessero di routine una cucciolata….ora il mercato è saturo, la maggior parte dei proprietari inadatti, lo standard e il carattere (peraltro di una razza appena nata e ancora in via di definizione) nebulosi e confusi. Questo è il destino toccato a tutte le razze che sono passate per le mode passeggere.

Dopo questa mia lunga e spero non troppo noiosa dissertazione filosofica mi direte:

Quali sono le soluzioni?

Non sono certo la massima esperta in materia però amo prendere esempio da realtà che funzionano. Per questo motivo vi propongo un esempio reale! A voi il parere se vi sembra un buon sistema o meno!

I cani randagi in Olanda:

L’Olanda, oggi, si distingue per una caratteristica particolare: è forse l’unico paese al mondo in cui il randagismo è inesistente.

Come si è arrivati a questo importante risultato?

Nel XIX secolo in Olanda i randagi erano molto numerosi, creando gravi problemi:

questo avvenne perché il governo previde tasse massicce nei confronti di chi possedeva cani di razza in casa. L’intenzione era quella di diminuire la loro quantità ma molti padroni abbandonarono gli animali per non pagare le imposte. Il randagismo assunse così dimensioni enormi e, nel 1886, nacquero le prime associazioni animaliste.

Le strategie vincenti che misero in atto furono:

  • multe salate o periodi di detenzione in carcere fino a tre anni, senza la possibilità di uscire su cauzione, per chi maltratta gli animali;
  • campagne di sterilizzazione gratuite (non sulle spalle dei veterinari ma dello Stato)
  • promuovere l’adozione attraverso agevolazioni fiscali;
  • Microchip a tutti per risalire al padrone;
  • Randagi catturati e alloggiati in strutture moderne fino a che non viene trovata loro una famiglia. (Il sovraffollamento dei caniliè un fenomeno sconosciuto);
  • Se un proprietario si trova in difficoltà economica (ovviamente accertata) e non può permettersi le cure veterinarie, il Comune le paga per lui;
  • Seil cane ha problemi comportamentali, il Comune gli assegna un educatore cinofilo;
  • Nel caso i cui il padrone abbia seri problemi di salute che gli impediscono di prendersi cura dell’animale, il Comune assegna dei volontari che lo portano a spasso o, momentaneamente, viene alloggiato in un rifugio;
  • Nel caso che il padrone non voglia più il proprio animale, lo può cedere al canile ma solo accettando il divieto di prenderne altri per un periodo di dieci anni.

 




 

Ma soprattutto (punto fondamentale di cui sono forte sostenitrice pro allevatori):

  • Gli animali non castrati esistono solo negli allevamenti, gli altri sono tutti sterilizzati.

L’Olanda ha dimostrato che il randagismo si può sconfiggere.

L’Olanda è riuscita a sconfiggere il randagismo applicando le leggi in maniera rigorosa ma con la collaborazione dei cittadini.

Altri paesi adottano misure più drastiche e discutibili e cioè un tempo limitato di attesa in canile per i cani persi e non reclamati scaduto il quale si effettua l’eutanasia:

Da veterinario l’idea di uccidere un cane perfettamente sano mi fa rabbrividire, ma questo è quanto accade nella maggior parte dei paesi industrializzati del nord Europa.

Nel Regno Unito sono rarissimi i randagi oppure i cani di strada.

Secondo le autorità gli esemplari raccolti si trovano in difficoltà perché magari sono scappati, oppure sono stati rubati oppure in minima parte scaricati per sempre.

Chi non riesce a ritrovare la sua famiglia viene accolto in canile o in rifugio per un massimo di sette giorni, alla cui scadenza diventa proprietà del comune. Scattano così le procedure relative alla nuova sistemazione, una sorta di corsa contro il tempo per garantire al cane un’alternativa.

I più fortunati vengono accolti in stallo presso rifugi e associazioni animaliste, gli altri rimangono in canile dove gli spazi sono angusti e le cure minime. Molti di loro, scaduto il termine di permanenza e le possibilità di riscatto, purtroppo vengono addormentati per sempre.

Le mie riflessioni le ho fatte…a voi le vostre!

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5 commenti su “Allevatori Vs cucciolate “fai da te low cost”!

