Parla lo specialista! Displasia del gomito…facciamo chiarezza!

Cari proprietari oggi abbiamo il piacere di avere con la Dott.ssa Sara Bazzo, specializzata in ortopedia. La collega lavora presso la Clinica Veterinaria Malpensa, responsabile del reparto ortopedia, la trovate ai seguenti indirizzi e-mail: cvmortopedia@gmail.com ; sarabazzo@me.com oppure sul sito e contattando il numero della clinica Malpensa.

 

 

Innanzitutto grazie Sara di partecipare a questa rubrica di Amica Veterinaria, qual è l’argomento che hai scelto per noi?

Grazie a te di avermi invitato, vi parlerò della displasia del gomito. E’ un argomento molto conosciuto ma su cui spesso c’è molta confusione! Oggi voglio fare un po’ di chiarezza!

Ottimo, in effetti è un problema molto sentito dai proprietari, partiamo dall’ inizio allora: Cos’è la displasia di gomito e come si sviluppa?

La displasia di gomito è una patologia con base ereditaria che esordisce nel cucciolo sin dai suoi primi mesi di vita. Questa patologia ha insorgenza lenta ma progressiva e comporta l’instaurarsi di danni articolari sempre più severi che esitano in grave consumo delle superfici articolari e massiccia formazione di osteoartrosi, spesso riscontrabile già in giovane età (10-12 mesi di vita).

La displasia di gomito può essere descritta come una “sindrome” che include diverse condizioni patologiche (FCP= frammentazione del processo coronoideo mediale; OC[D]= osteocondrosi/osteocondrite dissecante del condilo omerale mediale; UAP= mancata unione del processo anconeo) spesso accomunate da incongruenza omero-radio-ulnare, causa di anomala distribuzione dei carichi articolari. Questo “malfunzionamento” dell’articolazione conduce allo sviluppo dei gravi danni articolari che provocano dolore sempre più marcato.

Poiché la displasia di gomito può portare a condizioni molto invalidanti per il cane che ne è affetto, è coscienzioso oggi prevenirne l’insorgenza sottoponendo il nostro cucciolo alla diagnostica precoce.

 

Esistono delle  razze maggiormente colpite dalla displasia di gomito?

La maggior parte delle razze di taglia grande e gigante sono predisposte a sviluppare questa problematica, si può inoltre riscontrare anche nelle razze di taglia piccola e media. Pertanto tutti i cuccioli appartenenti a queste categorie ed i loro incroci dovrebbero essere sottoposti a controllo precoce.

Tra le razze diffuse in Italia, maggiormente affette dalla patologia troviamo: Pastore Tedesco, Labrador e Golden Retriever, Rottweiler, Cane Corso, Boxer, Molossoidi, ecc..

(Atlante BOA, C. M. Mortellaro, M. Petazzoni, A. Vezzoni 2008)

Come fa un proprietario ad avere il sospetto che il suo cucciolone ne sia colpito?

Purtroppo non è semplice. Spesso il cucciolo non zoppica affatto o il proprietario non è in grado di notare i segni di zoppia quando insorge dolore su entrambi i gomiti.

Infatti la displasia di gomito spesso colpisce contemporaneamente entrambe le articolazioni, oltre ad essere per natura una patologia lenta e progressiva.

Date queste premesse si può intuire come il cucciolo, che in tenera età comincia a percepire fastidio su entrambi i gomiti, non manifesti una sintomatologia chiara finché i danni articolari non diventano veramente invalidanti.

I sintomi che si manifestano precocemente sono l’extrarotazione delle mani (mani aperte che guardano i fuori), adduzione dei gomiti (tenuti vicino al torace verso l’interno) con atteggiamento mancino, interruzione frequente dell’attività fisica per riposarsi, fino allo sviluppo di riluttanza al movimento e difficoltà ad assumere prontamente la posizione “a sfinge” (cioè questi soggetti flettono alternativamente il gomito destro e sinistro, in diversi passaggi successivi, prima di arrivare alla posizione di “terra”). Molti proprietari di cuccioli displasici descrivono il cagnolino come “pigro”, è raro però che un cucciolo sia pigro e poco attivo, pertanto questi soggetti andrebbero controllati tempestivamente.

Ovviamente alcuni cuccioli sviluppano atteggiamenti evidenti di dolore come: zoppie dell’arto anteriore (generalmente altalenanti e spesso coinvolgenti in modo alternato i due gomiti), rigidità di movimento sugli arti anteriori o mancato carico del peso in stazione sull’arto affetto.

