Parla lo specialista – Perché il mio bulldog vomita?

Cari proprietari oggi abbiamo come ospite la Dr.ssa Rossella Terragni Specialista in Patologia e Clinica degli animali d’affezione. La collega si occupa in particolar modo di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di cane e gatto.

Clinica Pet Care via Marzabotto 1/2 Bologna.

 

Ciao Rossella, benvenuta su Amica Veterinaria! Oggi ci parli di un problema specifico del bulldog?

Grazie dell’invito, oggi vorrei parlarvi di un problema che viene spesso sottovalutato non solo nei bulldog ma in tutti i brachicefali e cioè il vomito. Sebbene il vomito sia un sintomo molto aspecifico, in queste razze (o meglio nei cani con questa conformazione) ha un significato particolare.

Quindi il vomito e la brachicefalia (cioè il muso schiacciato) sono collegati?

Diciamo che spesso lo sono! Mi piacerebbe prima di tutto fare una precisazione, anche se rischio di dire delle banalità….senz’altro, chi prende un cane appartenente a questa razza, si è già documentato in proposito.

Il Bulldog, Bouledogue francese, così come il Boston Terrier, il Carlino, il Boxer, il Pechinese, lo Shih Tzu, il Cavalier King Charles Spaniel e altre razze (…) è caratterizzato da una conformazione della testa chiamata “brachicefalia”. Questa particolare forma del cranio, che si sviluppa soprattutto in larghezza, si accompagna ad alcune caratteristiche: cavità nasali molto corte, occhi sporgenti, dentizione particolarmente affollata. Chiunque possegga un cane brachicefalico è particolarmente attento nel sottoporlo ad un esercizio fisico spinto o a temperature elevate, poiché ben conosce il problema respiratorio della razza, chiamato proprio “sindrome brachicefalica”. Per conoscere esattamente il grado della sindrome, il cane viene sottoposto ad esame endoscopico, che fornisce informazioni anche per eventuali correzioni chirurgiche.

 

Il cane brachicefalo, perciò ovviamente anche il Bulldog (che ha avuto in questi anni una grande diffusione in Italia) è affetto anche da disturbi digestivi, quali il rigurgito cronico e il vomito cronico.

Come fanno i proprietari a distinguere il vomito dal rigurgito?

Rigurgito significa emissione dalla bocca di materiale alimentare, masticato e imbibito di liquido; questo può avvenire anche mentre il cane è sdraiato o mentre passeggia.

Vomito significa espulsione dalla bocca di materiale gastrico o intestinale attraverso una spinta dei muscoli addominali; generalmente è accompagnato da malessere evidente e da cognizione da parte del cane.

Come si collega la brachicefalia e la difficoltà di respirare al vomito o al rigurgito?

La spiegazione di questi sintomi molto spesso è legata alla peculiarità di queste razze che hanno anche un apparato digerente “particolare”. L’esofago per esempio, cioè l’organo che porta il cibo dalla bocca allo stomaco, talvolta è ridondante (eccessivamente lungo) oppure la muscolatura che lo separa dallo stomaco non è abbastanza “tonica”, e determina uno spostamento dello stomaco verso la cavità toracica (ernia iatale).

Queste anomalie anatomiche come possono portare al sintomo “vomito” o “rigurgito”?

Queste anomalie possono dare un’infiammazione cronica dell’esofago, poichè liquidi e cibo normalmente dovrebbero transitare molto velocemente verso lo stomaco e non sostare, o addirittura andare in direzione contraria (reflusso gastro-esofageo).

Inoltre i cani appartenenti a queste razze sono predisposti ad una ritardata digestione per l’ispessimento di una porzione dello stomaco (ipertrofia pilorica).

 

 

Quindi per semplificare possiamo paragonarlo all’ernia iatale o reflusso di cui soffriamo anche noi uomini?

Esattamente, solo che i nostri amici hanno sintomi un po’ più evidenti poichè non hanno una stazione eretta, ma quadrupedale. Esiste poco “dislivello” tra la bocca e lo stomaco, quindi se c’è qualche anomalia anatomica i segnali possono essere molto fastidiosi.

Se un proprietario ha il suo bulldog che vomita o rigurgita in maniera cronica quindi cosa consigli di fare?

Tutte queste problematiche possono essere diagnosticate e trattate: l’esame radiografico, endoscopico e fluoroscopico sono i metodi che utilizziamo comunemente per indagare queste patologie.

 

Dott.ssa Rossella Terragni durante un’endoscopia nella sua clinica Pet Care.

Esiste la possibilità di un intervento chirurgico?

Solo in casi molto selezionati si deve ricorrere alla chirurgia.

Bhè…che dire di più! Sei stata chiara e gentilissima come sempre! Grazie infinite Rossella da parte mia e di tutti i followers di Amica Veterinaria per queste preziose informazioni!

 

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La raccomandazione è perciò abbastanza ovvia:

non trascurate i sintomi poiché tutto ciò che si cronicizza è sempre più difficile da risolvere. Ricordatevi che i vostri animali si meritano di avere sempre una buona qualità di vita qualsiasi sia la loro condizione clinica.

 

 

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