  1. Condivido in pieno quello che ha scritto, ma purtroppo vedo attorno a me, nel civile Piemonte, perpetrarsi la brutta abitudine degli incroci casalinghi.
    E finchè si tratta di yorkshire, pazienza, ma al contrario gli incroci e i parti casalinghi si fanno soprattutto tra pitbulle amstaff, ad opera di ragazzotti che li sparpagliano tra amici a 4 settimane di vita, senza l’imprinting materno, ma affidati all’opera educativa del nuovo proprietario che, in genere, lo tratta come una macchina da guerra oppure con indifferenza.
    Ne incontro parecchi al giorno durante le passeggiate con i miei jack ( che non sono proprio cani remissivi ) così da creare spesso atteggiamenti minacciosi, abbai e ringhi. E mi va bene quando sono al guinzaglio….. alcuni anni fa, una di quei meticci, aggredì la mia femmina azzannandola nel ventre e asportandole una mammella.
    Dopo un lungo intervento e una lunga convalescenza con drenaggi e medicazioni ce l’ha fatta, ma lo spavento è stato tale da renderla sospettosa e aggressiva verso ogni cane di taglia grande.
    Aggiungo che, spesso, i giovani si stancano di gestire il cane e lo lasciano alle cure di genitori poco convinti che li portano in passeggiata magari con un guinzaglio flexy adatto ad un bassotto, così da ritrovarteli in mezzo ad una strada o aggrovigliati alle gambe e non è proprio una bella sensazione.
    Ho anche sperimentato di persona quello che avviene in Olanda, avendo un figlio che lavora come ricercatore in quel paese.
    Mi meravigliai nel vedere, nelle aree pubbliche, cani di varie razze giocare educatamente con proprietari molto civili nel raccogliere le deiezioni e nel gestire i cani.
    So anche che le “razze pericolose” con si possono detenere con tanta facilità e che comunque sia necessario il patentino per i cani sopra un certo peso.
    Vorrei che anche in Italia si applicasse questa metodologia, arrivando almeno alla microchippatura di tutti i cani esistenti. Un sogno, forse.
    La ringrazio infinitamente per tutto quello che ha la pazienza di scrivere,

    1. Grazie infinite dei complimenti! Anche a New York al centrale park so trovano un infinità di cani liberi che vanno tutti d’accordo pacificamente! Questo dipende dal fatto che sono tutti sterilizzati per legge fin da piccoli…Non sviluppano nessun problema dato dagli ormoni con gli altri cani…in Italia questo è ancora un sogno.

  2. Concordo su tutti i punti! Allego con affisso da 40 anni e in tutto questo tempo l’allevamento è rimasto pura passione, coltivata con amore e sacrifici parallelamente alla mia professione di insegnante. Mai fatto un bilancio di fine anno sapendo che sarebbe sempre stato in perdita, mai fatta una vacanza, mai voluto cuccioli “pronti perNatale”, commesso errori in buona fede ma sempre risarciti, pagato sempre, soprattutto con il cuore, scelto con la ragione è l’istinto le famiglie a cui affidare il futuro dei miei piccoli ceduti mai prima dei 3 mesi. Oggi vedo siti stracolmi di cuccioli ammiccanti offerti senza garanzie e spesso acquistati sull’onda di emozioni che svaniscono presto , a costi che non hanno una logica…Anche in questo ambito manca un disciplinare, un controllo mentre abbonda l’improvvisazione. Tutti maestri, tutti specialisti a danno di razze , di acquirenti e, soprattutto, degli allevatori seri!

  3. Io sono un’allevatrice con affisso enci da oltre venti anni, una delle poche in regola con tutte le normative Nazionali, regionali e locali, iscritta alla Camera di Commercio e ovviamente con partita iva. Purtroppo, come ho detto, una delle poche, perché molti fanno le cose alla buona, e lo capisco perché fare questo mestiere con tutti i crismi è talmente impegnativo e difficile dal punto di vista amministrativo che è meglio farlo in modo amatoriale. E così vedo allevamenti amatoriali con centinaia (!!!) di soggetti tenuti in modo approssimativo (eufemismo) che pubblicano annunci di vendita cuccioli a prezzi stracciati un tot al chilo. Ovviamente ricevuta fiscale e pedigree (cosa te ne fai serve solo per le mostre!) neanche a parlarne. Il microchip nella maggior parte dei casi viene fatto mettere al nuovo proprietario in modo da non dare nessuna tracciabilità e chi si è visto si è visto. Nei negozi vengono venduti cuccioli con chip non registrato all’anagrafe canina (provenienti da chiissà dove) e il malcapitato acquirente pensa che sia tutto in regola: Mi hanno dato il libretto sanitario (un timbro costa pochi euro e ci posso far scrivere Veterinario oppure Ingegnere se non addirittura Contessa) fatto lo scontrino (vabbè solo 100 euro tanto serve giusto se mi fermano fuori dal negozio) e poi il negozio è lì da vent’anni…
    Tutto questo per dire che ciò che manca è una educazione e una conoscenza di base seppur minima del cane… poi se sporca in casa giù botte oppure gli si strofina il naso nei bisogni “Così capisce che non lo deve fare!” se abbaia perché lo lasci solo sul balcone tutto il giorno lo si porta al canile o si abbandona… tanto il famoso chip non è registrato da nessuna parte. La sterilizzazione è un atto contro natura, poverina lei vorrebbe tanto fare i cuccioli… lui invece è uno stallone nato (magari con un testicolo solo, ma buono!).
    L’altro aspetto sono i soldi, complice la crisi la sciura Maria con la sua barboncina/yorkshire accoppia la sua Fuffy con il Chihuahua/Maltese del vicino di casa monorchide e prognato e: “Che carini!” Tutti i cuccioli sono belli qualche centinaio di euro e tanto Ammmore; ma c’è anche chi si improvvisa allevatore, handler, educatore cinofilo comprando magari anche un paio di soggetti (a due mesi, sennò costano di più) da qualche allevamento “quotato” e dichiarandosi allevatore su Facebook, tanto per un profilo e dieci foto basta qualche ora.

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