Patologie della mano e del piede nel cane e nel gatto!

Cari proprietari, oggi voglio farvi una panoramica sulle patologie di mani e piedi del cane e del gatto!  Scommetto che molti di voi non sanno che anche i cani e i gatti hanno le mani e i piedi! Già, lo so, le chiamate zampe vero? Mano e piede sono però termini anatomici universali.

Come per l’uomo anche per i nostri amici a quattrozampe la salute di mani e piedi è fondamentale per una corretta deambulazione.

Questo argomento è vastissimo e quindi ho pensato di fare un primo articolo generale in cui presentarvi una carrallata delle patologie più frequenti per poi approfondire le più importanti in articoli futuri.

Ormai mi conoscete, sapete quanto ci tengo che alleniate il vostro occhio clinico, quindi partiamo da voi:

A cosa dovete prestare attenzione?

Voi proprietari come sempre siete fondamentali per accorgervi che qualcosa non va! Se il vostro amico ha problemi alle mani o ai piedi potete notare alcuni sintomi:

-zoppia se coinvolge una sola estremità

-atteggiamento di camminare sulle uova se colpisce tutte e quattro le estremità contemporaneamente;

-eccessivo leccamento dei polpastrelli;

-colorazione rossiccia del pelo e della cute intorno alle dita;

-cattivo odore (abituatevi ad annusare i piedi del vostro amico);

-cute umida e appiccicosa fra le dita

-abrasioni sopra le dita da trascinamento con unghie eccessivamente limate;

-fistole o fuoriuscite di pus o siero con sangue subito sopra le dita;

-dolore alla palpazione;

-rigonfiamenti, callosità;

-ferite sui polpastrelli,

-sanguinamento.

Questi sintomi possono presentarsi da soli o associati tra di loro in varie combinazioni.

Importante è distinguere un problema acuto (zoppia improvvisa, leccamento compulsivo improvviso, dolore) da un problema cronico (pelo rossicio, cute umida e appiccicosa, fistole)

Importante:

Abituate il vostro cane e il vostro gatto a farsi ispezionare mani e piedi fin da cuccioli (link educazione). Nel periodo estivo dei forasacchi gli spazi interdigitali dei cani vanno controllati accuratamente tutti i giorni dopo passeggiate nel verde!

Una volta notato il problema cosa fare?

Problema acuto:

Siete al parco e improvvisamente zoppica o non appoggia il piede? Si lecca i polpastrelli e non ne vuole sapere di smettere? Notate gocce di sangue nelle sue impronte?

Ispezionate subito il piede o la mano incriminata, le cause possono essere svariate:

– uno spino che potete estrarre voi stessi con estrema semplicità,

-rottura di un unghia, può sanguinare molto ma non spaventatevi, disinfettate con acqua ossigenata, usate il ghiaccio per fermare l’emorragia (sempre se il cane collabora) dopodichè guarisce da sola;

–  se si fosse ferito o tagliato pulite con acqua fredda e se potete disinfettate abbondantemente con acqua ossigenata. A seconda dell’entità del taglio basterà un bendaggio compressivo (se lo tollera) oppure saranno necessari dei punti. I giorni successivi dovrà stare a riposo e camminare solo sul morbido!

– ha calpestato sostanze acide o caustiche, in questo caso presenta un’ustione, lavate abbondantemente con acqua e portatelo dal veterinario immediatamente.

– un’altra eventualità che capita soprattutto a cani esagitati e sfrenati sono le “spellature” dei polpastrelli (si solito sono colpite tutte e quattro le estremità) e avviene il giorno dopo una giornata di intense scorribande su ghiaia, cemento o terreno accidentato. Fondamentalmente è lo stesso meccanismo delle vesciche che ci vengono nei piedi. Guariscono da sole. Il cane farà fatica a camminare per il dolore. Guarisce da solo con riposo assoluto e uscite solo sull’erba.

