Difficoltà respiratoria! Parla lo specialista!

Cari proprietari oggi ho l’immenso piacere di avere come ospite un caro collega con il quale ho lavorato per alcuni anni, il Dott. Ferdinando Tripaldi che ci parlerà di difficoltà respiratoria nel cane e nel gatto.

Il collega si occupa di medicina d’urgenza e terapia intensiva ed è  vice Direttore Sanitario e responsabile dall’attività clinica del Centro Veterinario Bolognese. E’ inoltre il segretario della SIMUTIV (Società italiana di medicina d’urgenza e terapia intensiva).

 

 

Potete trovare il collega sul sito del Centro veterinario Bolognese

e sulla pagina Facebook

Ciao Ferdinando oggi ci parli di difficoltà respiratoria nel cane e nel gatto giusto?

Esatto! Intanto grazie per l’invito su Amica Veterinaria, sono contento di poter partecipare ad una corretta informazione ai proprietari. Oggi vi parlo della difficoltà respiratoria spesso definita, in termini medici, dispnea o distress respiratorio, un argomento molto ampio che frequentemente mi capita di incontrare nella mia pratica clinica.

Come può un proprietario riconoscere se il suo amico a quattrozampe è in difficoltà respiratoria?

Quando sono in difficoltà respiratoria il cane ed il gatto si comportano in maniera  molto diversa.  Nelle forme più lievi si può notare solo un aumento della frequenza respiratoria a seguito di uno sforzo intenso, come una corsa, un momento di gioco molto prolungato o una lunga passeggiata. Nelle forme più gravi, invece, i sintomi sono più evidenti e differenti fra cane e gatto.

Cosa si può notare nel cane?

Il cane in difficoltà respiratoria tende ad avere una frequenza respiratoria accelerata (tachipnea) con un numero di respiri maggiore di 40 al minuto, con aumento della profondità del respiro. Spesso i cani in difficoltà respiratoria tendono a stare seduti o in piedi, ad essere irrequieti, a non volersi sdraiare. Spesso assumono una posizione che viene definita di “fame d’aria”, con arti anteriori divaricati testa estesa, respiro a bocca aperta, con un aumento dei movimenti dell’addome.

E invece nel gatto? E’ molto diverso?

Il gatto, normalmente, ha un respiro impercettibile, in caso di difficoltà respiratoria, tende a stare fermo a nascondersi e muoversi il meno possibile, i suoi respiri al minuto aumentano (più di 40) e nei casi più gravi respirano con la bocca aperta contraendo in maniera molto evidente l’addome.

Quali sono le principali patologie che causano difficoltà respiratoria?

Purtroppo ce ne sono tantissime.

E’ bene distinguere fra difficoltà respiratoria nel cane e difficoltà respiratorie nel gatto.

Tralasciando volontariamente le patologie di razza (vedi cani brachicefali come bulldog francese, inglese, carlino ecc.), cercando di riassumere i motivi più frequenti di difficoltà respiratoria nel cane sono:

  • Edema polmonare dovuto a malattie cardiache (i polmoni si riempiono di acqua per problemi cardiaci);
  • Polmoniti (infiammazioni dovute a batteri, virus, funghi o parassiti);
  • Aspirazione corpi estranei vegetali (forasacco ad esempio che causa pneumotorace).

E nel gatto?

Nel gatto, invece, i motivi di difficoltà respiratoria, più frequenti, sono:

  • L’asma felina (molto simile all’asma dell’uomo);
  • Versamenti toracici (liquido all’interno delle cavità pleuriche) soprattutto dovuto ad infezioni o infiammazioni;
  • Traumi (ernia diaframmatica);
  • Edema polmonare dovuto a malattie cardiache.

 

 

C’è qualcosa che un proprietario può fare a casa prima di andare dal veterinario?

La cosa migliore è prevenire la difficoltà respiratoria grave, per farlo, è necessario innanzitutto eseguire tutte le profilassi e le visite di controllo stabilite dal proprio veterinario di fiducia. E’ importante annotare e informare subito il veterinario non appena ci rendiamo conto che il nostro animale non sopporta più gli sforzi fisici a cui è abituato, che sia una lunga passeggiata o qualche piano di scale, oppure presenta un aumento della frequenza respiratoria a riposo (maggiore di 40 respiri al minuto), questo per evitare di arrivare a situazioni difficilmente gestibili.

Quando è fondamentale correre dal veterinario?

Se vediamo il nostro pet irrequieto, che fatica a stare sdraiato, che respira a bocca aperta, che respira contraendo l’addome, è bene correre subito al Pronto soccorso veterinario più vicino.

Cosa farà il veterinario in questi casi?

Il veterinario, ovviamente, visitando l’animale sarà in grado di stabilire la gravità della situazione. Nei casi di difficoltà respiratoria importante è spesso necessario sedare il paziente di modo da tranquillizzarlo e permettergli di farlo respirare più lentamente ed in maniera più efficace.

 

 

Cosa non può assolutamente mancare nell’approccio al paziente in dispnea?

Sarà fondamentale somministrare ossigeno.

Negli animali esistono diversi metodi:

  • Il flow by: consiste nell’avvicinare un tubicino da cui esce ossigeno vicino alle narici o alla bocca del pet;
  • gli “occhialini“, dei piccoli tubicini che si inseriscono nelle narici esattamente uguali a quelli che usano i nostri medici.
  • Ultimamente con il mio staff stiamo utilizzando una tecnica ampiamente usata in medina umana che rappresenta un’avanguardia nel campo veterinario: l’ossigenoterapia ad alti flussi. Questa macchina, utilizza flussi di ossigeno molto elevati, riscaldati ed umidificati, garantendo di trattare, in maniera più efficace, tutti i cani ed i gatti in difficoltà respiratoria. Nei casi estremamente gravi sarà necessario intubare i pazienti e ventilarli in maniera artificiale.



E’ necessario fare accertamenti specifici?

Una volta che il paziente è più tranquillo e riceve ossigeno (stabilizzato), si potranno eseguire i test necessari a stabilire la causa della difficoltà respiratoria con l’ausilio della radiografia o dell’ecografia, oltre che agli esami del sangue più opportuni (emogas analisi). Stabilita la causa si procederà ad impostare la terapia più adeguata.

 

macchina ad alti flussi per paziente in difficoltà respiratoria.
Ossigenazione ad alti flussi per paziente in difficoltà respiratoria.

 

Quindi la cosa più importante è stabilizzare il paziente, poi pensare al resto?

Esatto, per prima cosa è necessario ripristinare una buona ossigenazione e tranquillizzare il paziente, se necessario, anche farmacologicamente; gli esami radiografici ed ecografici fatti in animali che non respirano bene ed agitati possono essere pericolosi e, delle volte, peggiorare la situazione; sono fondamentali e vanno fatti, ma nel giusto modo e al momento opportuno; questo vale soprattutto nel gatto, che nasconde molto bene le sue patologie, e sopporta peggio del cane manovre stressanti.

Bhè…che dire di più! Sei stato chiaro e gentilissimo come sempre! Grazie infinite  Ferdinando da parte mia e di tutti i followers di Amica Veterinaria per queste preziose informazioni!

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