 

 

Quindi possiamo dire che se il cucciolo non zoppica non vi è certezza che sia sano, giusto?

Esatto! Poiché la sintomatologia, come appena descritto, può insorgere tardivamente ed essere difficile da riscontrare, è bene non fidarsi dell’apparente atteggiamento normale del cucciolo. Inoltre i segni radiografici precoci della displasia si possono intercettare prima dell’inizio dei sintomi, questo ci consente di intervenire molto precocemente ed ottenere un miglior risultato in termini di arresto della patologia.

Comprare il cane “garantito” in allevamento può dare qualche garanzia in più?

Oggi molti allevatori pongono grande attenzione nella scelta di soggetti riproduttori, controllandoli per la maggior parte delle patologie ereditarie. In questo modo ottengono una riduzione dell’incidenza di tali patologie nei propri allevamenti.

I cuccioli nati da “riproduzione selezionata” sono tra quelli meno a rischio di sviluppare le malattie ereditarie, siano esse di natura ortopedica, oppure oculistica, cardiaca, ecc..

Pertanto scegliendo un soggetto nato da attenta selezione sarete esposti in misura minore al rischio di adottare un cucciolo malato.

Purtroppo però nell’ambito delle razze predisposte, non c’è garanzia che questi cuccioli siano sicuramente esenti dalle displasie, infatti anche da genitori fenotipicamente (cioè “fisicamente”) sani possono nascere cuccioli malati.

La displasia purtroppo è una patologia multifattoriale ed i suoi geni si distribuiscono in diversi punti lungo il DNA, pertanto finché non vi saranno test genetici attendibili non c’è modo di indagare con certezza se un soggetto fenotipicamente normale è portatore di uno o più geni della patologia.

Come funziona la diagnosi precoce?

Il controllo precoce delle patologie scheletriche dell’accrescimento nel cucciolo consiste in uno screening clinico e radiografico eseguiti in sedazione.

Lo studio radiografico del gomito prevede 2 proiezioni per articolazione, solo in alcuni casi può rendersi necessario eseguire radiografie aggiuntive. Generalmente viene proposto nella stessa sede il controllo precoce per la displasia dell’anca ed eventualmente per altre patologie scheletriche dell’accrescimento, in dipendenza della razza del soggetto.

 

 

Tantissimi proprietari chiedono se è proprio necessaria la sedazione? Io da anestesista la risposta la so già…dammi il tuo parere da ortopedico…

Ovviamente si. Immaginatevi tener fermo un cucciolo su un tavolo in diverse posizioni!!! Sarebbe una lotta, anche se il cucciolone è buonissimo, il rischio è quello di avere lastre “sfuocate”, “mosse”, malposizionate e quindi non diagnostiche.

I segni radiografici precoci della displasia, che si cercano nel cucciolo, sono meno evidenti e più difficili da intercettare rispetto a quelli della patologia in forma conclamata, presente nel cane adulto/anziano. Pertanto è estremamente importante poter eseguire proiezioni radiografiche correttamente posizionate e ben leggibili, difficili da ottenere con il soggetto vigile.

Se poi eseguiamo contestualmente lo screening delle anche, risulta assolutamente impraticabile ottenere le proiezioni radiografiche dinamiche e la corretta visita palpatoria con misurazione della lassità articolare su soggetto non sedato.

La buona notizia è che ci sono molti modi per garantire al nostro cucciolo un buon livello di sicurezza per la sedazione, e poi ci siete voi anestesisti che vegliate sul paziente, quindi possono dormire sonni tranquilli…

 

Questo è Dexter, il mio cane, durante lo studio FSA per displasia anche e gomiti. Questa è solo una delle posizioni per i gomiti. Come vedete la zampa dentro la gommapiuma è quella indagata e la testa ruotata dall’altra parte. Non si potrebbe fare da sveglio uno studio corretto!

 

Qual è l’età corretta per lo screening precoce?

Uno screening radiografico preventivo efficace ed affidabile può essere eseguito a partire dalle 14 settimane di età, in dipendenza della razza a cui il cucciolo appartiene e dell’esperienza del veterinario che esegue l’esame.

In linea di massima il periodo migliore per l’esecuzione dello studio diagnostico precoce è intorno al IV°/V° mese di età.

Ovviamente anche cuccioli di età maggiore possono essere sottoposti a tale controllo, teniamo presente che anche qualora il nostro cucciolo avesse superato i 5 mesi è sempre meglio controllare la condizione articolare prima possibile. Infatti, se dovesse avere segni di displasia, è importante trattare la patologia il più precocemente possibile.