In questi casi potete aiutare la guarigione  con una fasciatura da fare tutte le volte o con una scarpetta per cani che potrete facilmente trovare anche su Amazon come questa:

Una causa ne acuta ne cronica: il forasacco!

Una problematica a sé,  che coinvolge manie piedi del cane (più raramente del gatto), è il forasacco nello spazio interdigitale! Questo problema è facilmente evitabile con l’ispezione giornaliera del cane al rientro dalle passeggiate. Purtroppo questo semplice iter non viene seguito e il forasacco penetra nella cute sempre più in profondità.  Il cane comincerà a leccarsi ea zoppicare vistosamente ma a quel punto sarà tardi perché già all’interno.

Come ve ne accorgete?  

La manifestazione clinica è abbastanza inequivocabile, subito sopra le dita compare una fistola con fuoriuscita di siero, sangue e pus.

Cosa farà il veterinario?

Spesso la somminstrazione di antibiotico fa guarire la fistola solo momentaneamente. Appena sospeso si ripresenterà il problema. Bisogna rimuovere il forasacco. Più facile a dirsi che a farsi!

Il primo tentativo è per via ecoguidata seguendo con una pinza il percorso della fistola sperando di riuscirne a estrarre il forasacco. Se questo metodo dovesse fallire si può provare con i pediluvi con acqua tiepida e sale. Se anche così il forasacco non accenna ad uscire si prospetta la ricerca chirurgica.

Insomma un percorso per niente facile e veloce! Conviene prendere l’abitudine di ispezionare gli spazi interdigitali del vostro amico.

Problemi cronici:

Premetto che è un argomento enciclopedico, provo a riassumervelo il più chiaramente possibile!

Come si presentano?

In questo caso il vostro cane presenterà un difetto di appoggio più che una vera e propria zoppia, avrà fastidio e prurito. Potrete notare leccamento, il pelo rossastro, pus e spazi interdigitali costantemente umidi e che emanano un odore nauseabondo.

I problemi cronici sono i più difficoltosi da diagnosticare e curare.

La pododermatite, patologia cronica d’eccellenza:

Fra le patologie croniche la pododermatite è la più rappresentata in quanto è una delle patologie cutanee più diffusa.

In realtà con il termine pododermatite si indica un processo infiammatorio purulento che può avere cause molto diverse da caso a caso.

La pododermatite dei cani (o piodermite delle estremità) è una sindrome clinica multifattoriale frustrante associata ad infezioni batteriche o micotiche (Malassezia spp.) secondarie ricorrenti; la mancata rimozione delle cause predisponenti può favorire la cronicità o le recidive e la formazione di cicatrici podali interdigitali permanenti.

La causa predisponente è nota:

La differente conformazione della zampa nelle varie razze comporta un differente appoggio ed una diversa pressione sul derma che può tradursi in processi infiammatori interdigitali inizialmente sterili e poi complicati da sovrainfezioni o formazione di cisti.

Esistono poi le concause che si sommano alla causa predisponente portando alla patologia conclamata:

E’ veramente difficile essere esaustivi su questo argomento. Ve ne elencherò alcune senza entrare nello specifico:

  • Infettive;
  • Batteriche;
  • Micotiche (dermatofiti, Malassezia, micosi profonde);
  • Parassitarie (Demodicosi, Trombiculiasi, Pelodera, Anchilostomi, Leishmaniosi);
  • Allergiche (ipersensibilità);
  • Dermatite atopica;
  • Intolleranza al cibo;
  • Dermatite da contatto;
  • Reazioni da farmaco;
  • Reazioni da ipersensibilità a batteri e/o funghi;
  • Autoimmunitarie (pemfigo,lupus cutaneo e sistemico);
  • Psicogene o neurologiche (discopatia);
  • Ortopediche (alterata conformazione,alterata postura,difetto d’appoggio);
  • Neoplastiche (tumori mesenchimali,tumori epiteliali,neoplasie a cellule rotonde, melanoma/melanocitoma);
  • Nodulari non neoplastiche, non infettive (granuloma/piogranuloma sterile nel Labrador);
  • dermatofibrosi nodulare (pastore tedesco);
  • Amartomi;
  • Pododermatite linfo-plasmacellulare idiopatica;
  • Difetto di cheratinizzazione (ipercheratosi digitale e nasodigitale).

