Idrocefalo nel chihuahua e altre razze!

Cari proprietari oggi voglio parlarvi dell’idrocefalo nel Chihuahua e altre razze predisposte.

L’idrocefalo può essere sia congenito che acquisito:

La prima forma, quella congenita, è quella più comune. La seconda forma, quella acquisita, dipende di solito da tumori, traumi o processi infiammatori a carico del sistema nervoso. Nel Chihuahua l’idrocefalo spesso arriva alla sua massima manifestazione con la testa a “pallina” causata da una deformazione delle ossa in tenera età sotto la spinta interna della pressione intracranica. Nei chihuahua spesso può restare la fontanella aperta proprio a causa di questo meccanismo.

idrocefalo e testa a pallina nel chihuahua

Oltre al Chihuahua esistono altre razze predisposte all’idrocefalo congenito:

  • Bulldog inglese,
  • Bouledogue francese,
  • Carlino,
  • Boston Terrier,
  • Yorkshire Terrier,
  • Volpini,
  • Pinscher
  • Barboncini.

Ma partiamo dall’inizio, che cos’è l’idrocefalo?

Dovete sapere che il cervello ha attorno a se e al suo interno un microfilm di liquido che lo tiene lubrificato e ammortizzato. Questo prende nome di liquido cefalorachidiano. Al suo interno il cervello ha degli spazi vuoti (camere ventricolari o ventricoli) che normalmente contengono una  piccola quantità di liquido cefalorachidiano. Quando c’è un problema nel drenaggio (bloccato o diminuito), ecco che il liquido si accumula, dilata i ventricoli, questi premono sul cervello che a sua volta preme sulla volta cranica. In questo modo non solo il cervello viene compresso e danneggiato, ma nei cuccioli molto piccoli, a causa del fatto che le ossa del cranio non sono ancora durissime, ecco che si deforma anche la calotta cranica che diventa gonfia, a cupola. Adesso sapete da cosa è causata la testa a “pallina” dei chihuahua. A molti sembra buffa, e più hanno la testa rotonda e prominente e più piacciono ma dietro si nasconde una patologia vera e propria.

Quali sono le cause dell’idrocefalo congenito?

Si è visto, soprattutto nel Chihuahua, che l’idrocefalo è direttamente connesso con la marcata brachicefalia. Più vengono selezionati soggetti con il muso schiacciato e quindi una testa accorciata in senso cranio-caudale più questa patologia si riscontra in forme gravi e sintomatiche. Si pensa che la brachicefalia esasperata vada a peggiorare il meccanismo con cui si istaura l’idrocefalo e cioè l’ostruzione al deflusso del liquido cefalorachidiano. La dilatazione dei ventricoli per ostruzione al deflusso del liquido cefalo rachidiano provoca compressione del tessuto nervoso con conseguente ipoplasia cerebrale e deformazione del cranio.

Quali sono i sintomi dell’idrocefalo?

Nelle forme più gravi si assiste a una minor crescita dei cuccioli e una durata di vita di pochi mesi. Ci sono poi delle forme meno gravi, in cui i sintomi non si manifestano da cuccioli, ma quando il cane raggiunge i 12-18 mesi di vita. In rarissimi casi non si ha nessun sintomo.

sintomi dell’ idrocefalo sono:

  • diminuita crescita,
  • depressione,
  • testa premuta contro i muri,
  • barcollamenti,
  • incoordinazione motoria,
  • problemi di vista e di udito,
  • movimenti di maneggio,
  • abbaio senza scopo,
  • testa ruotata,
  • convulsioni.

testa a pallina nel chihuahua a causa dell'idrocefalo

 

Come si fa diagnosi?

Se il vostro cucciolo appartiene alle razze predisposte e mostra i sintomi sopraelencati l’ idrocefalo deve essere preso in considerazione fra le possibili cause. La testa rigonfia e rotondeggiante solitamente è un indicatore di patologia grave, ma il fatto che non sia così evidente non vuol dire che non possa avere ugualmente idrocefalo. La diagnosi di idrocefalo nel Chihuahua viene agevolata dalla fontanella aperta in quanto permette di usare l’ecografia. Quando non è presente la fontanella aperta si utilizza tac o risonanza magnetica per avere una diagnosi certa.

idrocefalo all'immagine MRI
Idrocefalo all’immagine MRI.

Una volta ottenuta la diagnosi esiste una terapia?

La terapia medica con diuretici e corticosteroidi serve a cercare di ridurre la produzione di liquido cefalorachidiano, il tutto per cercare sul breve periodo di ridurre la pressione sull’encefalo. Nei casi gravi si può tentare la chirurgia che prende nome di  Shunt Ventricolo-Peritoneale (SVP). Consiste nell’utilizzo di una valvola unidirezionale ed un sistema di cateteri i quali drenano la quantità esuberante di liquido cefalorachidiano dai ventricoli direttamente nella cavità peritoneale (in pancia per intenderci) ogni volta che la pressione intraventricolare supera un dato livello.
Ovviamente si tratta di interventi estremamente complessi e rischiosi che richiederanno un monitoraggio a vita e le complicazioni sono sempre possibili.

 

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