A chi si devono rivolgere i proprietari per il controllo radiografico precoce?

Chiedete al vostro veterinario di consigliarvi un collega specializzato in ortopedia dei piccoli animali, in alternativa potete controllare sul sito FSA (Fondazione Salute Animale) l’elenco dei medici veterinari accreditati per il controllo ufficiale delle displasie. Molti di questi hanno esperienza anche nella diagnostica precoce.

Non si può aspettare l’anno di età?

Attendendo la fine dello sviluppo scheletrico (12, 15 o 18 mesi) possiamo solo verificare la presenza della patologia in forma conclamata. I danni articolari si saranno ormai instaurati e le tecniche chirurgiche per il trattamento della displasia avranno un’efficacia minore, poiché le articolazioni presenteranno danni importanti.

Finché le tecniche protesiche per il gomito del cane non avranno risultati ottimali, la migliore strategia di trattamento della displasia di gomito rimane la prevenzione.

Intercettando infatti la patologia ai suoi esordi avremo la possibilità di scegliere la tecnica meno invasiva per il cucciolo e di limitare in maggior misura i danni provocati dalla patologia.

 

 

Per il cane adulto invece? E’ meglio controllarlo? Se risultasse displasico?

Se avete un cane adulto che non è mai stato controllato per la presenza delle displasie, è buona norma sottoporlo comunque al controllo radiografico. La condizione delle articolazioni ci aiuta a decidere riguardo il livello di attività a cui sottoporlo, la possibilità di farlo riprodurre oppure se far cominciare/continuare al nostro amico la carriera lavorativa o sportiva.

Se doveste scoprire che il vostro cane soffre di displasia di gomito, certo non saranno più indicati gli interventi precoci ma, per condizioni non gravi, esistono strategie chirurgiche/ farmacologiche/ fisioterapiche e norme di comportamento con cui potete tenere sotto controllo la patologia ed evitarne una rapida evoluzione, anche se questa malattia progredirà nel tempo.

Purtroppo è frequente incontrare pazienti che presentano una displasia di gomito in forma grave, questa certamente risulta invalidante per il vostro amico a quattro zampe e limita in gran misura l’attività che esso si può concedere nella vita.

Finché le protesi di gomito non ci daranno risultati ottimali, come già avviene per la protesica dell’anca, questi soggetti devono barcamenarsi come possono e noi non abbiamo altra strategia se non cercare di togliere loro parte del dolore che la degenerazione articolare produce.

Ecco perché è importante sapere a cosa vanno incontro i nostri cuccioli se dovessero sviluppare la patologia. Con la diagnosi ed il trattamento precoce possiamo evitare loro un futuro difficile e doloroso.

In conclusione cosa dobbiamo ricordare sulla displasia del gomito e lo screening precoce?

  1. Tutti i cani di razze medie, grandi e giganti, e loro incroci, possono essere soggetti a sviluppare displasia;
  2. Intercettare i segni precoci della malattia ci consente di intervenire tempestivamente, quando i danni sono limitati, per salvaguardare le articolazioni dallo sviluppo di una situazione invalidante;
  3. L’assenza di zoppia nel cucciolo non è indice sicuro di salute delle articolazioni;
  4. L’età migliore per lo screening radiografico delle displasie va dai 4 ai 6 mesi di età;
  5. Meglio tardi che più tardi: se il cane ha già passato i 6 mesi di vita è comunque buona norma controllare la condizione dei gomiti per scoprire i segni della displasia il prima possibile;
  6. Se la patologia viene scoperta tardivamente può condizionare l’intera vita del vostro cane.

Bhè…che dire di più! Sei stata chiara e gentilissima come sempre! Grazie infinite Sara da parte mia e di tutti i followers di Amica Veterinaria per queste preziose informazioni!

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4 commenti su “Parla lo specialista! Displasia del gomito…facciamo chiarezza!

  1. Grazie dell’articolo. Un punto importante che non è stato affrontato nell’intervista è come prevenire la displasia. Credo sia fondamentale fare informazione a riguardo perché se è vero, da un lato, che la displasia è una patologia poligenetica ereditaria, è anche vero che può essere di origine ambientale, cioè causata da stress alle articolazioni, eccessivo movimento, obesità… È un argomento che mi sta molto a cuore, avendo un cane con displasia delle anche e del gomito.

  2. Grazie Dottoressa, articolo chiaro ed esaustivo, ho un cucciolo di Terranova di 4 mesi e mezzo e vorrei fare i relativi controlli, come faccio per prendere un’appuntamento nel suo studio? Resto in attesa. La ringrazio e saluto cordialmente

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