Cosa farà il veterinario?

Il mio consiglio in questo caso è quello di farsi seguire da un bravo dermatologo. Gli esami che vi verranno proposti variano in base alla visita e al sospetto diagnostico:

  • Citologia;
  • Esami colturali;
  • PCR;
  • Biopsia con colorazioni speciali;
  • Scotch test;
  • Raschiati;
  • Indagini sierologiche;
  • Trial alimentare;
  • Test intradermici;
  • Esami completi di sangue ed urine, test ormonali;
  • Ricerca di cause ambientali, comportamentali o neurologiche.

Nonostante un intenso work up diagnostico quando i test eseguiti non permettono di identificare la causa scatenante è possibile incorrere in pododermatiti idiopatiche.

Quali sono le terapie?

Innanzitutto tanta pazienza del proprietario. La terapia sarà lunga, la completa guarigione difficile e le recidive probabili.

Ovviamente si deve curare la concausa (antibiotici, antimicotici, antinfiammatori, cambio alimentazione ecc…)

Per quanto riguarda invece la pododermatite idiopatica Il trattamento di scelta si basa sull’uso di Prednisolone o di Ciclosporina la riduzione del dosaggio è a volte possibile, ma si accompagna a frequenti recidive.

Il Labrador è predisposto alla presenza di lesioni nodulari croniche fibrotiche come reazione ai follicoli piliferi che fanno effetto “corpo estraneo” in questo caso è consigliato il ricorso a laser terapia (che va a bruciare i follicoli piliferi) o a interventi di podoplastica.

Per il gatto la situazione è leggermente diversa:

Le pododermatiti nel gatto insorgono raramente come lesioni dermatologiche primarie, ma sono spesso associate ad altri sintomi sia cutanei sia sistemici.

Alcune lesioni sono date da:

  • Pododermatite plasmacellulare;
  • Metastasi digitali di adenocarcinoma polmonare;
  • Granuloma eosinofilico che possono presentarsi con il coinvolgimento di una sola estremità;
  • Le lesioni esfoliative ai cuscinetti sono di rara insorgenza e nel gatto anziano si osservano in corso di linfomi cutanei e malattie come la dermatite esfoliative secondaria a timoma;
  • Virus (pox virus, retrovirus, Herpes virus, calicivirus);
  • Batteri (ascessi da morso, infezioni da Micobatteri atipici, Nocardiosi, Actinomicosi);
  • Funghi (dermatofiti, malassezia, micosi profonde: criptococcosi, sporotricosi, blastomicosi);
  • Parassiti ( Trombiculiasi, Demodicosi, Rogna Notoedrica ,Leishmaniosi):
  • Cause allergiche;
  • Dermatite atopica;
  • Reazione avversa al cibo;
  • Reazione da contatto(congelamento, sostanze acide o caustiche);
  • Cause autoimmuni e immunomediate (Pemfigo fogliaceo,Lupus cutaneo e sistemico).

Quindi se già per il cane era un percorso difficile nel gatto lo è ancora di più.

Per un corretto approccio alle pododermatiti feline è necessario raccogliere un’attenta anamnesi.

La biopsia è particolarmente utile per la diagnosi di malattie autoimmuni, per le neoplasie, per i granulomi batterici e micotici, per le neoplasie. I test allergologici nel gatto, attualmente, non sono considerati un” gold standard “per la diagnosi di malattie allergiche, rimane pertanto fondamentale un iter diagnostico per esclusione. Altre indagini utili come colture batteriche o micotiche particolari ed indagini con PCR o immunoistochimiche vanno attentamente programmate con il laboratorio prima della spedizione.

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